È tutto pronto per Pontida. Oggi e domani si riunirà sullo storico e «sacro» pratone tutto il popolo della Lega. «L’Italia vince se è unita e la Lega vince se è unita. Ci sono sfide internazionali talmente importanti che non possiamo pensare di avere partiti nei partiti», questo l’approccio con cui il leader, Matteo Salvini, si avvicina allo storico evento della Lega, che si tiene da 36 anni in provincia di Bergamo.
Il primo dopo la morte di Umberto Bossi. A chi gli chiede se rappresenti un esame, Salvini risponde: «Io l’esame me lo faccio tutti i giorni, cercando di andare a letto la sera con la coscienza a posto».
I protagonisti della Lega a Pontida
Trentasei anni di partito non sono pochi, escluso il Pri, la Lega è il partito più anziano d’Italia, inevitabile passare alti e bassi, inevitabile affrontare anche crisi di leadership. Pontida è l’occasione per mettere un punto e ripartire da dove si era iniziato: dal territorio, uniti.
«Il fronte sono decine di migliaia di volontari della Lega, i 540 sindaci che oggi sono in ufficio, da Nord a Dud, e i governatori eccezionali che abbiamo, a Nord e anche al Sud. Non possiamo perdere tempo su beghe politiche e alchimie. Bisogna guardare avanti e stare uniti».
Stesso approccio anche per Luca Zaia. «A Pontida ci sarò come tutti gli anni. E vorrei ricordarlo, non è la festa di Zaia o di qualcun altro, è la festa del popolo della Lega ed è giusto che gli attori protagonisti siano i nostri militanti sostenitori e i tanti simpatizzanti, perché è la loro festa. È la festa nella quale i dirigenti e le istituzioni della Lega dicono la loro rispetto al futuro».
Si affronteranno i temi centrali e identitari della Lega, ma inevitabilmente si coglierà l’occasione anche per ritrovare equilibrio all’interno.
È Claudio Durigon a spiegare, per esempio, che «Massimiliano Romeo ha fatto il capogruppo, fa il capogruppo e farà il capogruppo». Ma poi chiarisce che la vede in modo diverso sul come si dovrebbe riorganizzare la Lega. «Anche con lui faremo una discussione serena e sarà al confronto di Pontida che lo faremo nelle giuste maniere per fare bene al partito».
I nodi da sciogliere per la Lega a Pontida
Pontida sarà l’occasione per annunciare il nome del candidato sindaco di Milano che per la Lega dovrebbe essere Silvia Sardone, l’europarlamentare presenterà il suo progetto e Salvini ha intenzione di proporla agli alleati. Verranno fatte delle nomine anche nel mondo giovanile.
«Tre vicecoordinatori federali chiamati a rafforzare la squadra in vista del congresso dei giovani, in programma a inizio 2027, dove sceglieremo chi guiderà la Lega giovani nelle sfide del futuro», ha detto il coordinatore federale della Lega Giovani, Luca Toccalini, criticato nel direttivo dei Giovani della Lega Lombarda per l’intenzione di nominare a Pontida Christian Colombo come vice, insieme ad altre figure a lui vicine.
I coordinatori provinciali lombardi hanno parlato di scelta «calata dall’alto e priva di condivisione». Quindi, se tra i «grandi» sembra tornare il sereno, seppur forzato, tra i giovani il clima resta quanto meno variabile.
La prima edizione senza Umberto Bossi
La prima Pontida senza Bossi e anche la prima dopo la fuoriuscita di Roberto Vannacci, che lo stesso giorno chiuderà l’evento organizzato da Gianni Alemanno a Orvieto.
Una coincidenza che ha il sapore di sfida ma che invece il generale poi stempera così: «Faccio gli auguri a Salvini e a tutti i leghisti per un’ottima riunione a Pontida, auguro loro il massimo del successo e soprattutto un evento che sia partecipato, allegro e che raggiunga gli obiettivi. Non ho nulla contro di loro, anzi. Ho degli ottimi rapporti anche con i colleghi con cui ancora lavoriamo all’Europarlamento e con chiunque altro io incontri per la strada. A Cernobbio sono andato a salutare Salvini e gli ho dato anche la mano. E lo rifarei oggi se fosse qua».
Resta il timore di fischi e contestazioni, una Pontida tesa metterebbe di nuovo in discussione la leadership di via Bellerio.
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