salvini ranucci
Matteo Salvini (Ansa)

Nello straordinario mondo di Sigfrido Ranucci una volta uscite le carte dell’ordinanza di arresto di Valter Lavitola nessuno dovrebbe parlarne. Almeno questo si deduce dalle risposte che sono arrivate dopo il semplice e inevitabile commento del vicepremier Matteo Salvini.

Il leader della Lega ieri ha espresso dei dubbi sulla possibilità che il conduttore di Report possa continuare a tenere il suo posto in conduzione con le circostanze attuali. «Io penso che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola io penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda». Poi ha precisato: «Non ce l’ho con lui (Ranucci, ndr). Ripeto, credo che coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura debbano prendersi una pausa».

Salvini: «Chi è coinvolto si prenda una pausa»

Subito dopo Ranucci sintetizzando scrive: «Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione». Ed è immediata la difesa del Movimento 5 stelle: «Salvini ha perso l’ennesima occasione per tacere, affermando che Sigfrido Ranucci dovrebbe prendersi una pausa da Report.

Non si occupa del disastro dei treni e del disastro sulle accise che voleva eliminare ma mette becco su una questione che le indagini hanno già chiarito, come scrive il gip: Ranucci è la vittima di un attentato, non sapeva quello che stava accadendo. La stessa ordinanza precisa che non è emerso alcun elemento per evidenziare che Ranucci fosse d’accordo con Lavitola. Inoltre, dall’ordinanza non emerge che ci sia alcun collegamento tra le inchieste di Report e Lavitola stesso. Prima di lanciare anatemi Salvini studi le carte». Così in una nota congiunta i parlamentari del M5s in commissione di Vigilanza Rai.

M5s, Avs e Pd difendono Ranucci

Per Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e membro della commissione vigilanza Rai: «La lettura delle indagini sul caso Lavitola-Report-Renucci, lascia sgomenti. Ovviamente sulle responsabilità penali bisognerà attendere le indagini, gli accertamenti e i giudizi. È presto per trarre conclusioni su una vicenda molto complessa e che davvero lascia argomenti.

C’è però un aspetto reputazionale che non c’entra con inchieste penali. E che la Rai non potrà ignorare. Ranucci è stato indubbiamente vittima di un attentato per il quale gli rinnoviamo totale e sincera solidarietà, ma appare immerso in una rete di relazioni e di rapporti che ne appannano la presunta figura di eroe senza macchia e senza paura. Lavitola ed altri personaggi descrivono un quadro simile a quello che per noi è sempre stato evidente. Servizi orientati in una certa maniera».

Non solo il movimento 5 stelle, anche Avs si schiera in difesa di Ranucci: «Sulla vicenda Ranucci bisogna fermare il fango e tornare ai fatti. L’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare per Lavitola e Clesio conferma che Sigfrido Ranucci è la vittima di un attentato e precisa che non è emerso alcun elemento che possa far ipotizzare un suo coinvolgimento o una sua consapevolezza» è il commento di Angelo Bonelli che aggiunge: «Le inchieste di Report hanno diffuso notizie vere e documentate e non esiste alcuna sentenza che affermi il contrario.

Il centrodestra chiede chiarezza sui rapporti con Lavitola

Utilizzare questa vicenda per sospendere le repliche della trasmissione o allontanare Ranucci dalla conduzione sarebbe una gravissima ritorsione contro un giornalista scomodo e contro il giornalismo d’inchiesta. La Rai difenda la libertà e l’autonomia dell’informazione, invece di prestarsi a operazioni punitive. Su questo non resteremo in silenzio». Per il Pd parla Sandro Ruotolo, europarlamentare Pd e responsabile Informazione del partito: «È necessario ristabilire alcuni punti fermi e mettere fine alla campagna feroce che una parte della destra ha scatenato contro il conduttore di Report».

Quello che le opposizioni definiscono attacco della destra altro non appare che una richiesta di chiarimenti. Da Fdi si chiedono se alla luce di questo rapporto è possibile escludere che ci siano state influenze o, addirittura, ingerenze da parte dello stesso Lavitola su Report.

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