Donna musulmana con il velo
Una donna musulmana con il velo (iStock)

Divieto di burqa a scuola e tetto agli stranieri nelle classi. Sono i provvedimenti annunciati dalla Meloni a breve. Sinistra impazzita: «Insegue Vannacci».

Meloni: «Basta burqa e classi ghetto»

Divieto di burqa e niqab a scuola perché la parità «non è negoziabile». Numero massimo di stranieri nelle classi: «Non esiste che a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare». E ancora, i genitori dovranno imparare l’italiano per aiutare i propri figli, altrimenti: «L’unica cosa che quei bambini rischiano di imparare è l’emarginazione». Giorgia Meloni è lucidissima a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, nella cui chiusura il premier ha sfoderato un intervento tra i più carismatici di sempre. Giovani, scuola, migranti, i temi su cui si è concentrata. La modalità campagna elettorale è stata inaugurata a Bari, in occasione della festa del governo più longevo della storia della Repubblica, ma si è definitivamente consolidata a Roma davanti ai ragazzi della comunità giovanile.

Gli attacchi a Schlein e Conte

Ne ha per tutti a cominciare da Elly Schlein. Alla leader del Pd, riferendosi ai fondi destinati all’università, secondo lei in calo, chiede: «Elly cara, carissima, ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarmi? Uno vero, ti prego, uno. Te li do io se vuoi. Siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una cosa vera dilla. Una, una, una ti prego. Te le passo io sottobanco». Ne ha anche per il presidente dei 5 stelle, Giuseppe Conte: «Hanno detto che “i soldi della campagna elettorale della Meloni li pagano le Regioni”, riferendosi al fatto che le risorse per coprire la misura del bollo le toglieremo alle Regioni, il che è falso! Loro lo sanno bene, ma fanno politica così». E l’affondo: «Scusate. Ma veramente avete la faccia di parlare di campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus? Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi, e sul governo successivo al vostro, perché Conte potesse andare in giro a fare la campagna elettorale dicendo che le case si ristrutturavano gratis. Ma non vi vergognate! Ma ci vuole coraggio!». Ed è sull’abolizione del bollo auto che si lancia in battute contro la sinistra, che ha osteggiato la misura: «Faremo un conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare…».

La scuola e la critica al «buonismo»

«Per decenni, per colpa di un certo buonismo, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità. Vietato dire che hai sbagliato, vietato dire che questo non va bene e via discorrendo», ricorda Meloni. «Hanno tentato di convincerci che fosse questo il modo più giusto di educare. Lo chiamavano rispetto, ma quella non è educazione e non è rispetto, è una menzogna. Una scuola di tutti e per tutti non deve dare la sufficienza a tutti. Quella non è uguaglianza, è livellamento verso il basso». Rivolgendosi ai ragazzi del suo partito spiega, «il primo dovere della scuola è quello di valutare il ragazzo, di far capire che il giudizio esiste». Per il premier, «il conto salato non lo ha pagato chi aveva gli strumenti economici per trovare altrove quello che la scuola italiana non poteva garantire. Lo ha pagato chi per crescere, per affermarsi, poteva contare solo sulla scuola pubblica. E allora, lo ripeto, è stato questo il più grande fallimento del ‘68. Il più grande fallimento di una rivoluzione che nasceva per costruire la scuola di tutti e per tutti e ha finito per produrre l’esatto contrario».

A margine di questo ragionamento l’annuncio: «Presto in cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo degli studenti stranieri per classe, l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano e il divieto di burqa e hijab a scuola».

L’opposizione accusa: «Insegue Vannacci e Afd»

Parole che hanno innescato una valanga di reazioni delle opposizioni. Da un lato Angelo Bonelli (Avs), che dichiara: «Ancora una volta, invece di occuparsi della scuola, insegue la destra neofascista di Afd e Roberto Vannacci, che ha proposto classi differenziate per gli studenti con disabilità». Lo stesso leader di Futuro nazionale si è detto d’accordo con la proposta dell’esecutivo, senza rinunciare alla polemica, sottolineando che tutto questo doveva accadere «quattro, cinque o sei anni fa».

Ma a rimettere a posto Bonelli ci ha pensato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che su queste colonne aveva già anticipato i propositi del governo Meloni, in un’intervista di Francesco Borgonovo dello scorso 6 agosto (con buona pace di chi oggi parla di inseguimenti a Vannacci o ad Afd): «La sinistra ha nostalgia delle classi ghetto». Mentre, difendendo il burqa, «si confermano progressisti a corrente alternata».

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