Si va verso la proroga del taglio alle accise sul gasolio fino a inizio settembre ma con una formula meno generalizzata rispetto a quanto fatto finora.
Proroga del taglio accise: verso un provvedimento ponte
Lo ha anticipato il ministro e vicepremier Matteo Salvini a seguito di un vertice in videocollegamento con il premier Giorgia Meloni, i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi che si è svolto ieri mattina proprio per fare il punto sui possibili interventi per disinnescare il balzo dei prezzi dei carburanti alla scadenza del taglio delle accise di 17 centesimi sul diesel (14 di accisa e 3 di Iva) previsto per la mezzanotte di oggi.
Senza una proroga il prezzo raggiungerebbe quota 2,307 euro il litro, superando ogni record. La proroga di qualche giorno dello «sconto» in esaurimento verrà emanata da un nuovo consiglio dei ministri che si riunirà oggi. Sarà un provvedimento ponte, in modo da coprire il controesodo del prossimo weekend e per prendere tempo in attesa di avere i dati sull’extra gettito Iva dovuto agli aumenti di questi giorni (dovrebbero arrivare tra il 4 e il 5 settembre).
Tempo che sarà impiegato anche a verificare se è possibile trovare risorse aggiuntive tra le pieghe del bilancio pubblico. Da Palazzo Chigi fanno sapere che quella in scadenza oggi, dunque, «non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari».
Sostegno selettivo e la card «Dedicata a te»
L’orientamento è per un sostegno selettivo, concentrato sulle fasce di reddito più esposte. Gli aiuti mirati potrebbero essere convogliati sulla card «Dedicata a te» di cui sono titolari 1,2 milioni di famiglie con Isee non superiore a 15.000 euro.
Risorse pubbliche e il no di Bruxelles agli extraprofitti
Da marzo, fino ad ora, sono stati spesi circa 2,5 miliardi e andare avanti con questo passo, con misure generalizzate (considerando anche che i maggiori beneficiari sono i redditi più alti che più usano l’auto per spostarsi e quindi consumano più carburante) non è più possibile.
L’ultimo decreto interministeriale che ha prorogato al 26 agosto quanto disposto a fine luglio, ha richiesto un taglio ai bilanci dei ministeri di 245 milioni tra i mugugni dei diretti interessati, tacitati dal premier e dal ministro Giorgetti.
Il tema delle risorse è sensibile tanto più che Bruxelles ha respinto la richiesta italiana, insieme ad altri Paesi, di intervenire con una misura coordinata, sui ricavi straordinari incassati dalle compagnie petrolifere per il caro greggio.
Spetterà ai singoli Stati membri decidere sulla base della legislazione nazionale. Una questione che divide la maggioranza con la Lega che spinge per questa soluzione (che a onor del vero non è così facile da applicare come ha dimostrato il caso banche), con Forza Italia che è contraria e Fratelli d’Italia nel mezzo.
Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che l’Italia continua a portare avanti la propria iniziativa su questo tema e la risposta della Commissione non sposta nulla: a differenza della missiva che l’Italia indirizzò al commissario Hoekstra il 3 aprile scorso insieme ad altri quattro Stati membri, stavolta la lettera è stata inviata alla presidenza irlandese di turno alla guida del Consiglio Ue e «la discussione attiene al dialogo politico sovranazionale tra Stati membri».
Il rebus della manovra autunnale
Il rebus della copertura di altri interventi sulle accise va anche visto nella prospettiva dell’appuntamento autunnale con una manovra economica che si preannuncia complicata, dovendo coniugare le esigenze elettorali, già reclamate da diversi ministri, di allargare i cordoni della spesa, e i vincoli posti da Bruxelles sul rientro del debito.
Fa da cornice una congiuntura non facile con un contesto internazionale che non accenna a migliorare e il mercato energetico sempre sotto pressione. Di qui l’intenzione di abbandonare la formula del taglio generalizzato e di concentrarlo sulle fasce di reddito più esposte. Salvini punta a una proroga che abbracci tutto settembre da finanziare con un prelievo sugli extraprofitti delle banche.
Le polemiche sulle misure selettive: la posizione del Codacons
Però si sono già levate voci contrarie a eventuali bonus (ad esempio per gli autotrasportatori), social card o comunque interventi basati sull’Isee. «No a sconti mirati, bonus o social card riservati solo ad alcune fasce di reddito: qualsiasi nuova misura del governo contro il caro carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti» ha affermato il Codacons.
Una misura selettiva, secondo l’associazione, lascerebbe scoperto il ceto medio, «troppo ricco per accedere agli aiuti ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze l’aumento continuo dei costi per gli spostamenti».
Corsa dei prezzi dei carburanti: i dati del Mimit
Intanto la corsa dei prezzi è inarrestabile. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio del self service sulla rete stradale è di 2,015 euro al litro per la benzina – con le accise standard – e 2,136 per il gasolio.
In autostrada la benzina arriva a 2,091 euro al litro e il gasolio a 2,207 euro, ma si segnalano picchi addirittura oltre i 3 euro al servito su alcune tratte autostradali. Per il gasolio si tratta del terzo giorno consecutivo sopra quota 2,2 euro in autostrada.
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