Un atto di vandalismo di inaudita gravità ha colpito, sabato scorso, la Basilica di San Pietro, e in particolare la Cappella del Santissimo Sacramento. A quanto riferisce il sito silerenonpossum.com, che ha raccolto le testimonianze di alcuni presenti, un uomo adulto di carnagione scura avrebbe scaraventato a terra tutto quello che si trovava sull’altare: candelieri, ostensorio e tovaglie.
Proprio ieri, prima del Consiglio dei ministri, a Palazzo Chigi si è svolto un vertice per discutere del“pacchetto sicurezza allo studio del governo, al quale hanno preso parte il premier Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Durante la riunione c’è stata piena condivisione sulle proposte elaborate da Piantedosi. Il tema delle espulsioni immediate degli immigrati irregolari e soprattutto di quelli che delinquono è ormai diventato non più rinviabile, e così Piantedosi ha iniziato a fare qualcosa di concreto: come riporta il Messaggero, il titolare del Viminale, ha inviato a prefetti e questori una direttiva che ha l’obiettivo di espellere il maggior numero possibile di migranti irregolari, naturalmente a partire da chi commette reati o è considerato «una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica». «Alcuni recenti episodi di cronaca», scrive Piantedosi nella direttiva, «hanno posto all’attenzione la necessità di perseguire con la massima determinazione l’obiettivo, prioritario per la sicurezza pubblica, del rimpatrio degli stranieri irregolari presenti sul territorio nazionale che si siano evidenziati per comportamenti pericolosi», mentre in generale gli irregolari in attesa di rimpatrio non devono uscire dai Cpr, «onde evitare che tale prospettiva possa incentivare comportamenti violenti». Gli immigrati irregolari che si macchiano di reati vanno immediatamente allontanati dal territorio nazionale per evitare «il rischio», scrive ancora Piantedosi, «che una possibile escalation dei comportamenti violenti culmini come già accaduto nella commissione di efferati delitti. È quanto mai necessario», precisa il ministro dell’Interno, «porre in campo ogni sforzo organizzativo per velocizzare i rimpatri». In serata, Piantedosi chiarisce ancora una volta quanto sottolineato in più occasioni dalla Verità: «In Italia esiste un tema sicurezza», sostiene il titolare del Viminale, «ma non c’è una emergenza. L’andamento dei delitti in Italia è in calo (-3,5%), in particolare diminuiscono i reati più gravi, come gli omicidi (-15%), tra cui quelli per accoltellamento (-6%), e i femminicidi (-18%). Le polemiche sulla sicurezza, dunque sono del tutto infondate e ingiustificate, tanto più se a sollevarle sono coloro i quali, quando erano al governo, facevano registrare rispetto ad oggi un numero maggiore di reati (+18%) e di sbarchi di irregolari (+170%) oltre che un numero inferiore di assunzioni tra le forze dell’ordine (-70%). I confronti sul piano oggettivo numerico sono per loro impietosi. Non si deve cedere alla tentazione di alimentare la psicosi dell’insicurezza per affermare la necessità di norme che sono utilissime e sono giustificabili in sé. Vanno approvate per abbassare ulteriormente la curva dei reati commessi e non certo per uscire da un far west immaginario».
Che la sinistra parli di emergenza-sicurezza è in effetti paradossale, visto che poi a ogni provvedimento grida alla repressione: «Certamente e in ogni caso», argomenta ancora Piantedosi, «al di là delle schermaglie politiche suscitano dolore e preoccupazione alcuni gravissimi fatti di sangue, in particolare quelli che coinvolgono i minori come, in ultimo, a La Spezia. In questo senso, il pacchetto sicurezza predisposto dal Viminale che prossimamente sarà presentato dal governo in Parlamento rappresenta l’occasione per dimostrare davvero senso di responsabilità. Sono misure utili sia sul piano della prevenzione sia su quello della repressione. L’obiettivo è approvarle definitivamente in Aula il prima possibile. In Parlamento», è la sfida lanciata dal ministro, «tutti i gruppi facciano la propria parte invece di sollevare polveroni. Alcuni pensano di martellare sul tema sicurezza ma tutti i dati li condannano. Quando erano al governo si contava un numero maggiore di omicidi, di femminicidi, di morti per accoltellamento. Erano superiori gli sbarchi di migranti irregolari. Sul fronte della sicurezza l’unica reale preoccupazione riguarda i reati commessi dai migranti irregolari», sottolinea ancora il ministro dell’Interno, «in proporzione enormemente superiori rispetto a quelli commessi da cittadini italiani o migranti regolari. Ebbene chi ha davvero a cuore il tema della sicurezza collabori all’aumento dei rimpatri, superando quelle resistenze ideologiche che ne impediscono la completa realizzazione».
Sul pezzo anche il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che sta mettendo in campo ogni sforzo per siglare in tempi brevissimo il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa, relativo al triennio 2025-2027. I provvedimenti contenuti nel nuovo pacchetto sicurezza messo a punto dal Viminale, a quanto emerge dal monitoraggio mensile dell’Osservatorio sui temi sociali di Noto Sondaggi «hanno una media di approvazione tra gli italiani che oscilla tra il 60 e il 70%, quindi livelli molto alti».






