Il campo largo ride per non piangere
La Schlein si illude che l’autogol degli avversari cancelli la figuraccia di Napoli. Invece restano l’assenza di un programma e di un vero leader per l’opposizione
La Schlein si illude che l’autogol degli avversari cancelli la figuraccia di Napoli. Invece restano l’assenza di un programma e di un vero leader per l’opposizione
L’ex premier divide l’opposizione in buoni e cattivi (filorussi) e prepara il grande inciucio che potrebbe portarlo al Colle.
Dopo aver promesso di pensare a lavoro e sanità, gli eurodeputati del campo largo chiedono a Giovanni Malagò un’indagine sulla Fifa.
Dopo il disastro partenopeo, tra piazza vuota, contestazione e gaffe geopolitiche, slitta la seconda tappa del tour di Pd, M5s e Avs, in programma il 15 luglio a Padova. Ufficialmente per correre in Aula, ma in realtà per evitare una nuova figuraccia epocale.
Fioccano i distinguo interni all’opposizione dopo le frasi del leader M5s su Mosca. Potere al popolo, dopo l’irruzione, prende pure in giro: «Eravate in 300, un flop». Intanto il solito Calenda bisticcia con Magi
Schlein invoca l'unità del campo largo, ma le divisioni tra Pd, M5S, Avs, Renzi e sinistra radicale restano profonde. Dai precedenti dei governi Prodi ai nodi irrisolti della coalizione, le fratture continuano a pesare sul centrosinistra.
Acli, Ac, Compagnia delle Opere, Sant’Egidio: tutti riuniti a Roma in nome della «difesa della democrazia». Priorità: la legge elettorale. Ma Elly sui carri del gay pride va bene?
Sul presidenzialismo, il premierato e l’autonomia, l’opposizione rinnega sé stessa.
Agli attovagliati dell’hosteria Costanza devono aver servito dei gamberi: fanno un passo avanti e due indietro. A Elly Schlein, peraltro, è già arrivato il Conte, nel senso di Giuseppe. Il capo dei pentastellati all’Adnkronos ha precisato: «Per lo sbilanciamento a…
Prosegue su tutte le testate, dalle tv ai quotidiani, il racconto in tempo reale delle intenzioni di voto. Un flusso continuo di dati e movimenti impercettibili per tirare la volata all’opposizione. Eppure a crescere è la Meloni.
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