Tregua energetica in malora ancora prima di iniziare: Kiev colpisce una raffineria
Ansa

Mentre la tregua negli attacchi incrociati russo-ucraini agli impianti energetici, annunciata dal presidente americano Donald Trump, non sembra mai iniziata, come mostrano gli ultimi raid dei droni di Kiev su raffinerie russe, la Nato fibrilla per l’intrusione di un drone abbattuto sulla Lituania da caccia italiani.

La fine della tregua fra Russia e Ucraina

Sulla mancata tregua, la portavoce russa Maria Zakharova ha chiosato che «la cosa più importante è che tali dichiarazioni si traducano in fatti», aggiungendo inoltre che «i leader occidentali devono valutare con cura i rischi di viaggi a Kiev».

Ieri i droni ucraini hanno colpito una grossa raffineria di petrolio a Syzran, nella regione di Samara, poiché secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky «la Russia continua a colpire il nostro settore energetico, la logistica e le infrastrutture critiche», dopo che Mosca aveva colpito una stazione di servizio a Kiev.

Se Trump e i russi intendevano una moratoria nel settore dei carburanti, l’Ucraina pretendeva di osservarla solo se gli ordigni di Mosca avessero evitato anche le «infrastrutture» in generale, ad esempio le ferrovie. Fra altri obbiettivi dei droni di Kiev, a Taganrog, nella regione di Rostov, un impianto di produzione di droni e un magazzino della catena logistica Ozon, poi un sito di addestramento e lancio di droni nella regione di Oryol.

L’aviazione russa ha colpito nella regione di Kiev la stazione di servizio di Holosiivskyi e strutture nel porto di Odessa. S’è intensificata, su ammissione degli stessi ucraini, la campagna russa contro le ferrovie, anche vicino al confine polacco.

Lo scacchiere bellico-geopolitico

Per il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, «metà delle 500 locomotive danneggiate da inizio guerra è stata colpita nel solo 2026».

Mentre Zelensky incassava a Kiev la destituzione da parte del Parlamento del procuratore Ruslan Kravchenko, coinvolto in un caso di corruzione, il presidente russo Vladimir Putin, secondo il Financial Times, «ha spostato a Mosca la sede del forum del Club Valdai», previsto dal 28 settembre al 4 ottobre, solitamente tenuto a Sochi, sul Mar Nero, «per paura dei droni». Andriy Biletsky, comandante del 3° Corpo d’armata delle forze di Kiev, ha confermato un’offensiva ucraina nel settore di Lyman, nel nord del Donetsk, battezzata «Operazione Vivaldi», come il compositore italiano del 1700, che avrebbe «bonificato» 75 km quadrati di area, conquistandone 10.

Tale è il contesto di nuove tensioni fra Russia e Nato. Un drone proveniente dalla Bielorussia, è stato rilevato nella notte dai radar lituani mentre sorvolava Lentvaris, vicino alla capitale Vilnius. Sono decollati su allarme due caccia dell’Aeronautica italiana Eurofighter Typhoon di base a Siauliai nell’ambito della missione Nato protegge i Paesi baltici.

Coinvolti anche i caccia italiani

I caccia italiani, inquadrati nella Task Force Air «Baltic Thunder III», sono stati coordinati dal Centro operativo aereo Combinato della Nato a Uedem, in Germania, e hanno abbattuto il drone vicino a Kaunas. I rottami sono studiati dagli esperti, ma finora è stato solo confermato che «il drone trasportava esplosivi», senza specificare se fosse russo o ucraino. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha visitato la base di Siauliai, plaudendo ai piloti italiani e ipotizzando che «il drone probabilmente era russo» e che «le valutazioni sul conflitto sono ora meno ottimistiche dato che la Russia ha sviluppato nuovi droni».

In Germania, in Bassa Sassonia, s’indaga sul ritrovamento dei rottami di un drone al lago Steinhude, vicino alla base di Wunstorf. Nel Mar Baltico la Danimarca ha lamentato lanci di razzi da segnalazione da una fregata russa all’indirizzo di un elicottero delle forze di Copenhagen. La Russia ha addotto «manovre provocatorie dell’elicottero danese vicino alla nostra nave».

Mosca ha anche inviato bombardieri giganti Tupolev Tu-95MS a pattugliare i cieli del Mare di Barents. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov spera di incontrare il collega americano Marco Rubio all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, per parlare dello scongelamento degli asset russi all’estero e della ripresa dello spirito del vertice di Anchorage del 2025 fra Usa e Russia.

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