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I condannati votano No
Piercamillo Davigo (Imagoeconomica)

La «tesi» di Gratteri sbugiardata da Piercamillo Davigo: l’ex procuratore ha preso un anno e 3 mesi in Cassazione ed è in prima fila contro la legge Nordio. Ma finalmente abbiamo la possibilità di smontare le loro bugie con un Sì.

È finita e finalmente si vota. Una campagna referendaria tra le più brutte e menzognere della storia. Dove invece che del merito, ovvero della riforma della giustizia, si è discusso di tutt’altro, con un processo alle intenzioni più che alle decisioni, e soprattutto con la volontà di colpire il governo più che migliorare l’efficienza di Procure e tribunali. A simboleggiare la conclusione dello scontro, il dibattito a Milano fra due ex magistrati: Piercamillo Davigo e Antonio Rinaudo, il primo a favore del No alla legge voluta dal governo, il secondo sostenitore del Sì.

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Mattarella fa da «scudo» al Csm che si spacca, ma nomina Lady Davigo
Sergio Mattarella (Ansa)
Il capo dello Stato presiede per la prima volta i lavori ordinari e invita «le altre istituzioni a rispettare Palazzo Bachelet». Impedito il dibattito. Poi i presenti si dividono sulla Dolci, moglie dell’ex pm, che si prende Venezia.

Re Sergio, forse inebriato dai trionfi olimpici e dagli osanna dello Stadio di San Siro, ha deciso di indossare il mantello da supereroe e nel pieno della campagna referendaria e degli scontri da ultrà tra Fronte del Sì e Fronte del No si è presentato, totalmente inaspettato, alla seduta plenaria del Consiglio superiore della magistratura. È apparso scortato dai suoi due corazzieri, i consiglieri Ugo Zampetti e Stefano Erbani, sotto le insegne di capo dello Stato e non di presidente di Palazzo Bachelet, come ha sottolineato più volte nel suo breve discorso all’inizio del plenum del Csm.

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«Davigo non aveva legittimazione per ergersi a paladino di legalità»
Piercamillo Davigo (Ansa)
Pubblicate le motivazioni della condanna a un anno e tre mesi per l’ex pm di Mani pulite.

«Piercamillo Davigo non poteva ergersi, senza alcuna legittimazione, a paladino della legalità». La frase non è un commento giornalistico né una valutazione polemica: è uno dei passaggi più netti delle motivazioni della sentenza d’appello-bis della Corte d’Appello di Brescia che ha confermato la condanna dell’ex magistrato simbolo di Mani pulite a un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per rivelazione di segreto d’ufficio. Ed è una frase che fotografa, sin dall’inizio, il giudizio severo dei giudici su una condotta ritenuta incompatibile con il ruolo ricoperto e con la cultura della legalità che Davigo ha per decenni incarnato e sbandierato sin dai tempi di Tangentopoli

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Caso Amara, Davigo perde ancora
Piercamillo Davigo (Ansa)
La Corte d’appello di Brescia conferma la condanna a un anno e tre mesi per l’ex pm. Il Guardasigilli definisce il dibattito una «litania petulante». L’opposizione si indigna.
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E appena pochi giorni fa Fedez attaccava le raccolte del Codacons
Fedez (Ansa)
La filippica durante la puntata di «Muschio Selvaggio» con Piercamillo Davigo.
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