«Resto per garantire la democrazia». Il delirio di Merz orfano di consenso
Dopo il doppio flop del partito, il cancelliere fa la morale al popolo: no agli estremisti.
Dopo il doppio flop del partito, il cancelliere fa la morale al popolo: no agli estremisti.
Declassata la Francia per il bilancio in rosso e l’instabilità politica. Se dovesse vincere la sinistra, la nascita di una coalizione repubblicana arlecchino contro il Fronte nazionale della Le Pen ci porterebbe direttamente in una fase di caos economico.
Un documento dell’intelligence della Guardia civile ribadisce il ruolo attivo del Marocco nell’assalto di fine luglio. I sindacati di polizia denunciano: ritorsioni dal ministero contro gli autori del rapporto.
Il leader della sinistra francese Mélenchon vuole cancellare il debito detenuto dalla Bce (come la Lega nel 2018), violando le regole. Anche Le Pen, l’altra papabile per l’Eliseo, è euroscettica. E il primo partito tedesco parla apertamente di uscita dalla valuta comune.
Non meraviglia che chi deve i propri scranni a Salvini ora lo attacchi. Il segretario può aver sbagliato, e non solo su Vannacci, eppure non vedo altri leader pronti. Per il bene del Carroccio e del centrodestra, il partito la smetta con le interviste e si chiuda in conclave.
Per il ministero dell’Interno, Vincenzo Cuomo (Pd) non poteva entrare in giunta perché era ancora sindaco di Portici. Pressing di Fdi: «Ora decadenza immediata».
Inflazione e incertezza politica spingono i titoli di Stato (soprattutto a 30 anni) di Usa, Giappone, Uk e Germania sui massimi. I prestiti variabili hanno già incorporato un rialzo (0,25%) della Bce.
Record annuale al 4,6% degli interessi sui bond Usa: salgono i timori per l’inflazione causata dalla guerra, +3,5% per il petrolio. La crisi di Keir Starmer fa invece volare al 5,2% i decennali britannici. I costi degli Stati appaiono sempre meno sostenibili, Borse ko.
Giancarlo Giorgetti non sa più come dirlo: in un momento di crisi come quello che sta attraversando praticamente l’intero pianeta, con la guerra di Usa e Israele contro l’Iran, con la conseguenza del blocco dello Stretto di Hormuz, che sta…
La crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente comporta due possibili conseguenze dense di rischi: da un lato una crescita dell’inflazione, legata all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei trasporti che si riflette sui prezzi al consumo. Dall’altra…
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.