Afd, la linea di Fratelli d’Italia: non esultare, non isolare
Carlo Fidanza (Ansa)

L’incredibile risultato di Afd in Sassonia – Anhalt, il 43,8% dei consensi con un’affluenza record al 77%, preoccupa l’establishment europeo perché rischia di rompere definitivamente lo strapotere dei socialisti europei. Ma non sono solo i socialisti a preoccuparsi, c’è anche buona parte dei popolari, tra i quali anche il vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia e già presidente del Ppe.

La preoccupazione di Tajani per la vittoria di Afd

In un’intervista al Messaggero ha commentato i risultati con preoccupazione ricordando tuttavia che «si tratta di un voto locale regionale». Poche centinaia di migliaia di persone a votare che però bastano a far scattare l’allarme fascismo in tutta Europa e quindi anche in Italia. Tajani da una parte minimizza spiegando che «l’Italia è l’Italia. Realtà completamente diverse, lì c’è ancora il malcontento per l’unificazione tra le due Germanie.

Certo, bisogna reagire. L’Europa deve cambiare: basta fondamentalismi, basta green deal, meno burocrazia, sì al mercato unico. In generale scelte meno ideologiche meno distanti dai cittadini», mostrando di comprendere quali sono i problemi che hanno portato i tedeschi a rivolgersi al partito più a destra che propone il panorama politico. Tuttavia per il vicepremier «l’esito del voto in Sassonia è l’affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale. Il risultato è senz’altro doloroso».

La reazione degli altri leader politici

Di diverso avviso l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che intervistato da David Parenzo a L’Aria che Tira risponde all’alleato: «Le elezioni non sono mai un problema. In Islanda hanno appena votato per dire di No all’avvicinamento alla Ue e non è un problema. Se l’anno prossimo i francesi sceglieranno Marine Le Pen come presidente della Repubblica è un problema? No, si chiama democrazia». Per il leader della Lega, «i tedeschi della Sassonia-Anhalt hanno votato e chiesto il cambiamento. Le elezioni non sono mai un problema. Le battaglie su difesa dei confini, attenzione a ingerenze esterne, stop a Green deal e sicurezza sono le stesse che porta avanti la Lega».

Parole quelle di Salvini che hanno suscitato indignazione in Carlo Calenda, chiamato in causa per commentare le sue dichiarazioni: «Salvini festeggia la vittoria di Afd, ma ormai si attacca a qualsiasi cosa. Del resto, la sua capacità di elaborazione culturale è mettersi la maglietta di Putin, il cappello di Trump. Adesso metterà il cappello dell’Afd… Fa queste cose qua, ma credo che siano sintomi di disperazione». Eppure all’interno della maggioranza Salvini non è l’unico a non vedere pericoli nella vittoria di Afd.

Fidanza e Fratelli d’Italia su Afd

Il capo delegazione di FdI-Ecr al Parlamento europeo Carlo Fidanza ha commentato così: « La straordinaria partecipazione al voto testimonia che Afd ha saputo dare voce a un voto di cambiamento molto forte. Certamente le urne della Sassonia ci restituiscono altri messaggi molto chiari. Innanzitutto il modello della grosse koalition è in crisi: la gente, anche in Germania, non ritiene più che governi innaturali che tengono insieme popolari e socialdemocratici, con piattaforme e programmi antitetici, possano dare le risposte attese».

Inoltre «mi pare chiaro che la demonizzazione non stia funzionando e anzi stia portando acqua al mulino di Afd. D’altra parte come si può pensare che il 44% degli elettori della Sassonia siano dei neonazisti? Dal mio osservatorio di Bruxelles vedo piuttosto una Afd che, a un certo punto della sua parabola di crescita, dovrà decidere se evolvere in un soggetto di destra maturo e alleabile con il centro democristiano, eliminando le scorie estremistiche e scegliendo una chiara collocazione occidentale a riparo dalle suggestioni filo-russe».

Insomma per Fidanza con una revisione e conseguente evoluzione (anche profonda) del partito non si esclude che si possa pensare ad un’alleanza anche con Afd.

Le parole caute di Bignami

Il capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami è più cauto ricordando però che la «valutazione parte dal presupposto che quando gli elettori del popolo si esprimono va accettato sempre e comunque il risultato elettorale. Rilasciare patenti di democrazia o meno a una forza che comunque ha partecipato al gioco democratico ed è stata democraticamente eletta, ci pare una valutazione pregiudiziale. Noi crediamo che andrà misurato, come tutti, sulla parola dei fatti. Aggiungo che abbiamo un’evidenza: quando un partito che si qualifica come alternativa alla sinistra si allea alla sinistra, poi normalmente gli elettori non condividono e danno fiducia ad altri».

Qui il ragionamento si riferisce al cancelliere Fredrich Merz, reo di essersi alleato con la sinistra proprio per cercare di arginare l’Afd. Per Bignami è «importante la prova dei fatti».

