«Speranza nascose al Parlamento la reale efficacia dei vaccini»

L’inganno vaccinale nei confronti degli italiani da parte dell’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato smascherato ieri nel corso dell’audizione in commissione Covid dei rappresentanti di Condav Odv (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino). L’avvocato Mauro Sandri ha ripercorso i passaggi del piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2, che doveva garantire il massimo livello di copertura vaccinale sul territorio nazionale, rivelando le «manipolazioni» dell’allora ministro e il via libera a somministrazioni di vaccini «per un’indicazione diversa da quella per cui erano stati approvati».
L’avvocato ha ricordato che già a ottobre 2020 uno studio di Peter Doshi pubblicato sul Bmj rivelava che «nessuno degli studi attualmente in corso è progettato per rilevare una riduzione di esiti gravi come ricoveri ospedalieri, utilizzo della terapia intensiva o decessi. Né i vaccini vengono studiati per determinare se possono interrompere la trasmissione del virus». Infatti Agenzia europea del farmaco e Commissione Ue non hanno mai autorizzato l’uso di vaccini per la funzione di prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2.
Speranza non poteva non saperlo, eppure il 2 dicembre 2020 informava il Parlamento di avere opzionato dosi ingenti di vaccini «prima di conoscerne l’esatta funzione e, quindi, prima di verificare che essa collimasse con quella effettivamente stabilita dal legislatore. Il Parlamento è stato indotto in errore da una falsa prospettazione della realtà normativo-scientifica e su tale errore ha votato l’informativa», ha tuonato Sandri. Il 2 gennaio 2021, l’allora ministro della Salute emanava un decreto non regolamentare, definendolo in modo formale «Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2». All’articolo 1, comma 2, del decreto, ribadiva che il piano era finalizzato al contenimento dell’epidemia da Sars-CoV-2, confermando di avere ben compreso l’obbligo di adottare vaccini con questa specifica funzione. Tuttavia, all’articolo 2 compariva un’aggiunta: «Vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19» e nel decreto venivano elencati solo marche e produttori di vaccini anti-Covid-19. In allegato, nei documenti, nei provvedimenti successivi Speranza ha continuato ad abbinare, sovrapponendole, le nozioni di Sars-CoV-2 e Covid-19. «Con tale espediente ha modificato di nuovo il contenuto dell’originaria dicitura unica Sars-CoV-2 espressa nella legge di delega n. 178/2020», precisava l’avvocato in audizione. Il risultato sono stati piani strategici vaccinali «in violazione del pilastro scientifico della netta differenziazione tra agente virale e malattia, come esplicitata dall’Oms e dalla comunità scientifica».
Le raccomandazioni e soprattutto gli obblighi vaccinali per diverse categorie di lavoratori e per gli over 50, le scellerate politiche dei green pass riguardavano vaccini autorizzati per altra diversa funzione, di prevenzione della malattia Covid-19. Un vaccino per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2 evita al ricevente di essere contagiato dal virus e di diventare a sua volta contagioso verso terzi. Un vaccino anti-Covid-19, invece, può svolgere la funzione di proteggere chi lo riceve dall’insorgenza della malattia, ma non impedisce che lo stesso si contagi e che contagi altri.
L’inefficacia dei vaccini a contrastare la diffusione dell’infezione Sars-CoV-2 era stata segnalata alle autorità politiche dal Comitato tecnico scientifico (Cts) già nel verbale 4 di marzo 2021, cioè il giorno precedente l’introduzione dell’obbligo vaccinale. Invece, «nei corpi dei cittadini italiani sono stati iniettati vaccini aliud pro alio rispetto a quelli stabiliti come obbligatori dal Parlamento. Per tale motivo si ritiene che effetti avversi verificatisi come conseguenza di un obbligo illegittimo si possano imputare a responsabilità dell’ex ministro della Salute», ha dichiarato Sandri.
Ricordando che mentre le stesse aziende produttrici di vaccini rendevano noto che dai loro test avevano escluso persone immunocompromesse, donne in gravidanza o in allattamento «le autorità politiche dell’epoca mentirono agli italiani, asserendo che l’inoculazione sarebbe servita a interrompere la trasmissione del virus», ha affermato Lucio Malan, presidente dei senatori di Fdi e componente della commissione Covid. «Non si tratterebbe di un semplice caso di incompetenza, ma di un vero e proprio stato di illegalità […] Da questo episodio deriverebbero responsabilità gravi di natura politica, erariale, penale in capo all’ex ministro Speranza che vanno approfondite», fa sapere Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fdi in commissione Covid.
Sandri ieri ha chiesto al ministro della Salute Orazio Schillaci di disporre una ispezione presso la Procura della Repubblica di Roma. Afferma che malgrado le numerose denunce, presentate anche nei confronti di Speranza, nulla si è mosso. La richiesta è di «accertare se i magistrati titolari dei fascicoli in oggetto svolgano correttamente la funzione magistratuale o stiano, piuttosto, favorendo la commissione di reati». Un pensiero a chi soffre come conseguenza delle somministrazioni imposte è stato rivolto da Francesco Ciancitto, vicepresidente della commissione Covid, dopo la testimonianza di Nadia Gatti, presidente del Condav Odv, che ricordava il dramma di persone già danneggiate da altri vaccini e comunque costrette a inocularsi anche l’anti Covid. Il deputato ha tenuto a far sapere che «Fdi è al fianco, concretamente e non a parole, di chi vuole legittimamente vedere affermato il proprio diritto al risarcimento per i danni di salute subìti».






