Il ballottaggio divide: il centrodestra lavora sul premio di maggioranza
Marcello Pera (Ansa)

Niente ballottaggio, sì alle preferenze e abbassamento di un punto della soglia per ottenere il premio di maggioranza, dal 42% al 41%: gli emendamenti al testo della nuova legge elettorale, che approda in aula al Senato il prossimo 9 settembre, riservano qualche sorpresa e soprattutto la ragionevole certezza che il testo approvato alla Camera (con il famoso flop del centrodestra sulle stesse preferenze) verrà modificato a Palazzo Madama, e dovrà dunque tornare per una terza lettura, probabilmente con il voto di fiducia, a Montecitorio.

Le varie ipotesi per la maggioranza di centrodestra

Partiamo dalla fine: considerato che ormai la bussola che orienta la maggioranza nella definizione del testo sono i sondaggi da una parte e Roberto Vannacci dall’altra, ecco spuntare l’emendamento a firma Paola Ambrogio, senatrice di Fratelli d’Italia, che prevede «l’eventuale attribuzione di un premio di governabilità da assegnare alla lista singola o alla coalizione di liste che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi a livello nazionale in entrambe le Camere e che abbia conseguito almeno il 41% dei voti validi in ciascuna di esse».

Per quel che riguarda l’ipotesi del ballottaggio, nel caso in cui nessuno degli schieramenti raggiunga la soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza, alla fine Forza Italia non ha presentato alcun emendamento in merito. Resta quindi in campo solo quello del senatore di Fdi Marcello Pera, che prevede il ballottaggio nel caso in cui nessuno abbia raggiunto il 48% in entrambe le Camere, ma con le prime due coalizioni tutte e due sopra il 38%.

Nel caso in cui questa seconda soglia sia raggiunta solo da una coalizione in entrambi i rami, questa otterrebbe il premio se fosse sopra al 42%. Sulle preferenze, l’emendamento bocciato alla Camera che prevede il capolista bloccato e gli altri posti da assegnare a chi riceve più voti, è stato ripresentato al Senato. Per quel che riguarda la parità di genere, c’è ancora dibattito in maggioranza su come procedere: se ne discuterà nei prossimi giorni.

Il tema (ancora aperto) del ballottaggio

«Quello del ballottaggio», sottolinea il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia), «è un tema ancora aperto, era previsto all’inizio nella proposta, è stato tolto nel lavoro fatto alla Camera, c’è un emendamento del presidente Pera, che lui ha presentato a titolo personale, così come a titolo personale ha fatto un intervento in commissione. Lo valuteremo come tutti gli altri: anche se i tempi sono abbastanza stretti è un provvedimento aperto. Vorremmo una discussione in commissione che potesse entrare nel merito, speriamo non ci sia ostruzionismo fine a sé stesso. La legge elettorale è una cosa molto tecnica, ma se fatta bene aiuta ad avvicinare i cittadini alla politica».

Le posizioni della sinistra

Il centrosinistra, compresa Italia viva, ha presentato otto emendamenti unitari che, tra l’altro, prevedono un sistema di elezione con le preferenze per tutti, oltre che la cancellazione dell’obbligo di indicazione del premier.

Va all’attacco la segretaria del Pd, Elly Schlein: «Meloni, Salvini e Tajani», argomenta la leader dem, «si sono riuniti (l’altro ieri, ndr), per quattro ore. In effetti tutti ci saremmo aspettati una riunione urgente sull’inflazione che secondo l’Istat schizza al 3,3%, sul prezzo della spesa per le famiglie che è aumentato del 30% in cinque anni, sui carburanti ancora sopra i 2 euro o sul costo dell’energia che è il più caro d’Europa».

«E invece no, anche stavolta no. Il governo ha di nuovo impiegato la giornata a pensare come garantire sé stesso cambiando la legge elettorale, per paura di perdere. Hanno deciso di fare una mossa disperata, che renderebbe questa pessima legge ancor più incostituzionale: inserire il ballottaggio. È vergognoso questo atteggiamento proprietario delle istituzioni, per cui Meloni legge i sondaggi del giorno e prova a costruirsi una legge elettorale su misura. Con le altre opposizioni», aggiunge Schlein, «faremo muro e continueremo a parlare dei problemi veri degli italiani, che lei ha completamente dimenticato».

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