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In mille pezzi l’Armata del campo largo. Vannacci gira a sinistra
Roberto Vannacci (Ansa)
L’opposizione parla lingue diverse e presenta quattro mozioni separate. Futuro nazionale contro il governo.

A unire le opposizioni non resta che l’esecutivo, perché sul resto pare impossibile trovare l’unità. Per il segretario dem, Elly Schlein, però, è tutto normale: «Sul Consiglio europeo è sempre stato fatto così», risponde a chi chiede perché non sia stato presentato un testo unitario sulle comunicazioni del premier, Giorgia Meloni, su Iran e Consiglio Ue. Sulla politica estera, insomma, si mostrano disuniti e lo rivendicano anche.

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Vannacci si unisce ai sovranisti Ue: «Governo non abbastanza di destra»
Roberto Vannacci (Ansa)
Futuro nazionale entra nel gruppo Esn, dove siede pure Alternative für Deutschland. Il generale: «Difenderemo le nazioni dal federalismo». Sull’esecutivo chiarisce: «È il meno peggio, non deve essere messo in pericolo».

Alla fine, l’ha fatto. Dopo l’uscita dalla Lega, l’ex generale Roberto Vannacci entra a far parte a Bruxelles del gruppo Europa delle Nazioni sovrane (Esn), il gruppo fondato nel 2024 da Alternative für Deutschland, insieme ad altri partiti di estrema destra di vari Paesi europei, per volontà degli eurodeputati espulsi dal gruppo Identità e democrazia (Id) a causa di una serie di scandali che coinvolsero il politico tedesco Maximilian Krah, in particolare per le sue dichiarazioni sulle Ss naziste.

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Gli antifa riducono in fin di vita un giovane
Una manifestazione contro il collettivo «Némésis». A destra, due immagini dell'aggressione di Lione (Ansa)
A Lione un ragazzo di 23 anni, che faceva parte del servizio di sicurezza del collettivo femminista di destra «Nemesis», è stato aggredito da un gruppo di antagonisti. Tra loro, forse, anche il collaboratore di un deputato di estrema sinistra.

Alla fine potrebbe scapparci il morto. Si chiama Quentin il giovane attivista identitario francese pestato a morte da un branco di militanti antifascisti. Quentin ha 23 anni, è uno studente di matematica e la sua unica «colpa» è stata quella di aver voluto proteggere sei ragazze di Némésis, il collettivo femminile delle giovani identitarie francesi che difendono i diritti delle donne contro i soprusi degli immigrati (e il silenzio dei media). Negli ultimi tempi, peraltro, Némésis ha iniziato a spopolare sui social, con azioni e video che sono diventati virali.

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Il generale Vannacci fa il democristiano
Roberto Vannacci (Ansa)
Debutto in aula di Futuro nazionale con mossa di palazzo: sì alla fiducia ma no al decreto Ucraina. La prima mossa politica del generale segnala la volontà di stare in coalizione. Il campo largo si divide ancora: Pd a favore degli aiuti, M5s contrario.

Fuori dalla Lega, ma sempre dalla parte del governo. Così si posiziona Futuro nazionale, il partito fondato appena pochi giorni fa dal generale Roberto Vannacci. I vannacciani alla fine sulla fiducia posta dall’esecutivo nel voto sulle armi ucraine hanno votato sì. Un sì con riserva si può dire, perché poi, per precisare la loro posizione, hanno stabilito di non votare il testo del provvedimento. «Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità», ha spiegato il leader di Futuro nazionale Vannacci annunciando il sì alla fiducia dei tre deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo e il no al decreto. L’obiettivo è collocarsi chiaramente a destra e per farlo Vannacci usa un metodo che si può definire cerchiobottista.

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«Il simbolo per la registrazione è stato depositato il 24 gennaio scorso – ha detto Vannacci– oggi abbiamo registrato lo statuto del partito presso il notaio». «Ci sono tante persone – prosegue – che vengono da qualsiasi orientamento, sia ideologico che politico, ci sono tanti curiosi, tanti entusiasti che credono nell’Italia e vedono in Vannacci e in Futuro Nazionale la risposta alle loro aspettative». «Facciamo crescere Futuro Nazionale e rendiamolo grande insieme – ha risposto a chi gli chiedeva se nel futuro si vedesse presidente del Consiglio –. Come ho sempre detto occupiamoci di quello che dobbiamo fare oggi. Quello che succederà in futuro dipende da quello che facciamo oggi».

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