
Diecimila franchi. Questa la somma stanziata dalla Svizzera in favore di ognuna delle vittime della tragedia di capodanno. L’equivalente di 10.700 euro, o poco più, per ogni ragazzo morto o ferito.Il beau geste è del Consiglio di Stato vallesano che, ieri, ha sbloccato un fondo in favore delle persone coinvolte nell’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana, costato la vita a 40 giovanissimi e che ha ferito gravemente, per le ustioni e per i fumi tossici inalati, 116 ragazzi che ancora lottano per la vita negli ospedali di mezza Europa.
L’importo è forfettario e, secondo i calcoli degli svizzeri, dovrebbe coprire le spese sostenute in emergenza delle famiglie di chi è morto tra le fiamme e di quelle che hanno lasciato tutto da due settimane - lavoro compreso - per assistere i propri cari ovunque si trovino.
Ad annunciarlo ieri, con un comunicato in pompa magna, sono state le autorità cantonali e per chi ha storto il naso davanti alla cifra è arrivata subito la rassicurazione che - bontà loro - ad implementare un plafond di aiuti «parteciperà nei prossimi mesi anche la Confederazione elvetica» e che sono in fase di valutazione le «possibili forme di erogazione e le lacune da colmare».
Per chi volesse donare del proprio, infine, è stato creato un conto destinato a raccogliere i versamenti di privati che verranno dirottati poi ad una fondazione che «ancora non è stata istituita».
Mentre uno dei paesi più ricchi del mondo si concentra per calcolare gli indennizzi giusti da elargire chi è rimasto prigioniero di una trappola mortale - causata anche da omissioni gravissime su controlli che spettavano alle autorità pubbliche locali, rimaste tranquillamente in carica - i feriti sono alle prese con momenti delicati, se non addirittura difficili.
Uno dei nostri ragazzi, arrivato in Italia solo da qualche giorno, dopo essere rimasto a lungo in terapia intensiva al Niguarda di Milano, ieri è stato trasferito al Policlinico della città. l giovane «non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata», ha spiegato Guido Bertolaso, assessore al Welfare del Comune di Milano, «ha però una grave insufficienza respiratoria» causata dalle sostanze tossiche inalate che «purtroppo si è innestata su una patologia precedente».
Bertolaso ha chiarito che «il trasferimento nasce dalla necessità di garantire la più alta qualità di cura» e che il Policlinico è stato scelto in quanto centro di elevata esperienza nell’Extra corporeal membrane oxygenation, quella procedura per cui il sangue viene prelevato, ossigenato artificialmente e poi reimmesso nel corpo del paziente. Nel frattempo si allunga l’elenco delle mancanze, in termini di sicurezza de Le Cnstellation, imputabili alle scellerate scelte dei proprietari, Jaques e Jessica Moretti.
Interpellato dagli inquirenti sugli estintori presenti nel seminterrato, Jaques ha ammesso che «erano tre ma il personale non era formato ad utilizzarli». Sollecitato, poi, a consegnare le autorizzazioni per i lavori di ristrutturazione - tra cui il restringimento della scala - l’uomo ha fatto sapere che le carte sono andate (purtroppo) perdute «durante un allagamento del piano superiore al locale che ha invaso gli uffici dove erano conservate» e che, le poche rimaste - trasportate dai metodici Moretti presso la propria abitazione per metterle al sicuro - sarebbero finite nuovamente sott’acqua per un «secondo allagamento» che avrebbe interessato la loro villa qualche mese dopo.






