Che la sicurezza energetica sia un pilastro della sicurezza nazionale, non è un mistero (soprattutto in tempi di guerra come questi). Lo ha ribadito esplicitamente il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto in videomessaggio al convegno sul nucleare tenutosi a Palazzo Lombardia, a Milano. Il messaggio è stato limpido: gli investimenti nel settore energetico non saranno un’anomalia nei conti pubblici, ma si inseriranno nel percorso di risanamento già avviato «senza alterarlo».
Le mosse di Giorgetti sulla sicurezza energetica
Il governo ha chiesto alla Commissione europea di attivare la clausola di flessibilità prevista dalle nuove regole di bilancio comunitarie. Uno strumento che consente di derogare temporaneamente ai vincoli del Patto di stabilità per finanziare spese strategiche. Nel complesso, l’Italia punta a utilizzare il massimo consentito per la sicurezza energetica: lo 0,6 per cento del Pil cumulato nel triennio 2026-2028, circa 13-14 miliardi di euro.
Giorgetti sottolinea che si tratta di «un varco nella governance economica europea che l’Italia ha aperto spendendo la propria credibilità». In altre parole, Roma ha messo sul tavolo la sua reputazione di Paese affidabile per ottenere margini di manovra. Il che implica un vincolo preciso: ogni centesimo dovrà essere utilizzato con rigore e logica. «Guarderemo con attenzione a ogni euro speso», avverte il ministro.
La partita a scacchi del governo
Gli interventi, spiega Giorgetti, «spazieranno in vari ambiti: famiglia, imprese, settore pubblico, mobilità, produzione, accumuli e trasmissione». Non si tratta solo di bollette o sussidi, quindi. L’obiettivo dichiarato è ben più ambizioso: «garantire la nostra sovranità non soltanto energetica, ma anche tecnologica, e ridurre la dipendenza estera».
Bruxelles ha già chiarito quali misure potranno rientrare nella clausola: una lista indicativa che va dalle pompe di calore al nucleare, dalle reti alle ristrutturazioni degli edifici. Il nucleare, non a caso, era il tema del convegno milanese. Un settore che il governo considera parte integrante della strategia energetica di lungo periodo.
La scommessa è tenere insieme due obiettivi che da sempre confliggono: spendere di più senza compromettere la traiettoria di riduzione del debito. Giorgetti, in tal senso, ha spesso ribadito che lo spazio non è esagerato e, pertanto, l’Italia non può permettersi di sbagliare. La partita energetica, dunque, sarà uno dei temi chiave delle prossime fasi del governo e della nazione.
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