La Cgil spara balle per sminuire i tagli al bollo
Il segretario della Cgil, Maurizio Landini (Ansa)

Non accenna a diminuire la grancassa della sinistra contro la sospensione del bollo auto. Mentre la premier Giorgia Meloni continua a respingere al mittente l’accusa di aver fatto una mossa elettorale, ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, da Dublino, in una parentesi dell’Eurogruppo e dell’Ecofin informale, ha spuntato l’altra arma polemica dell’opposizione, ovvero l’uso improprio dei fondi del Pnrr come copertura del mancato gettito alle Regioni dall’imposta automobilistica.

Da dove arrivano i soldi dei tagli al bollo auto

A ridosso del varo del decreto, il presidente della Toscana, Eugenio Giani, aveva ventilato addirittura l’incostituzionalità dell’utilizzo dei finanziamenti europei oltre a gettare l’allarme sul rischio, avendo meno risorse, di non poter garantire i servizi sanitari.

Ieri Giorgetti è stato chiaro: «Una parte dei 2,3 miliardi necessari per lo stop al bollo auto sono fondi del Pnrr non usati in virtù dei risparmi fatti sui progetti, che non potevano essere ricollocati perché è scaduto il termine per farlo. Siccome non sono risorse europee, ma sono soldi nazionali, del bilancio dello Stato dato che si tratta di prestiti (della Ue verso l’Italia, ndr) il governo e soprattutto il Parlamento ne dispone come meglio pare, può ridurre le tasse, può fare spese, può anche decidere di portare tali risorse al miglioramento dei risultati di bilancio».

In sintesi: i soldi per finanziare lo stop del bollo vengono dai risparmi sulle spese del Pnrr, ossia quei fondi che, al 30 giugno 2026, non sono stati utilizzati e per i quali non sussiste una destinazione giuridicamente vincolante né obbligo di rendicontazione all’Ue. Più chiaro di così. Semmai il problema si sposta a dopo il 2027, quando con le varie leggi di Bilancio bisognerà trovare le risorse ad hoc per rendere strutturale l’abolizione, come la premier Meloni ha detto. Ma questa è un’altra partita.

La verità è che la sinistra ha accusato il colpo

Il diapason delle polemiche a sinistra fa capire il peso di questa misura. Giorgetti stesso, ha sottolineato che «l’eliminazione del bollo, che sta sui 2 miliardi, ha fatto più clamore rispetto ai 40-50 miliardi di riduzione di tasse e contributi fatta negli anni scorsi».

Al punto che anche la Cgil è scesa in campo con una serie di critiche senza fondamento ma con l’unico intento di alzare il polverone e con la consueta risposta della mobilitazione il 17 ottobre a Roma e il 14 novembre in Calabria. La levata di scudi è arrivata dalla Cgil Calabria che accusa il governo di voler penalizzare le famiglie numerose poiché l’esenzione riguarda vetture di piccola cilindrata (chissà cosa avrebbero detto se il taglio dell’imposta avesse riguardato suv e vetture oltre 80kw) e di sottrarre risorse a sanità e infrastrutture.

Un tema, quest’ultimo, sul quale Giorgetti ha risposto già, mentre il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ieri ha ribadito che «nella prossima legge di bilancio verrà raggiunto un numero maggiore di auto». Il vicesegretario della Lega e sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, stima che l’abolizione dell’imposta per tutte le auto costerebbe oltre 5 miliardi.

Quanto risparmiano gli italiani grazie ai tagli del bollo auto

La misura attuale, secondo la Relazione tecnica, porta un risparmio di 168,4 euro per i 13,2 milioni di auto coinvolte e 59 euro medi per i 2,1 milioni di motocicli e ciclomotori interessati. L’assorbimento di gettito fiscale è stimato esattamente in 2,2 miliardi di euro.

Intanto la Commissione Europea ha preso atto del provvedimento del governo, come ha riferito un portavoce dell’esecutivo Ue, aggiungendo che «i servizi della Commissione valuteranno la misura alla luce della relazione per Paese del 2026 e delle raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, nel contesto del prossimo semestre europeo 2027».

Per quanto riguarda le risorse della Recovery and Resilience Facility ha poi ricordato che questo strumento «è basato sui risultati, nell’ambito del quale i pagamenti agli Stati membri vengono effettuati sulla base delle tappe fondamentali e degli obiettivi realizzati». Una precisazione che non contraddice in alcun modo quello che ha detto Giorgetti sulla legittimità dell’uso dei fondi Pnrr risparmiati.

Lo sguardo sulla prossima manovra di bilancio

La sospensione e successiva eliminazione del bollo auto, segna la traiettoria della prossima manovra di bilancio che avrà come carattere distintivo la diminuzione delle tasse.

Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato che nel prossimo Consiglio dei ministri porterà un decreto «per il rinvio dello stop del blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5 in alcune zone d’Italia». Si tratta di un parco circolante di circa 3,7 milioni di autovetture di cui la gran parte sono in Lombardia (oltre 480.000).

«Andiamo avanti nella nostra linea e ovviamente l’obiettivo è di chiudere la legislatura raggiungendo il maggior numero possibile di risultati coerenti con quello che era il nostro manifesto politico elettorale», ha detto Giorgetti.

E già circolano le indiscrezioni su un decreto per detassare le tredicesime con un’imposta sostitutiva del 15% sullo stipendio extra per i lavoratori a reddito basso. La completa detassazione avrebbe un costo elevato: le tredicesime generano un gettito di 14,5 miliardi. Il dibattito è appena iniziato.

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