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Sala si gioca il mandato con le Olimpiadi e gli scandali del Cio rischiano di favorirlo

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Sala si gioca il mandato con le Olimpiadi e gli scandali del Cio rischiano di favorirlo
Ansa
  • Il sindaco di Milano attende il 24 giugno, giorno in cui verranno assegnati i giochi del 2026, come data spartiacque del suo mandato.
  • Il capoluogo lombardo pare essere in vantaggio di una manciata di voti. Gli equilibri precari all'interno del comitato possono favorire la candidatura italiana che vanta un dossier più corposo rispetto all'avversaria Stoccolma.
  • In Svezia si è dimesso il presidente della società che gestisce gli impianti sciistici per un «comportamento inappropriato». Al Paese scandinavo non resta che puntare sullo storytelling modello Greta Thunberg.
  • Già a partire dai giochi invernali di Pechino 2022 saranno introdotte sette nuove discipline: dallo snowboard cross a squadre al monobob femminile.

Lo speciale contiene quattro articoli.



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Promossi e bocciati: le pagelle della A
Lautaro Martinez e Francesco Pio Esposito (Ansa)
  • Il Milan si gode Modric splendido quarantenne, ma l’asso è Pulisic. Lautaro tiene l’Inter sulle spalle, a Napoli McTominay sempre più leader. Gli emergenti: oltre al «solito» Paz, Ramon, Palestra e Atta. Fra i pali vola Svilar.
  • Gudmundsson, Fagioli e Comuzzo: mezza Viola è da cestinare. Gimenez puntero triste per il Diavolo, Tavares non è più la locomotiva della Lazio. Koopmeiners ancora trasparente ma il peggiore è Morata: naufragato nel Lario.
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La vera prevenzione al di là di Big Pharma
iStock

Quattro esperti indicano la via per aggiustare le derive nefaste della medicina: si è ridotto tutto a farmaci ed esami strumentali (spesso sbagliati o inutili), dicono, ignorando fattori decisivi come lo stile di vita, l’alimentazione e l’infiammazione cronica.

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La Ue ha spalancato le porte e adesso la Tunisia produrrà più olio d’oliva dell’Italia
iStock
Dopo i dazi zero per aiutare i contadini di Tunisi, ecco la beffa: lo Stato nordafricano sale al secondo posto, dietro la Spagna, ed è pronto a invaderci di alimenti low cost.

Non è petrolio, ma gli assomiglia: è l’oro verde e sta scatenando una «guerra» commerciale nel Mediterraneo innescata dalla miopia dell’Ue e dalla concorrenza sleale che è tollerata dalla Commissione europea. A cui si aggiunge un cinismo di corto respiro dei nostri operatori. Nei governatorati di Sidi Buzid e Karuian dove è stata implementata sull’esempio e con capitale spagnolo la coltura iperintensiva, nella zona di Djerba e Sfax dove ancora lavorano gli antichi frantoi è tempo di raccolta delle olive. La Tunisia diventa il secondo produttore mondiale di olio d’oliva: mezzo milione di tonnellate spremute dalla raccolta di cento milioni di alberi piantati su due milioni di ettari. È olivicoltura di pianura a costi molto bassi. La Tunisia ha deciso di fare dell’olio il suo petrolio. Due settimane fa i ministri del Turismo e dell’agricoltura hanno varato un piano per creare a Chaâl, Enfidha e Biserta itinerari e ospitalità legate all’oleo-turismo. Nonostante questo boom l’Ue mantiene intatto l’accordo che consente alla Tunisia di esportare in Europa a dazio zero il 12% della sua produzione fino a 57.000 tonnellate. Ma è un limite facilmente aggirabile perché se l’olio che entra in Europa è destinato alla riesportazione non ci sono limiti.

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Dimmi La Verità | Santomartino: «Il punto sulla situazione internazionale a partire dall'Ucraina»

Ecco #DimmiLaVerità del 2 gennaio 2026. Con il generale Giuseppe Santomartino facciamo il punto sulla situazione internazionale a partire dall'Ucraina.

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