crisi lega salvini
Massimiliano Fedriga, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti (Ansa)

«Chiudetevi in una stanza» e arrivate a Pontida con idee chiare, senza sputarvi addosso sui giornali: così sembrate il Pd, e la gente non capisce perché dovrebbe votarvi.
Matteo Salvini è nella bufera e con lui tutta la barca della Lega. Questo è un grande problema per il centrodestra, del quale la Lega è parte integrante.

Ma una crisi ci sta. In politica ci sta tutto, la polvere e gli altari. Ma la polvere, non il polverone (tra l’altro fatto da soli). Perché quello non fa che peggiorare la situazione, non fa capire più nulla alla gente, in particolare la gente della Lega, che è un popolo sempre stato fedele, e a Bossi prima e a Salvini poi.

E non ci meraviglia neanche che, quando c’è un momento di crisi, anche coloro che debbono i loro scranni elettorali a Salvini si scaglino contro di lui e ne esigano lo scalpo. Neanche fosse una tribù indiana. Poi c’è da dire anche un’altra cosa.

Nessuno è eterno nei ruoli politici, i leader cambiano, ma devono essere leader. Difficile diventare leader: quando qualcuno ha provato a elencare i fattori necessari non c’è mai riuscito. Ora mi domando chi potrebbe essere, nella Lega, un leader che sostituisca Salvini e che riscuota consenso.

Quelli che potrebbero, poiché hanno magari governato bene una Regione, ho l’impressione che non lo vogliano fare, perché ben diverso è il mestiere di amministratore da quello del politico nazionale. Altri che ci aspirano mi sa che faranno la fine dell’aspirapolvere: incamereranno tanta polvere nell’apposito contenitore che poi, a suo tempo, verrà gettata nei cassonetti.

Detto questo, i nostri consigli non richiesti e rivolti alla Lega in modo amichevole non possono che partire da quello di farla finita, e in fretta, di litigare in pubblico, dando soddisfazione a tutti i mezzi di informazione che ormai non parlano d’altro. Fatela finita, fatelo presto, anche se ormai è troppo tardi, ma ancora è possibile.

« Chiudetevi in una stanza», discutete lì, fatelo energicamente, non uscite da quella stanza finché non avete uno straccio di idea da proporre per la campagna elettorale ai vostri potenziali elettori. Non lanciatevi i fumogeni a vicenda, perché poi nella nebbia andate a battere la testa contro il muro e vi fate male.

Salvini ha sbagliato? Certamente ha fatto degli errori, lo sa anche lui, e questo lo ha portato a chiudersi in sé stesso troppo e a non tenere in debita considerazione quello che stava accadendo: non solo l’erosione dei voti, molti dei quali verso quel Vannacci che credo si sia pentito mille volte di averlo imbarcato, ma anche quello che era prevedibile all’interno.

Non ci sono solo gli Schettino comandanti, ci sono anche gli schettino mozzi, sotto mozzi e sotto sotto mozzi che in questi casi sanno tutto, avevano previsto tutto, non avendo previsto un bel cazzo di nulla e abbandonano la nave, versando fiumi di saliva verso i potenziali leader.

La Lega senza leader rischia di perdersi tra Vannacci e le «cadreghe»

Nella Lega, tra chi versa saliva dalla bocca e chi aspira polvere, e anche persone di un certo livello, ebbene dalla loro bocca non c’è stata fatta la gentilezza di sentire un contenuto, ma solo questioni di direzione del partito, di gestioni collegiali, insomma di cadreghe, come diceva il compianto Bossi.

E chi dice che ormai gli argomenti della Lega appartengono alla propaganda di Vannacci sbaglia e di grosso. Alcuni argomenti sono irricevibili. Ma altri, a partire dalla sicurezza, sono di un’attualità imbarazzante per il centrodestra e possono essere comunicati in modo molto diverso e forse anche concorrenziale con quello di Vannacci.

Certo, bisogna metterci il cervello, pensare i contenuti, pensare alla loro comunicazione e agire di conseguenza. Questo è il problema fondamentale, e non sono certo che se Salvini ricominciasse a parlare un linguaggio alternativo a Vannacci, sia comunicativamente che contenutisticamente, non potrebbe riguadagnare consensi.

La Lega decide che non deve essere Salvini. Bene, scelga un altro, ma chiunque egli o ella sia, sappia che o propone contenuti in un linguaggio comprensibile e conforme alle attese dell’elettorato oppure porterà la Lega a perdere ulteriormente voti e consensi.

Ci vuole coraggio, ma un coraggio fatto di contenuti che non siano pensati per cambiare leadership, ma per andare incontro ai bisogni dei cittadini.

Non è difficile stilare un ordine del giorno da affrontare in quel conclave laico. Non serve e non sarebbe disposto all’uso lo Spirito Santo. Basta usare la ragione che il buon Dio ha dato in modo magari non democratico, ma a tutti.

E ove qualcuno volesse entrare in quella stanza-conclave senza dimostrare di avere uno straccio di idea su quell’ordine del giorno, ebbene a tutti questi sia intimato l’extra omnes.

Sicurezza, tasse, Europa e migranti: gli argomenti per ripartire

L’ordine del giorno non è difficile da scriversi. Riforma del sistema fiscale complessiva e non a pezzi e bocconi; riforma della governance europea, tale tale da rendere l’Europa un soggetto politico che oggi non è; sicurezza urbana e dei luoghi divenuti terra di nessuno come le stazioni delle grandi città, ma anche delle piccole e delle medie; politiche migratorie vista la crisi che attraversano tutti i Paesi europei, che si sono resi conto di quanto Salvini fece da ministro dell’Interno e di quanto è stato fatto da questo governo; proposte in merito al debito pubblico, che certamente non può essere risolto a livello nazionale, ma che deve essere affrontato in sede europea; questione delle politiche economiche da compiersi in deficit superando i vincoli fissi dell’Europa verso vincoli elastici, che tengano conto di volta in volta delle esigenze dei singoli Paesi.

A Pontida serve una Lega con idee chiare, non una guerra per la leadership

Sono solo degli esempi, ma già questo sarebbe più che sufficiente per arrivare all’incontro simbolico di Pontida e presentarsi seriamente al popolo leghista che lì sarà presente.

O i leghisti si decidono a mangiare questa minestra, o finiscono tutti fuori dalla finestra. E sotto la finestra non c’è solo Vannacci, ma anche altri.

Claudimini in conclave.

Amen

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