
Era, a quanto sta emergendo, un violentatore seriale il gambiano che, all’alba di domenica scorsa, ha stuprato una sessantenne nel parco di Tor Tre Teste. È stato reso noto, infatti, che tra le vittime dell’immigrato c’è anche una donna di 44 anni, violentata a una fermata d’autobus in via Prenestina nella nottata di martedì scorso. E chissà che, prima di questi due crimini, l’uomo non abbia lasciato sulla sua strada altre vittime.
Il gambiano, arrestato dai carabinieri proprio martedì, qualche ora dopo la seconda violenza, ha 26 anni, è muratore per una ditta edile di Guidonia Montecelio e residente ad Anzio. È inoltre in regola con il permesso di soggiorno, avendo in tasca una protezione internazionale. Era arrivato in Italia nel 2016. Non è stato ancora reso noto il nome.
Anche la seconda vittima, come la prima, lo ha riconosciuto dalle foto che le sono state mostrate dai carabinieri dopo che si era fatta medicare al Policlinico Gemelli. Era stato proprio il personale dell’ospedale romano a far partire una richiesta al 112 dopo aver visitato la donna. «Mi ha chiesto una sigaretta, poi mi ha trascinata in un vicolo dietro via Prenestina e mi ha violentata su un cumulo di rifiuti», ha raccontato la donna.
La prima vittima, invece, era stata aggredita mentre portava a spasso il cane la mattina presto: «Mi ha detto che se avessi gridato per chiedere aiuto mi avrebbe tagliato la gola».
Il cerchio attorno all’uomo si era andato stringendo ogni ora di più, anche perché aveva rubato alla sua prima vittima un telefonino, di proprietà del figlio, senza minimamente preoccuparsi del Gps attivo, con cui i militari lo avevano rintracciato. Era infine stato bloccato nei pressi della stazione Termini. Sfortunatamente troppo tardi per impedire che, qualche ora prima, riuscisse a compiere la sua seconda violenza, nel corso del suo folle peregrinare nella capitale.
La testimonianza della seconda donna è stata peraltro ricca di dettagli utili a rintracciare il criminale, a cominciare dagli indumenti da lui indossati. Grazie alla precisa denuncia fornita dalla donna, i carabinieri hanno ricostruito un identikit dell’uomo e lo hanno ricondotto alla stessa persona che, poche ore prima, era stata fermata dai militari.
I carabinieri della stazione di Monte Mario, su disposizione della Procura della Repubblica, hanno denunciato il gambiano e lo hanno portato nel carcere romano di Regina Coeli. L’uomo ha già confessato lo stupro di Tor Tre Teste, adducendo come scusante il fatto di essersi drogato con del crack, che aveva acquistato poco prima al Quarticciolo, altro quartiere far west, dove pusher e immigrati la fanno da padrone ma dove la sinistra protesta solo contro immaginarie strette securitarie. Quando si dice le priorità.






