Euro 5, stop di un anno al blocco

Detto, fatto. Come annunciato è arrivato il decreto Scuola in cdm. Licenziato ieri pomeriggio, prevede un tetto del 30% di stranieri nelle prime classi e divieto di burqa, corsi d’italiano per genitori e multe a chi non partecipa.

Il tetto del 30% per gli studenti stranieri in classe

«Il tema del tetto agli studenti stranieri in classe è ricorrente dal 1990 in avanti, diversi ministri sono intervenuti. Prima solo a livello di circolare e quindi era una raccomandazione, ma ora è cogente perché è legge e si riferisce ai ragazzi stranieri che non conoscono adeguatamente la conoscenza della nostra lingua, che ha un peso importantissimo sull’insuccesso scolastico. In coordinamento con gli uffici scolastici provinciali si disporrà di destinare in scuole di vicinato e di prossimità, non a 20 chilometri di distanza». Le spiegazioni sono affidate al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nella conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi dopo il cdm che ha approvato il decreto sulla scuola.

Corsi d’italiano e sanzioni per i genitori

Il ministro spiega che la misura si rende necessaria alla luce del fatto che sono «34.000 le classi che hanno un numero di stranieri che supera il 30%. I ragazzi stranieri di prima generazione hanno un anno in meno di preparazione sull’italiano. La dispersione implicita, ovvero il mancato raggiungimento delle competenze, è 5,7% per gli italiani e del 10% per gli stranieri». L’obiettivo è mettere al centro l’italiano «come grande strumento d’integrazione». Per l’esecutivo, «conoscere l’Italiano significa avere possibilità di successo scolastico e quindi effettivamente integrarsi». Anche per questo, «se ci sono gravi problemi di inserimento scolastico deve essere incentivato il percorso di apprendimento linguistico dei genitori. La scuola ha l’obbligo di segnalare ai servizi sociali e questi disporranno un percorso di lingua italiana per i genitori che sarà gratuito», spiega Valditara. «Nell’ipotesi di mancato assolvimento del percorso son previste sanzioni da 200 a 1.000 euro».

Nessun allontanamento dei minori dalla famiglia

Arriva anche la smentita sulla norma contenuta in una bozza del dl Scuola circolata nelle ore precedenti in cui si ipotizzava l’allontanamento del minore dalla famiglia nel caso in cui i genitori non avessero frequentato i corsi di italiano e non avessero supportato l’alunno nell’apprendimento della lingua. «Le pare che noi facciamo l’allontanamento del minore?», risponde il ministro. «Non so chi vi dà queste bozze, evidentemente qualcuno dell’opposizione».

Divieto di burqa e niqab a scuola

Nel dl Scuola si introduce anche «il divieto di mascheramento: non si potrà entrare in classe con il niqab, o il burqa, ma anche il casco o la mascherina se non imposta da problemi di salute». La violazione del divieto «comporterà per i genitori dei ragazzi una sanzione da 200 a 1.000 euro. Ricordo, tra l’altro, che in virtù del cosiddetto decreto Caivano, chi non manda i figli a scuola rischia fino a due anni di reclusione e che spesso la magistratura in questi casi revoca la stessa potestà genitoriale».

Le reazioni della politica al Decreto

Sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, celebra il via libera al decreto parlando di «strumenti di buon senso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto».

Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, «il governo Meloni vive su un altro pianeta rispetto al Paese reale. Ma chi pensano di prendere in giro? Dopo quattro anni di tagli e nessun investimento serio sull’edilizia scolastica, si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli, indicandoli come bersaglio». Schlein parla di un «decreto vergognoso, che prova a nascondere dietro una nuova bandiera ideologica l’incapacità del governo di dare risposte ai problemi concreti della scuola pubblica. La scuola è aperta a tutti, come dice la nostra Costituzione». «Meloni e Valditara hanno messo nero su bianco uno spot ideologico indegno, inapplicabile e calato dall’alto», attaccano i 5 stelle in commissione Cultura. Mentre Nicola Fratoianni di Avs ribadisce: «Da parte del governo della destra una campagna di propaganda indegna, fatta sulla pelle dei bambini e delle bambine».

Misure di semplificazione e fondi scolastici

Nel decreto sono previste anche diverse «misure di semplificazione», aggiunge Valditara. «Penso al discorso dell’adozione del Pei, Piano educativo individualizzato: non sarà più necessario ogni anno che i genitori lo definiscano ogni anno». Il ministro ha parlato di «70 milioni di euro per il tutor» e poi di «una misura molto importante sulla semplificazione digitale, 14 milioni di euro nel biennio per far sì che dal reclutamento al pensionamento la vita del personale scolastico sia ampiamente semplificata». Ci sono anche 21 milioni di euro in più per i libri di testo. «Abbiamo incrementato del 15% le risorse. Aumentiamo la fascia Isee da 30 a 40.000 euro. C’è il tema del cambiamento del nome da istituti tecnici a licei e dell’utilizzo di risorse importanti di residui del Pnrr destinate per il tema dell’edilizia scolastica».

Trasporti: stop di un anno al blocco Euro 5

All’ordine del giorno del cdm anche altre misure nel campo dei Trasporti. Il numero uno del Mit e vicepremier, Matteo Salvini, presente in conferenza stampa ha illustrato un decreto per sterilizzare il blocco ai veicoli diesel euro 5. «Un risultato importante che va incontro alle esigenze concrete di famiglie, lavoratori e sistema produttivo, evitando un blocco generalizzato che avrebbe avuto conseguenze rilevanti sulla mobilità e sulle attività economiche».

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