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Beppe Grillo. Nel riquadro, Andrea Stroppa (Ansa)

«Se usata bene l’IA può far ripartire un Paese fermo da troppo tempo. La prossima legislatura è la più importante del Dopoguerra, perché si intreccia con una rivoluzione industriale. Nel mio piccolo farò di tutto per sostenere chi avrà questi temi nell’agenda politica e vi invito a fare altrettanto. L’Italia ha ancora una finestra aperta ma è veramente piccola. Se ci affacciamo da questa finestra si vedono ancora le stelle. Ma sta a noi».

Vale la pena iniziare dall’ultima parte dell’atteso discorso di Andrea Stroppa a Palazzo Wedekind, in occasione della festa del Il Tempo , per tirare le fila.

Grillo e l’uomo di Musk, l’intesa sull’Intelligenza artificiale

Da giorni si parla di contatti sempre più intensi tra l’uomo di Musk in Italia e Beppe Grillo. Si sa che da agosto ci sono degli incontri e si notano quasi quotidianamente scambi di amorevoli post sui social. L’informatico elogia Neuralink, l’azienda di neurotecnologie creata dal magnate nato in Sudafrica?

Il giorno dopo Grillo dedica un lungo articolo altrettanto encomiastico alle imprese del gruppo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle spiega urbi et orbi che il senso del suo intervento a Pulp Podcast, nell’intervista concessa a Fedez e Mr Marra, non era certo l’addio alla politica, anzi, e Stroppa subito ritwitta.

Stroppa contro i politici: «Usiamo l’IA per controllare la politica»

Insomma che qualcosa bolla in pentola è evidente e chi si aspettava che ieri ci potesse essere una sorta di ufficializzazione dell’idillio ha evidentemente sbagliato i tempi. Ieri però ci sono stati degli indizi sulle idee, sul programma, certamente in itinere, che la coppia Grillo-Stroppa (e quindi Musk) potrebbe sostenere.

«Sento dire, purtroppo anche da partiti per i quali ho simpatia, che bisogna normare l’intelligenza artificiale, che poi significa soltanto rallentarla», ha evidenziato il referente di Musk in Italia, «ma è sbagliato.

La politica ripete che deve governare l’intelligenza artificiale. Io propongo il contrario: usiamo l’IA per controllare la politica». Rimbrotti ai politici vicini e applausi invece a chi non t’aspetti.

Da Panetta alla giustizia: il programma tra robot e algoritmi

Per esempio al governatore di Bankitalia Fabio Panetta, che ha presentato una ricerca sulle enormi potenzialità di un’adozione diffusa dell’IA che farebbe crescere la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all’anno.

«Dicono, e l’ha detto pure il ministro Salvini», ha sottolineato Stroppa, che l’Intelligenza artificiale ruberà il lavoro: questo non è dimostrato, ma è dimostrato che può potenziare la produttività», appunto.

Meno burocrazia e più produttività: la rivoluzione dell’IA

E quindi i punti di questo programma. Usare robot e algoritmi per ridurre la spesa pubblica, sfoltire le leggi, ridurre i tempi della giustizia («In Cina il 70% delle bozze di sentenza le scrivono già le macchine e il giudice le corregge) e dotare ciascun cittadino di un assistente IA che renda più semplice e veloce «aprire un’attività, prenotare una visita, contestare una pratica».

Robot al posto degli immigrati nei lavori che nessuno vuole fare

Ma la vera rivoluzione riguarda il lavoro e la capacità che avranno le macchine di sostituire tutte le professioni che gli italiani non vogliono più fare e per le quali la sinistra ritiene che gli immigrati siano indispensabili.

«In Cina», ricorda Stroppa, «300.000 droni agricoli nel 2025 hanno trattato oltre 200 milioni di ettari. I robot di Country Garden hanno lavorato in 900 cantieri edili. La scelta è politica e va detta senza ipocrisie. Un immigrato a basso salario paga quasi zero Irpef e utilizza tutti i servizi che giustamente lo Stato offre, come la scuola e la sanità. Ma questo non è più sostenibile».

Grillo sottoscrive il programma di Stroppa? La sfida dell’IA

Grillo è d’accordo? Sottoscrive in toto il programma dell’uomo di Musk tutto robot e IA. Non resta che aprire le finestre e scorgere se le stelle di cui parla Stroppa sono ancora ben visibili in cielo o qualcuno se l’è prese per riportarle all’origine.

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