«Come ben sapete la Commissione non commenta mai le elezioni che si tengono in uno dei Paesi Ue o in una loro regione». Con queste parole, ieri, Ursula von der Leyen ha replicato a chi le chiedeva del trionfo elettorale di Afd in Sassonia-Anhalt.
Il commento di Kaja Kallas sulla vittoria di Afd
Un «no comment» dietro cui non si è tuttavia trincerata l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas: quest’ultima si è infatti detta preoccupata, sostenendo che i nazionalisti tedeschi sarebbero «ciechi» davanti alle minacce che arrivano contro l’Europa.
Del resto, che l’esecutivo dell’Ue sia irritato è comprensibile, visto il tracollo di quella Cdu che, appartenente al Ppe, rappresenta uno dei pilastri della maggioranza su cui l’attuale Commissione europea si basa.
Le reazioni in Francia
Nervosismo è arrivato anche da Parigi. Il ministro delle Finanze francese, Roland Lescure, ha infatti definito la vittoria di Afd un «segnale molto, molto preoccupante».
«La schiacciante vittoria elettorale dell’estrema destra neonazista, antieuropea e filo-Putin illustra l’altezza e la forza dell’onda che sta travolgendo l’Europa da due decenni», ha rincarato la dose il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot.
È in questo quadro che, ieri, due macroniani, come Clément Beaune e Philippe Grangeon, hanno invocato la creazione di una «coalizione» in vista delle presidenziali francesi del 2027: una sorta di union sacrée che, andando da destra a sinistra, tenga fuori, a mo’ di cordone sanitario, sia Jean-Luc Mélenchon che Marine Le Pen.
Per quanto non possa ricandidarsi all’Eliseo l’anno prossimo, Emmanuel Macron teme che il trionfo dei nazionalisti tedeschi possa contribuire indirettamente a rafforzare il Rassemblement national (e questo, nonostante i lepenisti abbiano rotto drasticamente i rapporti con l’Afd due anni fa).
In più, il presidente francese non vede di buon occhio l’indebolimento di Friedrich Merz. Nonostante l’asse carolingio si sia mostrato ultimamente scricchiolante, l’inquilino dell’Eliseo non può infatti fare a meno della sponda con Berlino.
Sanchez e lo spauracchio dell’estrema destra
Ma non è tutto. Un allarme è stato lanciato anche dal governo socialista di Madrid. «La minaccia dell’estrema destra, grazie soprattutto alla resa della destra tradizionale, sta guadagnando terreno in Europa e nel mondo», ha tuonato il premier iberico, Pedro Sánchez, che fa capo a quel Pse, il quale è, a sua volta, all’interno della maggioranza su cui la Commissione Von der Leyen si poggia.
Di contro, a esultare per la vittoria di Afd sono stati vari partiti che appartengono al gruppo europarlamentare dei Patrioti, come Lega, Vox, Fidesz e Chega. Nonostante i nazionalisti tedeschi appartengano all’Esn, questi schieramenti puntano molto sull’indebolimento dell’attuale esecutivo europeo. E a finire nel loro mirino è stata soprattutto l’alleanza tra Ppe e Pse.
Afd accolto positivamente negli Stati Uniti
A salutare con favore il risultato dell’Afd è stato anche il mondo conservatore americano. L’inviato di Donald Trump per le missioni speciali, Richard Grenell, ha parlato di «una grande vittoria» e di un «nuovo giorno in Germania».
Apprezzamento per il trionfo dei nazionalisti tedeschi è stato mostrato anche da Elon Musk. Oltre ad aver espresso simpatia per l’Afd in passato, il ceo di SpaceX, che sta energicamente finanziando il Partito repubblicano in vista delle Midterm, ha anche lasciato intendere che, probabilmente, alle elezioni del 2028 sosterrà JD Vance.
Sotto questo aspetto, non bisogna trascurare che, l’anno scorso, il vicepresidente statunitense auspicò un’alleanza di governo tra la Cdu e il partito guidato da Alice Weidel: quella stessa Weidel che Vance incontrò a febbraio del 2025 a Monaco.
Non è del resto un mistero che l’amministrazione Trump guardi all’Afd come a uno dei suoi principali interlocutori europei, soprattutto per quanto concerne la lotta all’immigrazione clandestina e alle politiche portate avanti dalle alte sfere dell’Ue (a partire da quelle concernenti il green).
Senza contare che, oltre a essere entrata in rotta di collisione con Merz a causa della guerra in Iran, la Casa Bianca non nutre alcuna simpatia per l’alleanza tra popolari e socialisti a Bruxelles.
A questo si aggiungano le storiche tensioni tra Washington e Parigi sulle questioni commerciali e, specialmente, per quanto riguarda il comparto della Difesa.
Infine, ma non meno importante, è arcinoto come i rapporti tra Trump e Sánchez siano pessimi. È quindi anche alla luce di questi fattori che gli americani puntano a giocare di sponda con Patrioti ed Esn. Ecco perché Washington è tutt’altro che scontenta del risultato di Afd in Sassonia-Anhalt.
Cosa pensa Mosca della vittoria di Afd
Ma a esultare per i nazionalisti tedeschi è stato anche l’inviato economico di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev. «La storica vittoria dell’Afd umilia l’arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l’inettitudine e l’ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca», ha dichiarato. Non è un mistero che i rapporti tra il governo Merz e il Cremlino siano assai freddi.
Del resto, la tensione è tornata a salire dopo che Berlino ha accusato Mosca di aver orchestrato l’attacco all’aeroporto di Lipsia con un drone bomba a inizio agosto. Non è quindi escluso che l’indebolimento politico del cancelliere tedesco possa avere delle ripercussioni sul processo diplomatico russo-ucraino, che gli Stati Uniti stanno attualmente tentando di rilanciare.
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