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Steve McCurry: angoli del mondo  in mostra a Parma

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Steve McCurry in mostra a Parma
Agra, Utar Pradesh, India, 1999 ©Steve McCurry

Dall’India alla Cambogia, dall’Afghanistan al Pakistan, sino a 12 aprile 2026 le sale di Palazzo Pigorini a Parma ospitano una grande mostra dedicata Steve McCurry, nome importante della fotografia contemporanea. Fra ritratti, paesaggi e squarci di vita quotidiana, esposte le immagini più belle realizzate in ogni angolo del mondo in oltre quarant’anni di carriera.


Chi di noi, almeno una volta, non si è imbattuto negli occhi grigio verdi di quella splendida bambina afghana che, a metà tra lo spaventato e l’attonito, guardano dritti qualcuno o qualcosa? L’immagine è iconica, talmente straordinario da guadagnarsi l’appellativo di Monna Lisa afghana e dal lontano 1985, quando fu scelta per la copertina del numero di giugno della nota rivista National Geographic, non solo è diventata una sorta di simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta, ma anche lo scatto che ha regalato eterna notorietà al suo autore, il fotoreporter (anche se lui ama definirsi storyteller) statunitense Steve McCurry , dal 1986 membro della prestigiosa agenzia Magnum e autore di straordinari reportage in ogni parte del mondo, dall’India all’Afghanistan , dal Myanmar all’Africa, dalla Cina alla Cambogia, passando per Cuba, il Sud America e il Giappone.

Viaggi avventurosi, spesso pericolosi, fuori dalle rotte comuni, alla ricerca di realtà nascoste e di umanità dimenticate. Viaggi che documentano guerre e le loro tragiche conseguenze, che Mc Curry coglie nei volti tristi e disperati di bambini, donne e uomini, segnati nel corpo e nello spirito, esuli lontani dalle loro terre e relegati nei campi profughi ; ma anche viaggi che raccontano di luoghi remoti, di usi, costumi e tradizioni che il suo occhio attento ed esperto ha colto nella loro straordinaria bellezza di colori densi e accesi, che sembrano trasmettere suoni, odori e profumi. Scatti talmente perfetti da sembrare irreali ( e per questo criticati dai molti suoi detrattori, che lo accusano di fare un uso eccessivo della post produzione), così forti e potenti da arrivare immediatamente ai sensi di chi le osserva, che superano i confini geografici e sociali e vanno oltre le diverse etnie, le latitudini e le longitudini, per parlare un linguaggio universale, fatto non di parole ma di immagini.

Ad animare Mc Curry non è solo la passione smisurata per il proprio lavoro (che coincide con la sua stessa vita…), ma anche la speranza che i suoi lavori possano far prendere coscienza (e anche smuovere le coscienze..) del mondo in cui viviamo, della sua bellezza ma anche delle sue contraddizioni e dei suoi rapidi cambiamenti («… la fotografia, anche se piccola, può avere un ruolo importante nell’alzare l’attenzione e incoraggiare la riflessione…la mia speranza è quella che possa far risplendere una luce su chi siamo e approfondire la nostra conoscenza di un mondo in continuo cambiamento…», ha dichiarato in una recente intervista). Instancabile viaggiatore («Il solo fatto di viaggiare e conoscere culture diverse mi dà gioia e una carica inesauribile»), ogni sua avventura si è «tradotta » in libri, volumi, mostre allestite in ogni parte del globo, tantissime e seguitissime. E se anche, diciamolo, Mc Curry è ’ inflazionato, visto e stravisto, ogni sua mostra è un regalo agli occhi e al cuore. Proprio come la monografica allestita a Parma, nelle sale di Palazzo Pigorini, celebre per essere stato a residenza del poeta Angelo Mazza e dell’esploratore Vittorio Bottego ( che immagino avrebbe sicuramente apprezzato i lavori del reporter di Philadelphia…).

