Via libera definitivo del governo all’Autonomia
Il premier chiede flessibilità: non soldi in più da spendere, ma la possibilità di dirottare su imprese e famiglie parte dei fondi per l’energia. A rischio il taglio Irpef dal 43 al 33%
Il premier chiede flessibilità: non soldi in più da spendere, ma la possibilità di dirottare su imprese e famiglie parte dei fondi per l’energia. A rischio il taglio Irpef dal 43 al 33%
Il vicepremier apre la fase del rilancio leghista: il Doge punta a un ruolo da leader di una sorta di Csu bavarese all’interno di un Carroccio federalista. Nella squadra anche Fedriga. Fontana plaude. Il capitano punta a chiudere la «trattativa»…
Sull’autonomia differenziata «tra le materie che vogliono destinare a maggiore autonomia c’è anche la Protezione civile. Dovremmo fermarci e riflettere, tutti, su quello che serve a un grande Paese per non aumentare i divari territoriali ma fare avere soprattutto alle…
Lo ha dichiarato Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia a seguito dell'evento «Come sbloccare il potenziale della difesa europea» al Parlamento europeo di Bruxelles.
L’ex governatore: «Io referente per il Nord nella Lega? Se ne può parlare in un congresso, ma senza mettere in discussione Salvini. La Meloni è il miglior premier possibile, sta dando all’Italia prestigio internazionale».
Lep. Sembra il fratello del Lem lunare. In realtà è qualcosa di molto terreno. Serve per attuare l’autonomia differenziata ma soprattutto per dare a tutta Italia un minimo sindacale di servizi pubblici. Lep sta per Livelli essenziali di prestazione. Attualmente,…
Il nuovo scopo del campo largo? Cavalcare il disagio nelle sue roccaforti boicottando la riforma. Roberto Calderoli: «Governo anti-Meridione, ora ribellatevi». Ma il divario col Nord è figlio delle pessime amministrazioni dem.
Il ministro leghista Roberto Calderoli: «L’opposizione strepita ma si è trattato per un anno. Ai governatori dico: la pre intesa è un’opportunità. Più libertà a chi lavora bene, più Stato per gli altri».
La tensione fra il primato del diritto di Bruxelles e le nostre norme è divenuta strutturale e non più episodica. L’assetto post-Maastricht è refrattario alla democratizzazione, la sola scelta coerente è quella del recesso.
La Consulta infrange i sogni di Zaia e Fontana: il limite di due incarichi vale per tutte le Regioni a statuto ordinario. Intanto i dem corteggiano la virostar Viola per il Veneto.
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