La «pace» di Pontida. Salvini è pronto a puntare su Zaia: «Vinciamo solo uniti»
Matteo Salvini (Ansa)

Ieri Umberto Bossi avrebbe compiuto 85 anni. E sul pratone di Pontida, all’inizio della due giorni più attesa dalla Lega (e non solo) degli ultimi anni, i giovani del Carroccio e alcuni volti storici del partito, da Roberto Calderoli e Giuseppe Leoni, hanno voluto omaggiare e ricordare il primo raduno senza il «Senatur». Ovvero l’uomo che ha inventato il rito di questo raduno, nel 1990.

È cambiato il mondo rispetto a 36 anni fa, è cambiato il Carroccio.

Il ritorno di Pontida nel ricordo di Bossi

«I partiti e la politica hanno alti e bassi. Io sono passato attraverso il mancato conseguimento del 4% a livello nazionale del 2001. Le volte successive siamo tornati su», ha commentato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. «Non è che bisogna farsela addosso tutte le volte. Ci sono dei cicli e ricicli. Quando vai giù, poi torni su. Quando c’è bello, magari viene brutto. Ma se c’è brutto, magari poi viene bello».

Parole per guardare avanti e non perdere nessuno per strada. Non a caso, Calderoli e Giuseppe Leoni, amico di Bossi e co-fondatore della Lega Lombarda nel 1984, sono partiti dal ricordo del «Senatur», piantando un albero vicino al pratone. «Abbiamo scelto un ulivo perché è il simbolo della pace, e la pace oggi è necessaria nella Lega e nel mondo», ha detto Leoni.

Calderoli ha invece portato l’ampolla originale con cui nel 1996 il Senatur raccolse l’acqua del Po alle sorgenti del Monviso: «Ho raccolto di nuovo l’acqua quest’estate alle sorgenti del Monviso, è giusto che sia versata qui».

Pontida e il nodo della pace interna alla Lega

Va’ pensiero e poi la messa «per la pace nella Lega e fuori», voluta proprio da Leoni nell’abbazia del Comune bergamasco. In concomitanza, quindi piena libertà di scelta, iniziavano invece gli incontri tra i giovani del movimento, capitanati da Luca Toccalini, con ministri, governatori e parlamentari.

Massimiliano Romeo, dopo un saluto ai ragazzi, insieme a un centinaio di persone ha partecipato alla messa, non prima di aver parlato con i giornalisti. Lui, capogruppo al Senato della Lega e leader dei Lumbard, ha smorzato subito le polemiche. «Pontida per noi è sacra e quindi è un luogo dove ci deve essere forza, unità e tutto. Chiaro che poi quello che succederà a Pontida lo sa il popolo, è il popolo che decide. Quindi non lo so». Quindi «mi auguro che si mantenga questo clima di serenità, di festa. Poi, chiaramente, le questioni di fondo restano sul tavolo, ma ci sarà molto tempo per poterle affrontare».

Le novità che Salvini dovrebbe annunciare

La messa in onore del Senatur per la «pace nella Lega» sembra dunque aver spento le polemiche. Anche perché, dal palco, Matteo Salvini oggi dovrebbe annunciare importanti novità. Chiaramente è tutto top secret, però gli incontri degli ultimi giorni fra il vicepremier e il cosiddetto fronte del Nord hanno partorito un piano di ripartenza. Uniti. Con ruoli ben definiti. Tutti pronti a iniziare una campagna elettorale lunga e più sfidante di altre.

La fuga dal Carroccio verso Futuro nazionale sembra essersi esaurita. Certo, dipende dalle liste per le Politiche… E dipende dai messaggi elettorali. Oltre che da chi saranno i volti del nuovo corso, posto che Salvini resterà il segretario indiscusso in forza del voto per acclamazione al congresso federale dello scorso anno.

I bene informati sostengono che Luca Zaia, il quale venerdì ha annunciato la sua presenza a Pontida, avrà un ruolo chiave. Una sorta di portavoce del Nord. Nord che probabilmente vedrà i governatori candidati come capilista.

Quasi sicuramente sarà anche annunciata l’apertura della stagione congressuale partendo dai segretari provinciali, che storicamente sono sempre stati la fucina della classe dirigente leghista.

Cosa attendersi da Salvini a Pontida

C’è chi ipotizza inoltre che il segretario spingerà per Silvia Sardone candidata sindaco a Milano. Le novità non si esauriranno solo a una questione di poltrone. «Non passa lo straniero» è lo slogan della Pontida 2026, ma il popolo leghista si attende una sorta di «nuovo comandamento».

L’autonomia e il federalismo sono sempre lì, la battaglia contro la Ue-Barbarossa pure, però si attende un’altra battaglia da combattere.

«Parleranno tutti dal palco», ha sottolineato Claudio Durigon, il vicesegretario pontiere fra nordisti e centro-sudisti oltre che coordinatore organizzativo del raduno di quest’anno.

Verso sera è intervenuto a Pontida Giovani ovviamente anche Salvini, il quale ha ricordato Bossi: «Se io sono qua, se l’Italia ha la speranza di combattere e vincere è perché tanti anni fa un visionario coraggioso ha ridato voce e dignità a un popolo, ha ridato orgoglio a un popolo».

E poi un messaggio sul partito: «La Lega vince solo se è forte, se è unita e libera e coraggiosa da Nord a Sud, e lo dico da milanese, lombardo e da padano». Ora, ha aggiunto, «serve coraggio determinazione e pazienza che vuol dire mai mollare nel bene e nel male e mai montarsi la testa col vento in poppa, mai deprimersi ma rimboccarsi le maniche».

Che Pontida sarà? «A differenza di altre feste di fighetti radical chic, sarà di popolo: meno banchieri e più operai, studenti, agricoltori».

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