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Stellantis crolla: l’elettrico costa 22 miliardi

Il gruppo perde il 24% in una sola seduta e brucia 6 miliardi di capitalizzazione per i maxi oneri dovuti al cambio di strategia sul green. Lo stop ai dividendi è una brutta tegola anche per Jaki che negli ultimi anni con Exor aveva portato a casa 2 miliardi.

Il venerdì nero di Stellantis è tutto in due numeri: -24% in Borsa e 6 miliardi di euro bruciati in una sola seduta. Ma il fatto che l’indice generale di Piazza Affari abbia comunque chiuso invariato è il segno di quanto l’ex Fiat conti ormai poco in Italia. Ad affondare il titolo sono stati i conti del secondo semestre 2025, i costi straordinari per ripensare tutta la strategia sui motori elettrici, la sospensione del dividendo per il 2026 e la mancanza di un aumento di capitale, sostituito da un bond ibrido da 5 miliardi. La colpa? In gran parte degli errori strategici di Carlos Tavares, fanno capire i vertici del gruppo olandese, che pero è stato fatto fuori 15 mesi fa con una ricca buonuscita.

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Gino Paoli cambiò la musica italiana usando il pennello
Gino Paoli (Getty Images)
Fu uno dei massimi esponenti della scuola genovese, firmando pietre miliari come «Il cielo in una stanza». Ma uno dei risvolti meno noti è che partì dalla pittura, esperienza che donò ai suoi testi la potenza delle immagini: fissava i piccoli dettagli di vita e amore.
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«Siamo un Paese di bastardi: quando hai un problema finisci emarginato»
Giovanni Scialpi
Il cantante è stato nove anni senza musica per curare la madre con l’Alzheimer: «Campavo grazie alla pensione dei genitori».

«Tutte le volte che vado in televisione mi fanno piangere, sono sempre cose strappalacrime». «Il discorso è che ci sono argomenti che, nonostante siano passati anni, sono sempre…». Certo, sensibili, come lo è Giovanni Scialpi, classe 1962, in arte Scialpi, mito della generazione dei giovani degli anni Ottanta. A un certo punto della sua vita il cantautore ha lasciato il mondo della canzone per stare vicino alla madre, Giuseppina, colpita dalla malattia di Alzheimer, per darle presenza e cure. Ciò l’ha fatto per molti anni, rinunciando a esibirsi e mettendosi a repentaglio dal punto di vista economico. Gesto nobile, verrebbe da dire, ma ha ragione lui. Che c’è da stupirsi? Si tratta di un atto che dovrebbe essere vissuto come normale e dovuto. Un gesto permanente di cura.

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Iliad cresce in Italia: nuovi utenti mobile e fibra in aumento
Benedetto Levi, amministratore delegato Iliad Italia (Ansa)
Il 2025 conferma Iliad come il principale operatore in crescita in Italia. Con oltre 13 milioni di utenti tra mobile e fisso, Wi-Fi tra i più veloci del Paese e free cash flow triplicato, l’azienda registra un’espansione solida nonostante la forte concorrenza nel settore.
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L’Agcom detta legge anche su Internet. Mettendo a rischio la libertà di parola
Imagoeconomica
Ha ragione Belpietro a prendersela col Garante. Ma la Rete non è immune dal suo controllo, che apre a derive orwelliane.

Nel suo articolo del 19 marzo dove si lamenta di par condicio e Agcom, Maurizio Belpietro ha ragione su quasi tutto. La par condicio è una scemenza. Il bilancino con cui Agcom misura i minuti concessi a questo o a quell’ospite televisivo è una reliquia del pensiero di Scalfaro, uomo convinto che gli italiani fossero incapaci di cambiare canale. Belpietro ha ragione quando dice che sui social si discute liberamente, senza che nessuno si preoccupi di quanti siano i post a favore del Sì o del No al referendum sulla giustizia. E ha ragione quando invoca l’abolizione di un’Authority che infligge multe se si sfora di qualche minuto in tv.

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