Gli autogol di Lavitola sul movente della bomba
Il faccendiere ha fornito spunti di investigazione importanti, cambiando più volte versione e contraddicendo pure sé stesso.
Il faccendiere ha fornito spunti di investigazione importanti, cambiando più volte versione e contraddicendo pure sé stesso.
Confermata l’azione legale contro il giudice Clementina Forleo. Francesco Filini (Fdi): «Minaccia denunce a chiunque, ma risparmia il suo amico». Il conduttore: «Io perseguitato dal 2000».
Gli atti dell’indagine bomba sono pieni di conversazioni tra i due. Che parlano di tutto. Ma in più occasioni passano a canali «coperti» e non intercettabili. Come quando discutono delle carte in mano agli inquirenti.
Ospite del podcast di Fedez, il conduttore dichiara: «Volevano fermare un’inchiesta di forti interessi politici, camorra e deep State». E salta fuori la pista dei cartelli del narcotraffico. Infine si contraddice sull’attentato.
Per l’avvocato la sospensione sarebbe una censura politica. I legami con sinistra e sindacati rendono difficile la rimozione.
Il magistrato aveva detto: «In un Paese normale Sigfrido Ranucci sarebbe stato indagato».
Dopo essere stato perquisito il faccendiere, intercettato, spiega all’amico i sospetti dei carabinieri: «Vedono te al mio fianco».
Valter si dice affranto per aver messo in pericolo un «fratello». Nei messaggi tra loro due, però, è assillante: perché Mister «Report» non ha confessato gli avvertimenti?
Arturo Cola: «Nessun accordo preventivo, è pentito per i guai provocati a due persone care».
La difesa di Valter chiede un nuovo interrogatorio e torna al Riesame. Gli esecutori dell’attentato: «Se lo son fatti tra loro». La Russa: «Report va cambiato, tace sul Pd».
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