La Meloni toglie il bollo dell’auto. L’opposizione riesce a lamentarsi

Via il bollo auto per 14,5 milioni di italiani e proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre ma con un meccanismo di decalage.

Stop al bollo auto: l’annuncio del Governo

«Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani. Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà», ha commentato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a ridosso del consiglio dei ministri dedicato proprio a misure contro il caro carburanti, alla vigilia della scadenza del taglio di 17 centesimi del prezzo del gasolio.

«Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi. Continuiamo sulla strada della riduzione del carico fiscale» ha aggiunto il premier, ribattendo a tono a chi ha insinuato si tratti di «demagogia elettorale», come il governatore toscano Eugenio Giani.

Una misura strutturale dal 2027

L’esenzione del pagamento dell’imposta di bollo ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027, c’è scritto nel decreto. Ma il premier, intervenendo a Dieci minuti su Rete4, precisa: «È una misura che non vale solo per il 2027 per come la immaginiamo. C’è scritto 2027 perché la copertura nei prossimi anni la faremo con la legge di bilancio. La misura la consideriamo strutturale. Non è un provvedimento che vale solo adesso perché ci sono le elezioni».

Quali veicoli rientrano nell’esenzione

L’esenzione riguarda un solo veicolo a proprietario con potenza non superiore a 80 kW «alimentato, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, a benzina o gasolio».

Nel caso in cui il contribuente abbia più autovetture agevolabili, l’esenzione viene riconosciuta per la vettura con la minore potenza. In caso di pari potenza, viene considerata quella per la quale, in assenza dell’agevolazione, sarebbe dovuto il bollo di importo più basso.

La misura riguarda il 70% del parco auto, ovvero mezzi come Panda, 500, Clio, per fare alcuni esempi. L’agevolazione viene prevista anche per motocicli e ciclomotori alimentati a benzina o gasolio, ma a condizione che il contribuente non risulti soggetto al pagamento del bollo per un’autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. Anche in questo caso l’esenzione riguarda un solo mezzo.

Nessun limite Isee e fondi per le Regioni

«Non ci sono limitazioni legate all’Isee, si interviene su tutte le famiglie. Conto che sia l’inizio del percorso» ha affermato il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, azzardando anche l’ipotesi che con la prossima legge di Bilancio si potrebbe anche alzare il limite dei kW come pure affrontare il tema della limatura del superbollo.

Il responsabile dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiarito che i proprietari «di auto elettrica o ibrida non avranno alcun beneficio poiché già non pagano il bollo ma d’altronde non sono stati nemmeno colpiti dai rincari di benzina e gasolio».

A copertura dei mancati introiti, lo Stato compenserà le Regioni che sono le destinatarie del gettito dell’imposta, con un trasferimento di 2,293 miliardi per il 2027. La tassa automobilistica, infatti, pur essendo disciplinata da una legge nazionale, è attribuita alle Regioni e vale circa 7,4 miliardi di euro, risorse con le quali viene finanziata la sanità.

Di qui, l’«apprezzamento» per la misura espresso dai governatori del centrodestra che in una nota comune hanno ringraziato «il presidente Meloni e l’intero governo».

Il tema della sospensione una tantum dell’imposta era nell’aria da tempo. A metà giugno ne aveva parlato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e a fine luglio il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani.

Proroga del taglio delle accise e altre misure

Contro il caro carburante, il governo ha anche prorogato il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre. «Interviene il meccanismo delle accise mobili. Da questa data torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per abbassare il più possibile il costo alla pompa» ha detto Giorgia Meloni precisando che «sono confermati tutti i provvedimenti che riguardano gasolio agricolo e autotrasportatori».

La riduzione è in due tranche: da venerdì 18 al 25 settembre il taglio (incorpora anche l’Iva) sarà di 12,2 centesimi, rispetto agli attuali 17 centesimi. Dal 26 settembre al 25 ottobre sarà di 6,1 centesimi.

Il presidente del Consiglio ha spiegato che «dopo esserci a lungo interrogati, siamo arrivati alla conclusione che di fronte a un conflitto che non accenna a terminare, con una dinamica planetaria di aumento dei prezzi, continuare a concentrarci sul contrasto all’aumento del prezzo non è la strada principale da seguire, non sul medio periodo, perché costa moltissimo e perché è un contributo che viene distribuito a pioggia e non concentra le risorse su chi ha maggiormente bisogno. Noi quindi continueremo a prevedere delle misure di contenimento, ma in forma più contenuta». 

Il consiglio dei ministri ha anche deciso lo slittamento dal 1° ottobre al 1° dicembre dell’entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi varata nella scorsa manovra.

Il nuovo rinvio pesa sulle casse dello Stato per 40,8 milioni di euro. Inoltre viene incrementato di 288 milioni di euro il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio agli studenti universitari.

Da non perdere