Le pozioni della sinistra in merito

La vittoria di Afd ha fornito nuova occasione alla sinistra italiana di gridare al pericolo fascista. «Mi preoccupa moltissimo, siamo di fronte ad un risultato enorme per un partito che è esplicitamente d’ispirazione neonazista», ha detto il leader di Avs Nicola Fratoianni.

«È la prima volta che succede in Germania dopo la Seconda guerra mondiale: un dato inquietante. Per il futuro della democrazia tedesca e di tutta l’Unione Europea è assolutamente urgente che a livello nazionale le forze politiche democratiche si uniscano per ergere una barriera contro il pericolo rappresentato dall’estrema destra neonazista», la posizione della dem Laura Boldrini.

Vannacci gongola e punge Salvini: «Cacciò i sovranisti, ora festeggia»

A raccogliere i risultati del consenso elettorale avuto da Afd nel rinnovo del governo della Sassonia-Anhalt c’è soprattutto il generale Roberto Vannacci in Italia. Il suo Futuro nazionale è l’unico partito italiano alleato in Europa e questo basta per fargli celebrare il successo dei tedeschi come fosse suo. «E ora continuate a chiamarci estremisti. È un’onda popolare. In Sassonia-Anhalt l’Afd conquista il 43,8 per cento, più che raddoppiando il risultato del 2021.

La Cdu di Merz precipita al 17,2 per cento. E tutto questo con un’affluenza record dell’80 per cento. Hanno provato a fermarli con il cordone sanitario, la demonizzazione, le accuse di nazismo, le inchieste e gli allarmi quotidiani. Come cercano di fare con Futuro nazionale. Non è servito».

L’entusiasmo di Vannacci per la vittoria di Afd

Il commento del generale postato sui social che poi aggiunge: «Insieme ad Afd nel gruppo Europa delle nazioni sovrane, combattiamo per restituire l’Europa alle sue nazioni, la sovranità ai suoi popoli e il futuro ai nostri figli. L’Europa cambia. Le destre sbiadite arretrano. I popoli rialzano la testa. Nessun dorma!».

La verità però è che Afd e Futuro nazionale sono due realtà ben diverse. Se da un lato il partito tedesco nasce nel 2013 come forza dal basso, come reazione naturale alla crisi dell’industria tedesca e al conseguente impoverimento delle classi operaie, il partito di Vannacci con solo sei mesi di vita è composto di realtà che non hanno saputo trovare un collocamento nell’attuale scenario politico. Un po’ delusi e un po’ disaffezionati alla politica. Il popolo a cui si parla è lo stesso, ma la forza propulsiva è opposta. Afd nasce 14 anni fa e Futuro nazionale si crea per distacco

Le similitudini tra Afd e Futuro nazionale

Storicamente questo non ha mai funzionato, non solo in Italia, ma in generale nella storia dei partiti politici europei. Questo naturalmente non impedisce a Vannacci di raccogliere moltissimo consenso, ma quando gli scopi interni sono diversi già sul nascere, difficile resistere alle intemperie della politica a lungo. Anche perché all’interno non tutti sono a favore di una possibile alleanza con il governo: parte della base preferirebbe restare fuori dalla maggioranza per consolidarsi e crescere ancora. Altri voterebbero il generale solo con garanzia di avere Giorgia Meloni come premier. Questo, al dunque, creerà problemi.

Un’altra profonda differenza tra Afd e Futuro nazionale sta nella strategia. Mentre Afd dal principio ha sempre puntato sull’economia e sul lavoro per poi allargare ad altri temi come sicurezza e immigrazione, Fn parte dal tema della sicurezza e fin qui ha saputo dimostrare idee poco chiare in tema di economia e questo sembra essere il limite più grande di una realtà che ha l’ambizione di farsi partito.

Cosa ne pensano Salvini e la Lega

Nel frattempo prosegue la sfida con la Lega e con il suo leader Matteo Salvini.

«Sempre più convinto di aver agito correttamente nel lasciare la Lega», ha scritto ieri il generale su Instagram. E, ricordando la cacciata di Afd dal gruppo politico Id, di cui fa parte il Carroccio, ha lanciato la staffilata: «Quando non fanno comodo li cacciano, quando vincono gli fanno i complimenti. Questa è la coerenza della Lega».

Intanto, nel giorno di Pontida e a distanza di 500 km Fn ha convocato a Orvieto un evento nazionale dal 18 al 20 settembre, con chiusura, appunto, nel giorno del raduno più importante e storico del Carroccio.

Da non perdere

Germania, oggi la Sassonia può dare una sberla a Merz
Mondo

Germania, oggi la Sassonia può dare una sberla a Merz

Alle elezioni nel Land tedesco, Afd è in testa e a un passo dalla maggioranza assoluta. Se dovesse mancarla, saranno cruciali le decisioni dei piccoli partiti. La Csu potrebbe pure restare in sella, ma soltanto grazie alla «non sfiducia» dell’estrema sinistra.