La ridente Termeno, un Comune altoatesino che conta poco più di 3.000 anime, ieri pomeriggio si è improvvisamente ritrovata in un’atmosfera da anni Trenta, con tanto di camicie brune che hanno preso il posto dei tradizionali abiti tirolesi.
O, almeno, questo è quello che si è potuto apprendere leggendo la cronaca locale. Galeotto fu un evento organizzato dal movimento separatista Süd-Tiroler Freiheit di Eva Klotz, che sogna di staccare l’Alto Adige dall’Italia e riunificare il Tirolo storico. Il problema, però, non era tanto il raduno dei secessionisti sudtirolesi, quanto piuttosto l’ospite principe della giornata: Jean-Pascal Hohm. Si tratta del presidente di Generation Deutschland, il movimento giovanile dell’Afd. Che, sondaggi alla mano, è il primo partito tedesco con circa il 30% dei consensi. Quindi, dov’è il problema? Il problema, come sempre, è stato creato dagli strilloni della sinistra antifascista, che hanno sfruttato le tempistiche dell’evento per ricordare al mondo di esistere. A pesare come un macigno, infatti, c’è il recente terremoto del voto in Sassonia-Anhalt. Per questo motivo, un normalissimo dibattito si è presto trasformato in un caso politico.
Ma andiamo ai fatti. L’appuntamento è stato organizzato a Termeno dai giovani della Süd-Tiroler Freiheit. Ospite principale era appunto Hohm, invitato dalla segretaria giovanile Melanie Mair, che da tempo intrattiene rapporti con i sovranisti dell’Afd. Il convegno era fissato alle 17 nella sala comunale. Un’ora prima, a circa 500 metri di distanza, Bozen Solidale aveva convocato il presidio «Hohm go home», sostenuto dalla solita pletora di sigle dell’area antifascista. A rendere l’ospite tedesco improvvisamente ingombrante, come detto, è soprattutto ciò che è accaduto in Sassonia-Anhalt, dove l’Afd di Ulrich Siegmund ha ottenuto il 43,8% dei voti, lasciando la Cdu al 17,2%. Da allora l’avanzata del partito sovranista è stata accompagnata da un crescendo di allarmi e paragoni storici totalmente fuori scala.
Hohm, classe 1997, milita nell’Afd dal 2014 e dal 2024 siede nel Landtag del Brandeburgo. Nel novembre scorso, è stato eletto con il 90,4% dei voti per guidare Generation Deutschland, la nuova organizzazione giovanile del partito. Politicamente parlando, è un giovane patriota che gravita attorno al circuito culturale della Neue Rechte, la «nuova destra» tedesca che ha preso ispirazione dalla Nouvelle droite francese di Alain de Benoist. Contrasto dell’immigrazione illegale e difesa dell’identità nazionale sono tra i temi centrali della sua attività politica. Certo, durante il congresso si è lasciato andare a un commento discutibile: «Il Sudtirolo non è Italia. Credo sia chiaro e sotto gli occhi di tutti, si percepisce anche solamente camminando per le vie dei paesi».
A incendiare ulteriormente la vigilia, ci ha pensato Andrea Bonazza, esponente di CasaPound ed ex consigliere comunale a Bolzano. Bonazza ha definito Hohm «un nostro caro amico tedesco» e «davvero un bravissimo ragazzo», invitando i simpatizzanti della «tartaruga frecciata» a partecipare a quella che ha qualificato come un’«interessante e coraggiosa manifestazione in difesa dell’Europa della tradizione». È bastato questo perché l’incontro venisse presentato da più parti come una saldatura tra nazionalisti tedeschi e italiani. La Süd-Tiroler Freiheit ha però preso le distanze da Bonazza. Sven Knoll, leader del movimento, ha parlato di «una provocazione consapevole da parte di CasaPound» e ha annunciato che ai suoi militanti sarebbe stato negato l’accesso alla sala. Knoll, inoltre, sostiene che Hohm gli avrebbe assicurato di non conoscere Bonazza né avere contatti con CasaPound.
Del resto, la Süd-Tiroler Freiheit ha una storia politica apertamente antifascista. L’«antifascismo» compare addirittura tra gli ideali elencati nello statuto del movimento. Nel 2022, arrivò a definire Ignazio La Russa un «ultrafascista». Anche la fondatrice Klotz, antifascista doc, ha precisato che nel saluto avrebbe richiamato «la democrazia e i diritti umani» tra i princìpi fondanti del movimento. Ciò non ha impedito al governatore Arno Kompatscher (Svp) di evocare gli spettri del Novecento. Pur riconoscendo la libertà di espressione e di riunione, il presidente della Provincia di Bolzano ha detto che vedere «la destra nazionalista tedesca e la destra nazionalista italiana» nello stesso contesto gli ricorderebbe quando Benito Mussolini e Adolf Hitler si accordarono sul futuro dell’Alto Adige. Il nuovo Patto d’acciaio passa dalla sala comunale di Termeno.
Il diretto interessato, tuttavia, ha risposto senza troppi drammi ai procurati allarmi dei suoi detrattori: «È qualcosa di profondamente democratico tenere un’assemblea. Ma è ugualmente democratico protestare contro di essa», ha dichiarato Hohm all’Ansa. «Viviamo in una democrazia», ha proseguito, «e questo significa che bisogna parlarsi per trovare le risposte migliori ai problemi delle persone». Quanto all’incontro, Hohm ha indicato nel Sudtirolo «un esempio di difesa dell’identità, della cultura e dell’autodeterminazione», sostenendo che anche i politici tedeschi dovrebbero interessarsi al territorio.
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