Vannacci ritenta il flirt col governo e prende sberle
Roberto Vannacci (Ansa)

Tre giorni all’insegna del «sovranismo sociale», al Palazzo del Capitano del popolo di Orvieto per la nuova edizione del Forum dell’Indipendenza italiana, lo storico appuntamento nato nel 1999 e che quest’anno ha scelto l’Umbria per i suoi dibattiti e dove oggi il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, trarrà le conclusioni.

Ma l’ex generale ha già scritto sui social: «Il centrodestra è il nostro naturale interlocutore, ma sono i loro esponenti che ogni giorno non perdono occasione per ribadire la loro assoluta chiusura all’alleanza con Fn. Noi andiamo avanti sempre più determinati e sicuramente non tradiremo le aspettative del nostro elettorato».

Il tema dei rapporti fra Meloni e Vannacci

Ieri ad aprire i lavori è stato Gianni Alemanno, che ha rivendicato un confronto senza porte chiuse: «Abbiamo invitato tutto il centrodestra di governo e anche la sinistra. Non siamo stati noi a escludere nessuno. C’è chi si è voluto autoescludere senza neanche rispondere», ha sottolineato riferendosi in particolare a Fratelli d’Italia.

«Giorgia Meloni deve decidere una volta per tutte cosa vuol fare da grande: se vuole fare la conservatrice che si inserisce verso il Partito popolare europeo o stare nel grande movimento del sovranismo che sta montando in tutta Europa», ha ribadito l’ex sindaco di Roma. «È Meloni che non alza il telefono e non chiama il generale Vannacci, perché lui ha sempre detto: se c’è una telefonata, parliamo, ci confrontiamo».

Perché, ha sottolineato Alemanno «Noi chiediamo le elezioni e siamo pronti, nonostante il tentativo di fare uno sgambetto a Fn moltiplicando in maniera vertiginosa e vergognosa il numero delle firme che bisogna raccogliere».

Alemanno ha poi chiarito: «Per noi ci sono dei punti inderogabili come quello del termine delle sanzioni alla Russia e degli aiuti all’Ucraina, una critica forte all’Unione europea e un recupero forte dei nostri valori, soprattutto sul tema dell’immigrazione».

Alza il tiro la vannacciana Laura Ravetto: «Riteniamo Meloni una candidata alla presidenza della Repubblica assolutamente valida. Sarebbe sicuramente curioso mandare all’aria tutto questo. Se deciderà di non fare l’accordo con Futuro nazionale, se ne assumerà le responsabilità: è evidente che la disponibilità non può essere unilaterale».

Il gelo del centrodestra nei confronti di Vannacci

Ma dal centrodestra arrivano bordate contro l’ex generale. «Vannacci si professa di destra però vota con la sinistra, quindi non sappiamo ancora cosa voglia fare da grande» ha detto il ministro per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, alla quale ha fatto eco il presidente del Senato Ignazio La Russa: «La presenza di Fn rappresenta un rafforzamento del centrosinistra e per il momento rimarrà tale, perché non ha niente a che spartire con noi».

Esplicito anche il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida: «Noi non facciamo le alleanze per vincere, noi facciamo alleanze che abbiano valori comuni, programmi comuni e che ci permettono di governare, cioè di fare quello che diciamo».

Il programma politico di Futuro nazionale

E proprio in vista delle elezioni, i temi politici della tre giorni umbra sono i cavalli di battaglia di Futuro nazionale: Europa, identità, immigrazione, carceri e futuro della destra. Inizio con «Quanto ci costa Bruxelles», tavola rotonda su vincoli europei, Green deal e guerra in Ucraina; poi le «Identità sotto attacco» e la crisi dell’Occidente, la remigrazione, l’emergenza delle carceri e il confronto sul rapporto con il centrodestra.

«La nostra critica all’Ue non è astratta, non è ideologica», ha scandito Alemanno, puntando il dito contro gli effetti delle politiche di Bruxelles sull’economia italiana. E sull’immigrazione ha rilanciato la «remigrazione». Spazio anche alle carceri, dopo l’esperienza personale. «Puntiamo a rompere quel muro di incomunicabilità tra chi vive fuori e chi conosce la realtà delle celle: la sicurezza cittadina è strettamente correlata a carceri che funzionino anche per il loro scopo rieducativo».

Oggi si parlerà di sovranismo europeo partendo dal confronto con l’eurodeputato di Afd Marc Jongen, poi le conclusioni con Alemanno e Vannacci.

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