Eni-Nigeria, confermate in Appello le condanne a De Pasquale e Spadaro
Non hanno depositato atti favorevoli alle difese: ribadite le pene per 8 mesi di carcere.
Non hanno depositato atti favorevoli alle difese: ribadite le pene per 8 mesi di carcere.
Presentato ieri ad Abuja il volume del politico nigeriano che accusa il pm De Pasquale di aver istruito il processo contro il colosso italiano sulla base di motivazioni politiche.
Ex ministro accusa in un libro la toga di aver visto politici locali per incastrare Eni e Shell.
De Pasquale e Spadaro, che devono scontare otto mesi di reclusione per non aver depositato atti favorevoli alla difesa, pensavano di guadagnare prestigio dall’inchiesta sulle presunte tangenti. Nelle motivazioni si legge che l’obiettivo era la Procura Europea.
I grillini hanno un bel problema. Ma ce l’hanno anche i manettari d’Italia. Infatti, a uno a uno cascano i miti che per anni hanno incarnato il partito dei giudici.
I grillini hanno un bel problema. Ma ce l’hanno anche i manettari d’Italia. Infatti, a uno a uno cascano i miti che per anni hanno incarnato il partito dei giudici.
Il pm Paolo Storari racconta in tribunale la stagione dei veleni alla Procura di Milano durante l’inchiesta flop sul petrolio in Nigeria: «Vincenzo Armanna era un calunniatore e abbindolava tutti con storie sui servizi segreti».
Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro tacquero sui messaggi compromettenti trovati nel cellulare del nigeriano che accusava i capi azienda.
La Costituzione dice che ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a che non sia intervenuta una sentenza definitiva di condanna. Dunque, fino a prova contraria non possiamo che ritenere innocente il procuratore Fabio De Pasquale, anche se l’altroieri il…
Il processo non provoca contraccolpi al procuratore aggiunto: resterà al suo posto a Milano e proseguirà le investigazioni con i colleghi del Belgio sul Qatargate e sull’ex deputato Antonio Panzeri. Sul caso continua il silenzio del Guardasigilli e della Cassazione.
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