Stranieri malvagi e luoghi maledetti: quando il radical chic muore sullo schermo

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Paura del diverso? Ma quando mai. Confini da non attraversare, antiche divinità da rispettare, luoghi che sarebbe meglio non profanare? Roba da bifolchi superstiziosi. Del resto «il razzismo si cura viaggiando», no? Non nei film. O, meglio, nella maggior parte dei film, quelli almeno non esplicitamente pensati per dispensare una morale buonista. Ma, pellicole impegnate a parte, le leggi del grande schermo sono chiare: essere troppo emancipati e fiduciosi nel prossimo non paga mai. E, spesso, il radical chic è quello che fa la fine peggiore di tutte.

Ursula von der Leyen (Asna)
  • Durissimo scontro a Strasburgo dopo che la Suprema corte ha stabilito l'incompatibilità di parte dei Trattati con le leggi nazionali. Una battaglia di libertà che mette a nudo le crepe profonde delle istituzioni comunitarie
  • «Solidarnosc voleva l'Europa», dice la von der Leyen. Il premier Moraviecki: combattemmo il Terzo reich, noi mai con i dittatori

Lo speciale contiene due articoli

Mario Draghi (Ansa)

Scontro sulle modalità di superamento di quota 100: la Lega stoppa il testo e pone una riserva politica. Rifinanziato con 2 miliardi il reddito di cittadinanza. Niente riforma fiscale, alle tasse solo un taglietto

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