La Mostra

Curata da Biba Giacchetti, esperta conoscitrice dei lavori di McCurry, il percorso espositivo è un’alternanza di immagini iconiche (in primis, la già citata Afghan Girl ) e di scatti meno visti, di foto che incantono ( come lo straordinario Tāj Maḥal riflesso nel’acqua) e di scene che impressionano e fanno riflettere ( come il bambino peruviano che piange mentre si punta il revolver alla tempia). Immagini, tante, che risaltano sulle pareti color pastello delle sale e si susseguono come una storia scandita non dal tempo ma dalle emozioni, accostate per affinità di soggetti e atmosfere, come se fili invisibili legassero fra loro luoghi e persone distanti anni luce. A colpire particolarmente i volti, potenti concentrati di storie, emozioni, dolore, speranza, paura e bellezza. Volti che ti guardano e sembrano parlarti, che mettono a nudo la loro anima per arrivare al cuore: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te», ha raccontato lo stesso McCurry nel corso di un'intervista.

Personalmente, di questo grande Maestro che amo moltissimo, ho visto mostre un po’ ovunque, in Italia e all'estero. Non ho visto tutto - ovviamente e purtroppo - ma sicuramente ho avuto la fortuna di ammirare i suoi reportage più famosi e i suoi lavori più noti, quelli entrati «prepotentemente» e di diritto nell’immaginario collettivo, quasi «patrimonio dell’umanità». E poco importa se ho visto dieci volte la ragazza afghana, i templi indiani, le donne del Bengala o le strade sconnesse dell’Havana: Mc Curry ogni volta sa sorprendermi e incantarmi. E poi, come dicevano i latini, repetita iuvant...

Angkor, Cambogia, 1999 ©Steve McCurry

Raid e blocco navale per piegare Teheran
Friedrich Merz e Donald Trump (Ansa)
Trump ha fretta di chiudere la partita con l’Iran e non esclude di superare lo stallo con più pressione economica e militare. Poi un’ulteriore frecciata a Merz: «Dedichi più tempo a porre fine alla guerra in Ucraina e a risanare il suo Paese in rovina».

Continua a rivelarsi incerto il destino del processo diplomatico iraniano. Donald Trump punta innanzitutto a mantenere alta la pressione economica sul regime khomeinista, confermando il blocco navale imposto ai porti della Repubblica islamica.

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Moina di Mattarella al governo: «Piano Mattei ok»
Sergio Mattarella (Ansa)
Il capo dello Stato, in visita alla Piaggio di Pontedera, fa una carezza all’esecutivo lodando la politica di cooperazione con i Paesi africani sul tema dell’immigrazione.

E il terzo giorno Sergio Mattarella vide che scaricare su Carlo Nordio la colpa del caso Nicole Minetti non era cosa né buona né giusta. Così, improvvisamente, lodò il governo sulle politiche migratorie e sul piano Mattei per l’Africa.

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  • Condanna del premier per il sequestro delle navi, con 24 italiani a bordo, in acque internazionali vicino Creta. Le opposizioni, che fischiettano sulla rigidità di Bruxelles sul deficit, ora pretendono un’informativa in Aula.
  • I 175 attivisti arrestati in mare saranno rilasciati in Grecia. Itamar Ben Gvir contrario. Atene: «Noi mai consultati».

Lo speciale contiene due articoli

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Riviste le accise sui carburanti: il prezzo della benzina sale a 1,9 euro
Imagoeconomica
Stanziati 500 milioni fino al 21 maggio: verde ridotta di 5 centesimi, 20 per il diesel.

Il governo italiano proroga il taglio delle accise, ma questa volta con modalità differenziate rispetto ai provvedimenti precedenti. L’intervento, approvato ieri in Consiglio dei ministri, avrà una durata più limitata, durerà 21 giorni (fino al 21 maggio), e sarà strutturato in modo differenziato tra benzina e gasolio. In particolare, il gasolio riceverà un taglio di 20 centesimi al litro, mentre la benzina di soli 5 centesimi. Il taglio sarà finanziato con le sanzioni dell’Antitrust e l’extragettito Iva.

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