hormuz iran oman
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Iran e Oman hanno raggiunto un’intesa preliminare sulle regole per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. L’accordo, confermato da una fonte di primo piano ai canali Al-Arabiya e Al-Hadath, deve ancora ottenere l’approvazione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e avrà inizialmente una durata di 60 giorni. L’intesa arriva mentre le tensioni militari continuano ad attraversare la regione, dallo Yemen al Sud del Libano.

In base alle regole concordate, le navi in entrata nello Stretto utilizzeranno la corsia di navigazione più vicina all’Iran, mentre quelle in uscita seguiranno la rotta prossima alle coste dell’Oman. Altri Paesi della regione potrebbero partecipare allo sminamento e alle procedure tecniche necessarie per garantire la navigazione. Resta da definire il sistema dei pagamenti per i servizi offerti alle imbarcazioni. Una fonte del ministero degli Esteri iraniano, citata dall’agenzia Fars, ha smentito l’ipotesi di pedaggi fissi pari al 3 o al 7% del valore del carico.

«I pagamenti da parte delle navi dipenderanno da molti fattori, tra cui la portata dei servizi che possiamo fornire», ha spiegato. Reuters aveva precedentemente riferito che funzionari iraniani e omaniti stavano discutendo tariffe comprese tra il 3 e il 7 per cento del valore dichiarato delle merci. Secondo Fars, le notizie su un disaccordo tra Teheran e Mascat riguardo a queste percentuali sono però false.

Il Pakistan spera che l’intesa favorisca la ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran, sulla base di un memorandum mediato da Islamabad. «Ci auguriamo che l’accordo sullo Stretto apra la strada alla prosecuzione del dialogo, in particolare alla ripresa dei colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.

Trump parla di dialogo, Teheran nega i negoziati

Restano tuttavia contrastanti le versioni sull’esistenza di un negoziato fra Washington e Teheran. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha sostenuto che l’Iran sta trattando sullo Stretto soltanto con l’Oman. «L’affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l’Iran è falsa», ha dichiarato. «Non ci sono stati negoziati», ha aggiunto, pur riconoscendo che Teheran ha ricevuto messaggi americani sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Il presidente statunitense Donald Trump ha invece parlato di «ottimi colloqui» con l’Iran.

Durante un discorso al Red rock casino di Las Vegas ha affermato: «Preferirei fare un accordo con l’Iran perché non voglio uccidere gente». Poi Trump ha proseguito: «Con l’Iran tutto procede eccezionalmente bene», rivendicando una «sconfitta schiacciante» inflitta a Teheran per impedirle di acquisire armi nucleari e lodando il segretario alla Difesa Pete Hegseth per il lavoro svolto al Pentagono. «L’Iran ci rispetta e stiamo parlando, vediamo che succede», ha aggiunto.

Più prudente il vicepresidente J.D. Vance, che in un’intervista a Fox news ha definito «complessi» i negoziati, avvertendo che servirà tempo. «Il nostro compito è quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti», ha spiegato. Vance si è detto convinto che si arriverà a una conclusione e ha richiamato il prezzo del petrolio, arrivato a 79 dollari. «I prezzi scenderanno e rimarranno bassi. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione più forte», ha assicurato.

Resta alta la tensione tra Yemen e Libano

Sul piano militare, il portavoce dell’esercito iraniano, generale di brigata Amir Akraminia, ha dichiarato che le forze armate sono «pienamente preparate» ad affrontare qualsiasi minaccia. La prontezza operativa viene rafforzata attraverso l’ammodernamento dei sistemi danneggiati, l’introduzione di nuovi equipaggiamenti e il ricorso alle capacità dell’industria nazionale. Mezzi e dotazioni vengono distribuiti alle unità in base alle necessità operative. Resta alta l’attenzione anche in mare.

L’Autorità britannica per le operazioni marittime, Ukmto, ha ricevuto la segnalazione tardiva di un incidente avvenuto nove miglia nautiche a Sud-est di Kumzar, in Oman. Il comandante di una petroliera ha riferito di avere udito due esplosioni mentre attraversava Hormuz. La nave e l’equipaggio risultano al sicuro e non sono stati segnalati danni ambientali. L’Ukmto ha invitato le imbarcazioni a procedere con cautela.

La tensione si estende anche allo Yemen. Secondo Al-Arabiya, 45 persone sono morte negli attacchi condotti dagli Huthi, sostenuti dall’Iran, contro le forze filogovernative nei governatorati di Al-Jawf, Marib e Hadramout. Un primo bilancio aveva indicato almeno 38 soldati uccisi in attacchi missilistici e con droni contro campi militari nello Yemen centrale e orientale, anche vicino al confine con l’Arabia Saudita. Le forze armate yemenite hanno quindi annunciato un’operazione militare «su vasta scala e di alto profilo».

Nelle stesse ore si è aggravata la situazione nel Sud del Libano. Diverse persone sono rimaste ferite nei raid aerei israeliani notturni contro Burj Shemali e al-Mansouri, secondo l’Agenzia nazionale di stampa libanese. I bombardamenti dell’artiglieria che ha risposto agli attacchi degli Hezbollah sono proseguiti fino alla mattina, colpendo Majdal Zoun, al-Mansouri e le valli circostanti. Attacchi sono stati segnalati anche alla periferia di Haddatha, mentre raffiche di mitragliatrice sono state dirette verso la zona costiera di al-Hamra. Nel distretto di Tiro le operazioni israeliane hanno ferito almeno quattro persone e costretto numerosi residenti ad abbandonare le proprie abitazioni.

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