Dai farmaci che possono salvare i gatti colpiti da una malattia ad altissima mortalità alla tracciabilità degli animali da compagnia per contrastare abbandoni e irregolarità. La tutela degli animali entra sempre più nell’agenda sanitaria e il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha tra le sue deleghe proprio la salute animale oltre al servizio farmaceutico, mette insieme due fronti: garantire nuove possibilità di cura e costruire un sistema capace di identificare gli animali e seguirne le movimentazioni.
Le nuove soluzioni terapeutiche per i gatti
Uno dei risultati più concreti riguarda la peritonite infettiva felina (Fip), grave patologia virale che colpisce i gatti e che per lungo tempo ha lasciato veterinari e proprietari con armi terapeutiche estremamente limitate. La svolta più recente è arrivata nel gennaio 2026.
Rispondendo alla Camera alle interrogazioni sulla disponibilità delle terapie, Gemmato ha annunciato che il principio attivo GS-441524 era diventato reperibile presso fornitori nazionali e quindi ordinabile dalle farmacie per l’allestimento di preparazioni magistrali, previa prescrizione veterinaria elettronica.
I farmaci orali semplificano le cure
Un passaggio tutt’altro che secondario. Il risultato del 2026 è però l’ultimo passaggio di un percorso iniziato l’anno precedente. Nel giugno 2025 Gemmato aveva adottato un intervento che consentiva, esclusivamente contro la Fip, l’impiego del remdesivir, principio attivo contenuto nel Veklury.
Nell’ottobre successivo la possibilità terapeutica è stata estesa al GS-441524, metabolita attivo del remdesivir che presenta anche un vantaggio pratico: può essere utilizzato per preparazioni magistrali somministrate per via orale, mentre il remdesivir richiede la somministrazione endovenosa.
La mossa contro l’abbandono dei gatti
L’altro fronte è quello della prevenzione e della tracciabilità. È qui che entra in gioco il Sinac, il Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia, che Gemmato ha recentemente rilanciato anche nella sua comunicazione.
Il sistema punta a costruire una tracciabilità nazionale degli animali e delle strutture che li detengono. Non una semplice banca dati: conoscere provenienza, responsabilità e movimentazioni significa aumentare la capacità di controllo e rendere più difficile che abbandoni e situazioni irregolari rimangano invisibili.
L’approccio One Health che guida le riforme
Gemmato aveva già acceso i riflettori anche sui canili. Una campagna di controlli dei Nas, presentata nel 2024, aveva fatto emergere irregolarità e problemi di sovraffollamento. È proprio qui che la politica per gli animali incontra la sanità pubblica.
Gemmato insiste sull’approccio One health, che considera salute umana, animale e ambientale come parti di uno stesso sistema. E nel 2026 sono state aggiornate anche le disposizioni sulla formazione in materia di benessere animale e contrasto all’antimicrobico-resistenza.
Come il benessere animale diventa salute pubblica
Il cambio di prospettiva sta proprio qui: il benessere animale non comincia quando viene scoperto un maltrattamento e non finisce con una visita dal veterinario. Significa prevenire, curare e controllare.
E se oltre dieci milioni di gatti sono ormai, come dice Gemmato, «veri e propri componenti delle nostre famiglie», la loro tutela diventa a pieno titolo anche una questione di salute pubblica.
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