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2022-11-25
Il deputato si sospende dal gruppo. Va in frantumi l’alleanza Verdi-Si
Da sinistra: Aboubakar Soumahoro, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Imagoeconomica)
«Lo conosciamo bene, Soumahoro. Stava nelle Usb, è andato via perché voleva fare carriera in politica. Ci ha provato invano col Pd, poi Verdi e Sinistra italiana hanno abboccato»: così un esponente autorevole della sinistra radicale racconta alla Verità che tutte le potenziali grane che Aboubakar Soumahoro portava con sé erano stranote.
Ieri, alla fine del secondo tempo dell’incontro con i vertici di Alleanza Verdi-Sinistra, Soumahoro si è autosospeso dal gruppo parlamentare rossoverde: «Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro», spiegano attraverso una nota Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Luana Zanella, i due leader dell’alleanza e la capogruppo di Avs alla Camera, «per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato. Aboubakar Soumahoro ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo», aggiunge il comunicato, «nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra. Rispettiamo questa scelta che seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci», aggiungono Bonelli, Fratoianni e Zanella, «che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra».
Ombroso, per non dire incavolato come una iena, è certamente Nicola Fratoianni, che si trova a dover fronteggiare il crollo di credibilità del suo partito per una scelta di Bonelli. Ricordiamo, infatti, che al momento della presentazione delle candidature, lo scorso agosto, Verdi e Sinistra italiana si divisero equamente i seggi «blindati», e ognuno dei due soci di questa aggregazione politica scelse una figura che potesse rappresentare un valore aggiunto in termini di immagine. Fratoianni puntò su Ilaria Cucchi, Bonelli su Soumahoro: «Ho il piacere di annunciare», proclamò tutto contento Bonelli lo scorso 10 agosto, «che ha accettato di candidarsi con la nostra alleanza Aboubakar Soumahoro. Sono molto emozionato, è una figura importante che da tanti anni difende gli invisibili. Immaginate, immaginiamo, se a guidare questo paese fosse una persona come Aboubakar». Ci abbiamo provato, a immaginare Aboubakar presidente del Consiglio, e diciamo che la visione non è stata esattamente paradisiaca.
Detto ciò, non certo per infierire su un partitino già devastato da quello che sta succedendo, è nostro dovere registrare che nella parte rossa del partito rossoverde, ovvero Sinistra italiana, un po’ di malumore nei confronti dei compagni di avventura verdi si respira, quantomeno per la leggerezza della candidatura: «Fratoianni», dice alla Verità una fonte molto bene informata dei fatti, «è preoccupato per quello che ancora dovrà accadere, molto preoccupato. Qui ne viene fuori una nuova ogni ora. Il problema non è giudiziario, ma politico e di immagine: per la sinistra italiana è il momento più buio da molti anni». Non solo: Fratoianni non avrebbe assolutamente digerito l’atteggiamento di Soumahoro, che a un certo punto, in piena bufera mediatica, ha scelto di non rispondere più al telefono ai suoi stessi dirigenti di partito.
Chi l’altro ieri era presente alla Camera dei deputati non ha potuto non notare come Fratoianni e Soumahoro si siano spesso incrociati, abbiano sostato a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, senza mai rivolgersi la parola. Al tempo stesso, a quanto ci risulta, l’incontro dei vertici rossoverdi con Soumahoro, andato in scena in due tempi, l’altro ieri sera e ieri pomeriggio, è stato tutt’altro che sereno. A Soumahoro è stato contestato anche il surreale video pubblicato sui social, con lui in lacrime, o almeno così sembra, che dice «voi mi volete morto», non si capisce rivolto a chi.
I soliti maligni sussurrano che l’autosospensione potrebbe essere stata, per usare un eufemismo, suggerita a Soumahoro da Bonelli e soprattutto da Fratoianni, convinti che le rivelazioni sulle coop di famiglia siano tutt’altro che finite. «Con Aboubakar», dice Bonelli all’Adnkronos, «abbiamo avuto un chiarimento lungo e profondo, non una formalità, e abbiamo ascoltato con attenzione cosa aveva da dire. Soumahoro, lo ribadisco, non è indagato ma c’è una questione politica che doveva essere valutata insieme. Ora, diamogli il tempo di contestare i fatti e rispondere anche ai giornalisti». Soumahoro, a questo punto, passerà nel gruppo misto. Poi ci sono diverse ipotesi: o ci resterà fino alla fine della legislatura, o rientrerà in Avs, oppure si accaserà in un altro partito. Quale? La Verità ha sondato gli umori di due formazioni della sinistra, anche quelle estremamente minoritarie, per sapere se c’è la possibilità di «imbarcare» Soumahoro per avere un rappresentante in parlamento. Le risposte sono state un «ma no!» e un «ma neanche per idea». Bando all’ipocrisia: nella variegata galassia della sinistra radicale, la figuraccia rimediata da Verdi e Sinistra italiana è stata accolta con composta ma sincera soddisfazione.
