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«Striscia» torna con sei veline e Maria De Filippi inviata speciale

«Striscia» torna con sei veline e Maria De Filippi inviata speciale
@Striscialanotizia
Il tg satirico riparte giovedì con 5 puntate in prima serata. La conduttrice di «C’è posta per te» consegnerà le «merdine» a chi parcheggia sui posti dei disabili. Ricci: «Mi chiesero di tenermi pronto se Scotti faceva flop».

Striscia la notizia non striscia più, è vero, ma «finché c’è Striscia c’è la speranza di una tv diversa e noi vogliamo continuare a tenere accesa questa fiammella. Una trasmissione come questa è irripetibile, è un bene della nazione», dice un Antonio Ricci bello carico e deciso a rivendicare originalità e unicità della sua creatura presentando la 38ª edizione del tg satirico di Canale 5. La fiammella, per ora, alimenterà un falò di cinque puntate in prima serata da giovedì 22 gennaio. Poi chissà, magari altre cinque o di più. Tra tapiri, Gabibbi, Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti che spuntano in smoking, «non ne indossavano uno dal giorno del matrimonio», e le veline che saranno sei perché Striscia non indietreggia, «non raddoppia, ma triplica», da capo indiscusso della banda, Ricci annuncia il manifesto della nuova edizione: «La voce della presenza». «Striscia è un centro di resistenza e resilienza. E la presenza del titolo di quest’anno vuol dire anche potenza». Potenza di fuoco, potenza di denuncia. E presenza per dimostrare la possibilità di una televisione che, pur con toni scanzonati, ambisce a fare controinformazione. La sigla finale, interpretata dal Gabibbo, s’intitola Dazi: «Non pensavo di arrivare alla mia età e sentire frasi del tipo: “Voglio la Groenlandia perché mi serve”», dice stupito. E, rispondendo a una domanda sulla presunta passività della premier, rispolvera il passato pacifista e le manda una carezza delle sue: «La guerra è la cosa più terribile. Questi massacri sono un gesto folle oltre che inutile, una barbarie. Io da ragazzo ero convinto, come tanti di noi, che potessimo contare qualcosa. Vedevamo le bombe e scendevamo in piazza contro la guerra in Vietnam. Così finirà, pensavamo. Adesso un atteggiamento del genere è improponibile. Non incidono le idee di pace, il Papa… La nostra premier si dice cattolica. Cavoli! Ma se sei cattolica devi aborrire la guerra e farti sentire», conclude un po’ sentenzioso.

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Famiglia sterminata da ladri clandestini. Scappavano in auto inseguiti dalla polizia
Ansa
È successo domenica a Roma: padre, madre e figlio sono morti. Arrestati i fuggitivi. Si tratta di tre irregolari sudamericani.

Non si fermano all’alt. Accelerano. In quel momento esatto la scelta di chi pensava di farla franca diventa una condanna a morte per una famiglia. La volante della polizia intercetta la Toyota Yaris con a bordo tre uomini di origine sudamericana, tutti irregolari, specializzati, secondo quanto ricostruito, in furti su auto e in appartamenti. Probabilmente erano in zona per qualche sopralluogo.

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Padelle antiaderenti, sì o no? Ecco quello che c’è da sapere
iStock
  • Scoperto per caso in laboratorio, il politetrafluoroetilene è inodore e resiste anche ad alte temperature. Sostituisce perfettamente olio e burro, permettendo di rispettare più facilmente un regime dietetico ipocalorico. Non reagisce a contatto con altre sostanze chimiche, ma rimane pur sempre un materiale plastico. Il marketing ha esagerato il bisogno di mangiare «senza grassi». Senza contare che ci sono altri modi per ridurli.
  • Il rivestimento non è ritenuto cancerogeno. Ma alcuni composti impiegati nella sua realizzazione sono oggetto di restrizioni.

Lo speciale contiene due articoli.

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Alla terza edizione dei Giochi della Speranza, nella Casa di Reclusione di Milano Bollate, detenuti, magistrati, polizia penitenziaria e società civile si confrontano tra calcio, pallavolo, scacchi e ping pong. Per qualche ora lo sport crea relazioni e momenti di normalità, raccontando figli, progetti e possibilità di ricominciare.

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Mark Zuckerberg, dal flop del Metaverso alla censura degli utenti. Oggi la scommessa è l’Ia
Mark Zuckerberg (Ansa)
  • Con Facebook ha trasformato Internet. L’anonimato, tipico del web fino a quel momento, ha ceduto il passo alla vanità digitale di massa. Dalla quotazione in Borsa, nel 2012, il valore del suo impero è cresciuto di 17 volte, anche se non sono mancati i passi falsi e i problemi giudiziari.
  • Lontano dal protagonismo di Musk o dai toni oracolari di Jobs, rivendica il controllo totale delle sue aziende. Eppure è l’unico guru vivente della Silicon Valley al quale Hollywood ha già dedicato un film.
  • Dopo l’ammissione di aver ceduto alle pressioni di Biden, «Zuck» sta togliendo dal suo social molte restrizioni.

Lo speciale contiene tre articoli.

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