Salvini va alla conta al congresso della Lega: «Aspetto che si candidi qualcuno…»
Matteo Salvini (Ansa)

Entrati col sole, usciti col buio. Quattro ore di confronto. Per decidere come si dovrà impostare il congresso federale della Lega a ottobre. Matteo Salvini l’ha convocato domenica in diretta dal palco di Pontida. Qualcuno magari sapeva, quasi tutti no. Ma pure chi aveva intuito che il segretario avrebbe fatto una sorpresa, non poteva immaginare la celerità impressa dal vicepremier.

In gioco il destino della Lega

Ieri, dunque, consiglio federale fiume, come non accadeva da tempo. Ma è pur vero che qua ci si gioca il partito. E, come ha sentenziato Giancarlo Giorgetti dal pratone, bisogna ricordarsi che bisogna abbandonare ogni «spirito di parte», del tipo «sto con quello e contro quell’altro. Dico che i nemici non sono dentro la Lega, sono fuori».

Unità prima di tutto, dunque, come ha ripetuto più volte il ministro dei Trasporti. E per essere uniti poi alle Politiche, alle amministrative e ovunque, bisogna per forza essere uniti anche sulle regole del congresso che, con ogni probabilità, confermerà lo stesso Salvini alla segreteria, ma che non potrà non tener conto delle varie anime che sono uscite allo scoperto in questi mesi.

Quelle nordiste in primis, capeggiate da governatori, dai lumbard come il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo e da venetisti doc in stile Luca Zaia, presidente del consiglio regionale della Serenissima.

Tutti i presenti al consiglio federale

Ieri in via Bellerio c’erano praticamente tutti i big, dalla vicesegretaria Silvia Sardone al vicesegretario Claudio Durigon. E ancora: il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, il segretario della Lega Lombarda Romeo, il governatore lombardo Attilio Fontana e il segretario della Lega Giovani Luca Toccalini.

Non è riuscito invece a raggiungere via Bellerio il presidente del Veneto Alberto Stefani, coinvolto in un incidente auto in autostrada all’altezza di Treviglio. A bordo dell’auto, di proprietà del governatore, c’era anche la senatrice e sottosegretario Mara Bizzotto, e un’altra persona che era alla guida. I passeggeri hanno riportato solo alcune escoriazioni e si sono trasferiti all’ospedale di Bergamo per effettuare controlli di routine.

Ha partecipato invece il presidente della Camera Lorenzo Fontana, mentre ha fatto un breve collegamento Zaia perché in partenza per l’Armenia dove ha in programma una serie di incontri. «Una missione alla quale tengo particolarmente – ha sottolineato il Doge – perché cultura, storia e identità possono diventare strumenti concreti per costruire relazioni tra popoli e territori».

La linea di Salvini per la Lega

La missione del consiglio federale era invece un’altra. Trovare la quadra, come avrebbe detto Umberto Bossi. Ci ha pensato Salvini a tracciare una linea all’ora di cena, durante una conferenza stampa.

«Ribadisco, come ho fatto in una bellissima Pontida, che chiederò la fiducia alla mia comunità per occuparci esclusivamente dei problemi degli italiani e non dei problemi dei partiti che interessano poco. Ho avuto oggi dal consiglio federale il mandato di portare avanti le priorità, in primis la sicurezza», ha spiegato il segretario.

«Stiamo chiedendo da troppo tempo di avere 10.000 militari sulle strade, si può fare subito. Lo chiederò ancora agli alleati. E poi in Consiglio dei ministri questa settimana entrerà il decreto contro le classi ghetto e per il divieto di burqa a scuola», ha puntualizzato fuori dalla storica sede del Carroccio. «Dal punto di vista economico invece puntiamo alla riforma delle pensioni. Vedo che qualche alleato prende tempo e solleva dubbi… no. In legge di bilancio non ci possono essere dubbi né rinvii», ha messo in chiaro il vicepremier.

Sul fronte interno al partito, ha proseguito, «il consiglio federale mi ha ribadito all’unanimità la fiducia ma voglio che sia il congresso che si esprima… militanti, sindaci territori. Ho chiesto di fare in fretta, ma non c’è ancora una data e nemmeno un luogo. Da milanese mi piacerebbe farlo a Milano».

Salvini spinge il governo su sicurezza e pensioni

Che congresso sarà? «Si potrà discutere di tutto… linea politica, alleanza… non sarà un congresso finto. Conto, aspetto che si candidi qualcun altro…». Una sfida? Una voglia di andare alla conta? Ieri a Pontida aveva detto che vorrà vedere i delegati al congresso votare per alzata di mano. Guardandosi negli occhi.

E proprio seguendo questo stile, ieri non c’è stato «nessuno streaming al federale, perché in alcuni momenti bisogna discutere e guardarsi in faccia. I cittadini chiedono chiarezza, non alchimie».

La fronda lombarda? «Dovrebbero allora essere arrabbiati quelli delle altre diciannove regioni. Su cinque ministri ci sono cinque lombardi», ha replicato secco a una domanda durante il punto stampa Salvini.

Mentre sul fronte elettorale, la visione è sembrata più positiva. «Non penso che la Meloni insegua Vannacci sul divieto di burqa a scuola. Noi poi queste cose le diciamo da dieci anni e il decreto Valditara è pronto da mesi… Alle Politiche poi penso a una Lega al 10% e un centrodestra che può vincere senza Vannacci, ma dobbiamo accelerare su sicurezza e pensioni. Abbiamo trovato 2,3 miliardi per il bollo auto, vuoi che non troviamo 1,6 miliardi per favorire l’uscita anticipata di un lavoratore che va in pensione per lasciare spazio a un giovane?».

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