machiavelli
Niccolo Machiavelli (Getty Images)

C’è voluta una provocatoria iperbole dello storico Alessandro Campi («Anche un tassista a Bombay conosce il nome Machiavelli») per ricordare al Parlamento italiano che nel 2027 scoccheranno i 500 anni dalla morte di Niccolò Machiavelli.

O meglio, è servito che Campi lo ricordasse dalle colonne della Verità, lamentando la «distrazione bipartisan» di una classe politica troppo impegnata a glorificare il caciocavallo o il lardo di Colonnata per accorgersi che il padre della scienza politica stava scivolando nel dimenticatoio istituzionale. La strigliata mediatica ha avuto il merito terapeutico di rinfrescare i neuroni della politica, ridestando un dibattito che sembrava rischiare il letargo.

La proposta di legge per celebrare Machiavelli

Va detto che, a scorrere i faldoni di Montecitorio, qualcosa si muoveva già prima del provvidenziale «promemoria» di Campi. A fare da scudo all’onore della Repubblica ci pensa Alessandro Amorese, deputato di Fratelli d’Italia e primo firmatario della proposta di legge per l’istituzione del comitato nazionale per le celebrazioni del cinquecentenario.

«La vita parlamentare è fatta, a volte, di priorità che non vengono calcolate perché poi succedono altre cose», spiega Amorese, giustificando il momentaneo stallo del testo. L’iter in commissione cultura è formalmente concluso e il provvedimento è stato inserito nel calendario trimestrale dell’Aula. Il deputato Fdi ha assicurato il semaforo verde definitivo entro fine ottobre.

Da Fdi all’ipotesi di un accordo bipartisan

Certo, resta il neo di una paternità solitaria, tutta marchiata Fratelli d’Italia: in un’epoca di sovranismi e identità sbandierate, persino il Fiorentino rischiava di essere arruolato d’ufficio soltanto sotto la loro bandiera. Ma Amorese minimizza, escludendo imboscate in Aula: «Non credo che ci saranno voti contrari.

Mi sembra che ci sia uno spirito costruttivo anche da parte delle altre forze politiche». Dopotutto, non stiamo parlando di Italo Balbo. Su Machiavelli non si dovrebbe morire politicamente, anche se finora nessuno, dall’opposizione, abbia ritenuto opportuno aggiungere la propria firma alla meritoria proposta di legge di Fdi.

A rompere il ghiaccio e a trasformare l’iniziativa in un potenziale patto bipartisan interviene un autorevole esponente del fronte opposto, lo storico ed ex senatore del Pd, Miguel Gotor. «Mi pare opportuno non perdere questa opportunità», dichiara, blindando il valore culturale dell’operazione. «Stiamo parlando di uno degli italiani più noti (e studiati) al mondo, che è un dovere celebrare con un apposito comitato nazionale, come già avvenuto in passato.

A quanto mi risulta il provvedimento ha concluso il suo iter nelle commissioni e serve un impegno speciale da parte dei deputati, che sarebbe opportuno fosse bipartisan, per avere un maggiore impulso». Gotor si spinge oltre, suggerendo una moral suasion istituzionale: «Potrebbe essere utile che anche i presidenti dei due rami del Parlamento caldeggiassero questa iniziativa legislativa».

Un milione e mezzo di euro per le celebrazioni

Se l’accordo reggerà, Machiavelli sarà finalmente celebrato comme il faut. Anche perché, al di là dei nobili intenti culturali, la politica ha messo sul piatto un argomento decisamente persuasivo: un milione e mezzo di euro.

«Non è una cosa simbolica, come è avvenuto per altre celebrazioni», osserva Amorese, con pragmatismo squisitamente machiavelliano, «si tratta di una somma un po’ consistente, com’è giusto che sia visto il personaggio».

Sbloccati i fondi, l’Italia potrà evitare la figura del dilettante globale di fronte a un’Europa che ha già i docufilm sul Fiorentino pronti e a un’America che scalda i motori nei teatri per rappresentare La Mandragola.

Il 2027 e la memoria di Machiavelli

Resta l’amara ironia di un Paese che ha bisogno di essere scosso dal proprio torpore per onorare il suo genio più moderno e laico. Forse lo stesso Machiavelli, che nelle sue lettere lodava i formaggi della Lunigiana, sorriderebbe scoprendo che la sua memoria, oggi, vale un milione e mezzo di euro e un tardivo sussulto di concordia nazionale. Ma tant’è: l’importante è che il comitato nasca, prima che il 2027 arrivi a ricordarci che la Fortuna favorisce gli audaci, ma non i ritardatari.

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