I panni sporchi si lavano in casa. Dentro alla Lega ha sempre funzionato così e così deve continuare se si vuole conservare la possibilità di superare un momento particolarmente duro dopo 30 anni. Per questo ieri pomeriggio si è tenuto l’atteso incontro tra i governatori leghisti del Nord e il leader, Matteo Salvini.
Come Salvini prova a sciogliere il nodo Lega
Trapela poco al di fuori, se non una nota che spiega come nel corso dell’incontro sia stata sottolineata l’importanza del prossimo appuntamento di Pontida, «che rappresenterà un momento fondamentale per rilanciare l’azione politica e di governo della Lega, con l’obiettivo di dare risposte concrete ai cittadini e ai territori».
È chiaro ed evidente, infatti, quanto sia inopportuno arrivare al raduno storico del Carroccio senza aver preso una decisione sulla guida e sulla natura che deve avere il partito che Salvini ha portato al 30%, ma che oggi inevitabilmente soffre le conseguenze di anni in cui la Lega ha occupato posti di governo ha commesso degli errori, come quello di scegliere Roberto Vannacci come uomo immagine.
Salvini ha incontrato i governatori Attilio Fontana, presidente della Lombardia, Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia e Maurizio Fugatti, della provincia autonoma di Trento. Con loro naturalmente era presente anche Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto. Estromesso invece Massimiliano Romeo, capogruppo dei senatori della Lega, (ancora per poco forse) che ha detto: «Capogruppo sì, capogruppo no, continuerò il mio impegno verso il rinnovamento del partito, che è la cosa più importante». E poi: «L’appuntamento di Pontida è sacro. Saremo tutti uniti a Pontida».
L’incontro fra i leader del Carroccio
L’incontro secondo le fonti ufficiali si sarebbe svolto «in un clima di assoluta collaborazione, il vertice ha rappresentato l’occasione per confrontarsi sulla roadmap della Lega in vista dei prossimi mesi e delle imminenti scadenze elettorali». Inoltre è «stata condivisa la volontà di avviare già nei prossimi giorni un lavoro finalizzato alla definizione di un manifesto programmatico, capace di raccogliere idee, priorità e proposte della Lega.
Nel corso dell’incontro è stata infine sottolineata l’importanza del prossimo appuntamento di Pontida, che rappresenterà un momento fondamentale per rilanciare l’azione politica e di governo della Lega con l’obiettivo di dare risposte concrete ai cittadini e ai territori». Si è discusso soprattutto di come valorizzare e raccontare al meglio il «buon governo espresso dalla Lega, i risultati ottenuti dall’azione dell’esecutivo nazionale e le tante risposte concrete portate sui territori dalle amministrazioni guidate dal partito».
La riunione di vertice della Lega, insomma, non è servita a sciogliere i nodi, le proposte messe sul tavolo, come quella di copiare la formula tedesca della Cdu-Csu, non sono neanche state affrontate. L’obiettivo è arrivare a Pontida uniti, ma rimandare ancora il confronto, potrebbe rivelarsi la mossa peggiore.
Le nuove proposte di Salvini per la Lega
L’evento che ha ospitato il vertice di partito è stato anche lo spazio per presentare le nuove proposte, soprattutto di natura economica.
«Vorremmo che la prossima legge di Bilancio sia fondata sulla crescita, sulle opere pubbliche e su coloro che non sono stati ancora sufficientemente sostenuti e accompagnati nella loro vita economica, sociale e familiare. Sono le famose persone appartenenti al ceto medio. Nelle scorse leggi di Bilancio abbiamo aiutato coloro che avevano più bisogno, ora bisogna alzare l’asticella. Bisogna fare un ulteriore passo in avanti per evitare che a fruire delle decine di bonus e aiuti siano sempre i soliti noti che raramente sono cittadini italiani in difficoltà, perché se il parametro rimane solo quello dell’Isee».
«Noi come Lega in legge di Bilancio proporremo un tetto ai bonus pubblici, perché ormai ci sono i professionisti della ricerca dei bonus, che hanno più convenienza a collezionarli che non a cercarsi un lavoro», ha detto il vicepremier chiudendo l’evento della Lega e ribadendo così il concetto già espresso dal premier, Giorgia Meloni, a Bari la scorsa settimana: «Lasciamo i fannulloni e i privilegiati ad altri, noi proteggiamo chi produce. Imprenditori, artigiani, operai».
La proposta economica di Salvini
A Officine Farneto Salvini è anche tornato a proporre agli alleati di maggioranza un contributo delle banche per aiutare l’economia. «Il governo ha sempre discusso, poi ha sempre trovato un accordo. A volte in questi quattro anni abbiamo dato l’ok a provvedimenti che non erano nella cultura della Lega, ma se sei parte di una squadra sei leale alla squadra. Io al tavolo di maggioranza chiederò perché no. Su altre scelte (flat tax, giovani, ponte, giustizia, immigrazione) uno può vederla in modo diverso mentre qui il dato è oggettivo. Abbiamo copiato un’idea, applicata in altri Paesi europei, che ci piaceva. Proporrò questo agli alleati, a meno che gli alleati non abbiano una proposta altrettanto convincente e remunerativa per intervenire sul fronte pensioni, lavoro e sicurezza, come proponiamo noi».
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