Afd, pericoloso «dublinanti» in Italia? Una bufala
Alice Weidel (Ansa)

Il risultato dell’Afd in Sassonia- Anhalt continua a dominare il dibattito politico. Sia sul piano del significato di cui non sfugge l’importanza, sia sul piano delle conseguenze. L’idea di molti è che il cancelliere Friedrich Merz per cercare di arginare «l’orda nera», come l’hanno definita, si sposterà su posizioni più identitarie per rispondere alla pancia del Paese.

La questione degli immigrati in Italia e in Europa

E qui entra in campo il tema dei dublinanti. Il timore è che Merz possa tornare a insistere con il governo italiano. Una tesi che però non trova riscontri fattuali. Il cancelliere, o chi per lui, non è tornato a parlare del contenzioso tra Roma e Berlino e soprattutto Afd, e quindi i suoi elettori, su questo tema si trovavano d’accordo con Matteo Salvini. Il leader della Lega ricordava che i tedeschi non hanno il diritto di rimandarci indietro migranti sbarcati sulle nostre coste (con l’obiettivo di raggiungere la Germania) dal momento che la maggior parte dei clandestini accorsi in Italia sono stati portati in questi anni dalle navi Ong battenti bandiera tedesca.

La leader del partito nazionalista tedesco, Alice Weidel in quel contesto disse: «Giusto che l’Italia rifiuti i clandestini soccorsi da navi tedesche». Sul punto, in sostanza, Afd dà ragione a Salvini usando contro il governo tedesco lo stesso argomento della Lega. Forse anche per questo Merz nelle ultime settimane ha deciso di desistere sul tema dei dublinanti.

Le contraddizioni interne sui dublinanti

In Italia resta acceso lo scontro sull’opportunità di considerare l’ascesa di Afd come un «pericolo per la democrazia».

Il vicepremier Antonio Tajani resta sulle medesime posizioni: «Il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia. Ricordo che al tempo della crisi dell’euro, Alternative für Deutschland nacque proprio per avere una linea dura nei confronti dei Paesi del Sud e in particolare dell’Italia», ha ribadito al Corriere della Sera, aggiungendo anche: «Io non credo che tutti gli elettori di Alternative für Deutschland abbiano tentazioni nostalgiche. L’hanno votata per motivi come l’immigrazione, la sicurezza, la crisi industriale, il rifiuto della burocrazia di Bruxelles, senza contare i danni provocati dal regime comunista che hanno lasciato tracce profonde».

Insomma, ragiona come si ragiona anche in ambienti di governo: «In Italia la situazione è diversa, da noi c’è un governo di centrodestra, omogeneo, non ci sono contraddizioni interne».

Il pensiero di Lega e Vannacci

E mentre da Fratelli d’Italia prosegue un cauto silenzio figlio della convinzione che il capo di un governo non dovrebbe mai commentare i risultati di un altro Paese, dalla Lega si alza anche la voce di alcuni governatori. Per Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, le elezioni nel Land tedesco dovrebbero «incentivare l’Europa ad andare verso risposte concrete ai nostri cittadini». E poi: «Penso che l’Europa deve essere in grado oggi di dare nuove risposte e concrete».

Nel frattempo l’unico alleato italiano, Roberto Vannacci, continua a cavalcare la vittoria del vicino e ne approfitta per attaccare il leader della Lega. «Salvini ora esulta per la vittoria di Afd, ma due anni fa l’ha cacciata dal gruppo europeo di Identità e democrazia. Sono sempre più convinto di aver agito correttamente nel lasciare il Carroccio», dichiara al Fatto Quotidiano.

Per Vannacci l’Afd ha vinto perché «in tutta Europa la gente è stanca di questa Ue che spende per mandare armi all’Ucraina, e che non fa nulla sul piano dei rimpatri dei migranti irregolari, perseguendo quella follia chiamata green deal». E poi si lancia in pronostici: «Noi di Fn cresciamo a ritmi esponenziali, più di quanto dicano le agenzie di rilevazione, spesso addomesticate. Basta girare per strada. E nei sondaggi siamo già il secondo partito del centrodestra». Il primo banco di prova si avrà a Reggio Calabria. «Sarà la nostra Sassonia» annuncia «puntiamo a vincere. Forza Italia ha candidato un avvocato romano che non ha mai visto lo Stretto».

Il tema della sanità per Germania e Afd

A sinistra è il presidente del Pd Stefano Bonaccini a cavalcare il risultato dell’Afd, ma al contrario. «Io sono stato oggetto di una campagna di aggressione ma oggi tutti i più grandi quotidiani italiani confermano quello che dicevo io e cioè che va verso la destra o l’estrema destra il voto di chi è più in difficoltà, persone che un tempo guardavano alla sinistra». E se c’è una cosa su cui sembrano tutti d’accordo è che il cordone sanitario sembra proprio non aver funzionato.

Eppure non è d’accordo il già più volte ministro dell’Economia Giulio Tremonti, oggi deputato Fdi: «Il cordone sanitario è nato in un altro tempo, ma è ancora l’unica opzione possibile». Ammonendo le destre: «Non si possono inseguire gli estremismi, c’è lo spazio per una proposta politica alternativa. Ma prima, è necessario comprendere gli errori degli ultimi trent’anni».

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