Quando iniziano a parlare troppo significa che di concreto non c’è nulla. Ebbene, sul versante dei rincari dei carburanti, gli italiani rischiano di farsi fare il pieno di parole e di promesse dal governo. Bastavano poche parole: «Abbiamo già sguinzagliato la Guardia di Finanza e vediamo chi fa il furbo. Mandateci le segnalazioni».
Invece il ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, si è intortato (come spesso gli succede, regalando a Maurizio Crozza deliziosi spunti comici) con un fiume di parole: «Allo stato attuale, il prezzo medio dei carburanti è al di sotto dei 2 euro al litro, valori ben lontani dai picchi registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina: ulteriori aumenti dipenderanno dall’evoluzione e dalla durata delle tensioni internazionali. Per questo abbiamo rafforzato il monitoraggio di mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro Giancarlo Giorgetti un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza».
Ma quali tensioni internazionali? Davvero pensate che stiamo ancora con l’anello al naso? Ma quale piano operativo con Giorgetti? E che monitoraggio rafforzato di mister Prezzi, una specie di Supereroe dell’aria fritta degno di Chi l’ha visto? Gli italiani, sul versante benzina e gasolio, ne hanno le scatole piene delle promesse e dei vedremo: sono anni che speriamo che il famoso taglio delle accise - sempre sulla bocca di chi sta all’opposizione - si concretizzi; al momento le accise sono tutte ancora lì.
Che però ora ci dobbiamo pure beccare quest’altro sciacallaggio legalizzato dove ogni guerra diventa l’occasione per alzare la cresta, allora no, non ci stiamo proprio. E non guardiamo in faccia a nessuno. Si chiami Urso o Pichetto o Vattelappesca. Governo, fai immediatamente qualcosa e non unirti ai furbi che incassano dal nostro pieno.
I fatti sono di facile comprensione: alla pompa di benzina si stanno verificando aumenti… da rapina. Il ministro Urso dice che «allo stato il prezzo dei carburanti è sotto i 2 euro. C’è stato un incremento di qualche centesimo, ma siamo ben lontani da quello che si verificò dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quando i prezzi balzarono a 2,25 euro»? Bene, allora non avrà problemi a mandare mister Prezzi e le Fiamme gialle a fare un po’ di controlli. Anzi, gli regaliamo una idea facile facile: se siete troppo impegnati a stare nel Palazzo, aprite una casella mail e invitate i cittadini a fare le fotografie dei distributori di benzina che fanno i banditi. Urso, siccome i nostri lettori ce ne stano mandando, gliele giriamo volentieri: non ci sentiremo affatto in colpa di fare la spia.
Lo diciamo anche agli amici della Lega, il cui ministro Giorgetti è titolare dell’Economia e delle Finanza, e il cui segretario è anche ministro dei Trasporti. «Il partito è al lavoro su un “pacchetto energia” a favore di famiglie e imprese con una serie di emendamenti al decreto già in discussione», è scritto in una nota diramata da via Bellerio. «Inoltre la Lega ritiene assolutamente prioritario creare una task force per individuare e colpire gli speculatori, che approfittando dei conflitti internazionali potrebbero decidere un incremento dei prezzi ingiustificato. Salvini intende convocare anche le compagnie petrolifere per chiedere informazioni ufficiali e avere rassicurazioni viste le potenziali ricadute sui trasporti, con conseguenze economiche per cittadini e imprese. Sempre in quest’ottica c’è l’intenzione anche di aprire un dialogo con l’Antitrust finalizzato a un doveroso monitoraggio costante».
La diciamo come l’avrebbe detta Umberto Bossi negli anni d’oro: attaccatevi al tram. Non ci interessa sapere cosa farete domani e se - come abbiamo sentito dire da «fonti governative» - poi saranno multati i furbi, il problema della gente comune è o-g-g-i, perché è oggi che facciamo il pieno di benzina e oggi lo paghiamo alla cassa. E quindi al governo diamo le accise che dovevano essere tagliate e alle compagnie il «di più» preso con la scusa delle tensioni internazionali. Insomma paga sempre il cittadino. Ecco, la panzana delle tensioni internazionali che farebbero già schizzare alle stelle i prezzi del carburante non la beviamo. E vogliamo che il governo intervenga subito. Inviando immediatamente la Guardia di Finanza in tutta Italia e invitando il Tg1 a fare vedere le immagini delle multe: assicuriamo il direttore (e amico) Gian Marco Chiocci che preferiremmo questo bel servizio rispetto al tutorial (che tristezza) di Sal Da Vinci sul balletto della sua canzonetta.
Per chiudere, caro Urso, caro Giorgetti, caro governo: fate immediatamente qualcosa per evitate che il rin-caro non diventi un altro problema a carico delle famiglie e delle imprese. Passi (per modo di dire…) il mancato taglio delle accise, non passerà l’ennesimo furto alla pompa di benzina.






