hormuz

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Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in uscita dal Consiglio degli esteri di Bruxelles. Il ministro ha parlato della situazione ad Hormuz e di come sia importante garantire la libera circolazione. Ha sottolineato che tutti i ministri degli esteri hanno posizioni analoghe, ovvero una spinta di entrambe le controparti per una soluzione di dialogo pacifico. Un ultimo punto su Hezbollah, Tajani ha ribadito la necessità di disarmare il partito di Dio, rafforzando l'esercito regolare libanese.

Giorgetti non cade nel trappolone della Ue
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Dopo l’apertura di Dombrovskis sulla possibile uscita dalla procedura d’infrazione in autunno, purché si evitino scostamenti per l’energia, il ministro ribadisce il suo credo: «Norme sbagliate generano conflitti. Nell’incertezza servono soluzioni realistiche».

Giancarlo Giorgetti non sa più come dirlo: in un momento di crisi come quello che sta attraversando praticamente l’intero pianeta, con la guerra di Usa e Israele contro l’Iran, con la conseguenza del blocco dello Stretto di Hormuz, che sta già facendo sentire i suoi effetti sui prezzi del carburante e quindi della vita soprattutto in Europa, occorre cambiare registro e liberarsi dai lacci delle regole della Ue, o almeno renderle flessibili, adeguarle alla situazione attuale.

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Scontri incrociati nello Stretto. La Marina americana: «Bloccate 70 navi con 13 miliardi di greggio». Trump avverte Teheran: «Attacchi più forti se non firma l’accordo di pace»

Continua a restare alta la tensione a Hormuz. Ieri, Centcom ha confermato di aver colpito due petroliere iraniane vuote che stavano tentando di forzare il blocco imposto da Washington alla Repubblica islamica. «Attualmente, le forze statunitensi stanno impedendo a oltre 70 petroliere di entrare o uscire dai porti iraniani. Queste navi commerciali hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato di oltre 13 miliardi di dollari», ha inoltre dichiarato, sempre ieri, Centcom. Nelle stesse ore, l’agenzia di stampa iraniana Fars riferiva di «scontri sporadici» a Hormuz tra le forze armate americane e quelle di Teheran.

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Usa: «Cessate il fuoco resta in atto». Oggi il negoziatore di Teheran in Cina
Donald Trump (Ansa)
Fuoco dei pasdaran su due navi americane, ma Trump minimizza: «Scaramucce». Hegseth: «Non si confonda moderazione con debolezza». Islamabad: «Consultazioni tra le parti». Baghdad si offre di mediare.

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono tornate al centro della crisi nel Golfo Persico. Nelle ultime ore Abu Dhabi ha confermato di aver intercettato una serie articolata di minacce provenienti dall’Iran, tra missili balistici, droni e altri velivoli senza pilota impiegati in attacchi coordinati.

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  • Affondate piccole imbarcazioni del regime. Trump: «Se prendono di mira i nostri, li cancello dalla faccia della terra». Bessent: «Controlliamo lo Stretto, aperto un corridoio». I pasdaran: «Affermazioni false».
  • Intercettati quattro missili sugli Emirati grazie a un Iron Dome israeliano. Droni su un oleodotto, feriti tre indiani. Teheran: «Un errore». Centrato un edificio residenziale in Oman.

Lo speciale contiene due articoli.

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