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Matteo Salvini (Imagoeconomica)

A inizio settimana sembrava che saltasse la Lega. A ridosso del weekend si vede all’orizzonte uno spiraglio di pace. Nel mezzo due affondi di Paolo Del Debbio sulla Verità che invitava i big del Carroccio a non fare come il Pd, ovvero sfidarsi sui giornali a colpi di interviste, e di rinchiudersi in un conclave per trovare la «quadra» di bossiana memoria, magari prima di Pontida fissata per il 20 settembre, ma soprattutto in vista della Politiche del prossimo anno. Senza una Lega forte e presente, infatti, l’intero centrodestra rischierebbe di andare in difficoltà. Vannacci o non Vannacci.

E ieri due pezzi grossi lumbard come il presidente della Regione, Attilio Fontana, e il segretario della Lega in Lombardia, Massimiliano Romeo, hanno un po’ deluso chi sognava l’annuncio di nuove correnti o addirittura peggio.

Niente di tutto ciò, anzi. Ospiti alla Versiliana hanno usato toni più dialoganti e meno ultimativi su Salvini. Accolti anche da contestatori al grido di «il Capitano non si tocca», non hanno chiesto la testa del segretario ma proposto una decisione più nordista e più collegiale del partito, coinvolgendo maggiormente «i governatori e i sindaci».

Fontana e Romeo: più spazio a governatori e territori

«Siamo disponibilissimi a trovarci prima di Pontida e trovare un nuovo assetto», hanno detto il presidente dei senatori leghisti e il governatore lombardo. «L’ho detto a Salvini: quando c’è una spinta di rinnovamento la devi cavalcare tu.

Quando c’è un amico che sta andando a sbattere la testa contro il muro, se sei suoi amico gli dici “guarda che stai andando a sbattere, correggi il tiro”», ha aggiunto Romeo. E Fontana ha sottolineato che con il segretario «stiamo già parlando. Serve una soluzione che cambi l’aspetto anche esteriore della Lega».

Sempre il presidente della Regione più importante d’Italia ha poi aggiunto: «Non è nelle nostre ragioni attaccare il segretario Salvini», ma «da leghisti che stanno sul territorio abbiamo rappresentato le difficoltà che in questo momento vive il movimento» con «sondaggi impietosi.

Noi vogliamo solo evidenziare i problemi e riaffrontare temi da sempre cavalli di battaglia e forse un po’ dimenticati, come il Nord che non si può dimenticare». Comunque «io non ho nessuna ambizione di incarico nel partito, sono contento del mio ruolo che spero di continuare a svolgere per i prossimi due anni, voglio solo che la Lega arrivi forte alle prossime elezioni», ha specificato Fontana.

La proposta ufficiale di accordo l’ha fatta Romeo: serve «coinvolgere Zaia e i governatori che hanno maggior appeal sul territorio. Si possono fare tutte le narrazioni che vuoi, ma quando tra i militanti ti dicono che così “la Lega non va e non vi votiamo più” penso che la prima cosa da fare da parte di un dirigente sia quella di far capire al segretario quale è la realtà».

E dunque «la proposta, uscita fuori dal direttivo lombardo, è quella di fare in modo che ci sia la squadra come punto di riferimento. A Salvini abbiamo detto che ci sono le vacanze, pensaci e ci fai sapere…», ha concluso il segretario lumbard, sottolineando che «noi la proposta a Salvini l’abbiamo fatta, stiamo aspettando che la colga».

Salvini apre alla squadra per rilanciare il Carroccio

E il vicepremier che dice? Ieri era a Pinzolo, in Trentino, dove domani sarà protagonista della tradizionale intervista in piazza, nel pomeriggio. Ha seguito alcuni dossier del ministero, ha esternato sul rilancio di Mps, ha sentito Giulia Bongiorno sulla questione femminicidio e sul Codice Rosso dopo il caso Terrin, e ha lavorato alle proposte sulla legittima difesa, lui che fra i pochi spesso va a trovare Mario Roggero in carcere.

Ecco, non ha invece seguito la Versiliana. Dal suo entourage fanno però sapere che il coinvolgimento della squadra è scontato e mai è stato messo in discussione: sicuramente governatori ed ex governatori saranno coinvolti. Salvini come sempre lavora per unire, fanno sapere.

E per unire, Romeo, ha riproposto infine un vecchio impianto di Umberto Bossi, ovvero un Carroccio confederale diviso in tre realtà. «Parlando con molti esponenti anche della Lega del Sud, sono i primi che mi dicono “se ci chiamassimo Lega Sud” potremmo riuscire a sfondare molto di più. Quindi l’idea», ha argomento il capogruppo a Palazzo Madama, «è di fare una confederazione, Lega Nord, Lega Centro, Lega Sud, dove i territori sono i protagonisti, poi quando ci si presenta a livello nazionale si è Lega. Alla fine io non vedo che sia una cosa così rivoluzionaria», ha sottolineato Romeo. Da capire se Matteo Salvini vuole fare la rivoluzione oppure no.

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