«Stipendi su fino a 100 euro al mese». Dal premier una scudisciata a Landini

Aumenta il taglio del cuneo fiscale. Il provvedimento entra nel decreto Lavoro, in esame oggi a Palazzo Chigi. L’ultima bozza disponibile non ne descriveva i dettagli, ma sembra certo che ci saranno meno tasse in busta paga per i redditi da lavoro medio-bassi. Si effettuerà un taglio di 4 punti del cuneo fiscale per un valore di 4 miliardi, che si tradurrà in un aumento mensile in busta paga tra gli 80 e i 100 euro. Un segnale importante dal governo: si arriverà a dare circa una mensilità in più a chi guadagna fino ai 35.000 euro. Questi benefici dovrebbero interessare circa 13 milioni di lavoratori.
Obiettivo del governo però è anche ridare nuova linfa al mercato del lavoro. Si dirà addio al decreto Dignità, nato con l’intenzione di stabilizzare i precari, ma che ha avuto l’effetto opposto di scoraggiare le aziende ad assumere a tempo indeterminato, perché preferivano, al termine dei 24 mesi (12 senza causale e 12 con causali molto stringenti), assumere un nuovo dipendente con contratto a termine. Adesso si potrà ricorrere al rapporto di lavoro a tempo determinato liberamente per i primi 12 mesi, mentre, per i secondi 12 ci vorrà la causale ma sarà molto meno stringente.
La bozza chiarisce che le nuove causali saranno affidate alla contrattazione collettiva; in assenza di questa potranno essere definite da esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle parti infine come prima, in sostituzione di altri lavoratori. Mentre per un rinnovo che arrivi alla soglia dei 36 mesi (quella massima anche a livello europeo) serve un passaggio presso gli uffici territoriali del ministero del Lavoro. Confermati anche gli altri provvedimenti, quindi l’assegno di inclusione sarà destinato solo a chi ha in casa minori, anziani o disabili. Le persone abili al lavoro riceveranno un sostegno nell’eventualità in cui decidessero di svolgere attività di formazione o servizi di pubblica utilità. L’assegno di inclusione costerà 5,4 miliardi nel 2024 e più di 5,6 miliardi nel 2025 e nel 2026. Lo strumento di attivazione al lavoro entrerà in vigore dal primo settembre e costerà 276 milioni nel 2023 e i 2,1 miliardi nel 2024, la spesa poi scenderà negli anni successivi.
Confermato il fondo per il sostegno ai familiari di studenti deceduti durante le attività formative così come gli incentivi per chi assume giovani Neet under 30 per dodici mesi. Per quanto riguarda i voucher, si potrà arrivare a usarli fino a 15.000 euro (finora 10.000) nel settore degli eventi del turismo. I Caf riceveranno infine 30 milioni in più per il lavoro di compilazione degli Isee. Aumento di cui gioveranno soprattutto i grossi sindacati che detengono, come già scritto dalla Verità, il monopolio di Caf e patronati.
Nonostante questo, si alza lo scontro tra governo e Cgil. Il suo segretario, Maurizio Landini, ha fortemente criticato la scelta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di riunire per oggi, festa del primo maggio, il cdm. Il premier, che ha definito «incomprensibili» le parole del leader della Cgil, ha risposto: «Bel segnale onorare con il nostro impegno i lavoratori e le risposte che attendono. E vorrei ricordare al segretario della Cgil che il primo maggio ci sono molte persone che lavorano, dai camerieri ai medici, dalle forze dell’ordine fino ai tecnici che consentono lo svolgimento del concertone».
Il leader della Uil, Pier Paolo Bombardieri, ha definito il cdm un «atto di propaganda». I segretari degli stessi sindacati si erano anche lamentati di essere stati convocati all’ultimo. Il tavolo di confronto si è svolto ieri a Palazzo Chigi e al suo termine c’è stato spazio anche per i commenti positivi. Paolo Capone, segretario dell’Ugl ha commentato: «La convocazione dei sindacati da parte del governo prima dell’adozione del decreto Lavoro è un segnale significativo che cogliamo con favore. Nel complesso del testo si tratta di misure che rappresentano un passo in avanti e un rafforzamento delle politiche del lavoro».