«“Fanpage” ha oscurato lo scandalo»
Michel Rukundo, cognato di Aboubakar Soumahoro, da noi intervistato, ha tenuto a precisare che «Repubblica non è una testata amica». La stessa cosa la pensano i primi ribelli della Lega Braccianti Sambare Soumaila e Alfa Berry che misero in evidenza imbarazzanti incongruenze sui conti della loro organizzazione. Quando parla con noi, Sambare si sfoga. «Lasciate tutti quei problemi del passato, ora io ho un altro guaio a Torretta che devo risolvere, ho bisogno dei giornalisti per risolvere quel problema... non solo quello di Aboubakar. Lasciate quello da parte, ora fa il politico. In passato ho denunciato, hanno bloccato tutti la mia intervista, mo’ la stanno usando contro di lui e ogni minuto mi chiamano da tutto il mondo tutti i giornalisti per Aboubakar».
Che intervista hanno bloccato?«Quella su Aboubakar che avevo fatto sulla raccolta fondi...». Quando l’aveva fatta?«Parecchio tempo fa con Fanpage». E non è stata pubblicata?«Non è stata pubblicata, hanno preso tutte le cose per pubblicarla ma il direttore ha detto di dover verificare e lì è finita, nessuno ha più fatto niente».
«Arrivata questa candidatura di Aboubakar, sono venuti da me… io ho chiesto... e nessuno ha fatto… ora tornate perché Aboubakar si è candidato? Non ho niente da dire. Pubblicate quella vecchia che avete… andate da Fanpage e avrete tutte le cose». Ma la sua lettera originale dov’è?«Ce l’ha Fanpage l’originale perché sono venuti con la nostra fiducia e abbiamo consegnato tutto quello che avevamo». Ma Repubblica l’ha pubblicata… «A Repubblica l’ha data Fanpage. Non l’hanno presa da me. Io non ho più dato nessuna carta a nessuno». Fanpage con Repubblica passando da Formigli e Bianchi con Propaganda Live hanno creato e difeso il deputato con gli stivali. Se da una parte non fanno sconti alla «Lobby Nera» piuttosto che alla premier Giorgia Meloni, dall’altra, prima di scrivere due righe su Soumahoro, hanno dovuto aspettare che scoppiassero le polemiche di questi giorni. La lettera dei ribelli, in sintesi, contiene una domanda alla quale il deputato tutta anema ’e core non ha ancora risposto: «Dove sono finiti i 250.000 euro raccolti per il Covid?».
Tutto ha avuto inizio nel 2019 quando nel Foggiano arriva lui, Aboubakar Soumahoro. Ha intuito di avere carisma e di avere un seguito importante. Lo stipendio del sindacato Usb è dignitoso ma non basta. Suocera e compagna già sono ricche dal 2011 e lui non può essere da meno. Da dipendente è diventato «padrone». Per fare incetta di iscritti, sottraendoli alla Usb che fino a poco tempo prima lo stipendiava, si è affidato a Soumaila Sambare e Alfa Berry. Il primo è un omone alto e robusto che sembra essere uscito dal film Spiriti nelle tenebre. Lui, dentro Torretta Antonacci, se la comanda. Dopo due anni, siamo nel 2021, Soumaila si accorge che Soumahoro è troppo ambizioso e, secondo lui, non aiuta i braccianti ma li usa per i suoi personali tornaconti. Lui e Berry vengono ignorati da tutti ma decidono di scrivere una lettera aperta, quella da loro consegnata a Fanpage nella speranza di vederla pubblicata e far capire che il deputato con gli stivali, in realtà, fosse un grande bluff. I due rappresentano centinaia di braccianti e sono arrabbiati. «Ti abbiamo lasciato fare, dire, raccontare, declamare, rappresentare da almeno due anni, ma adesso basta. Non sei più il benvenuto tra di noi». Ci vanno giù pesanti. Lo accusano di aver messo su squadre di «picchiatori».
«Devi organizzare una squadra di una dozzina di abitanti da Borgo Mezzanone, pagati 50 euro ciascuno per mettere zizzania e casino tra noi. Siamo sempre stati al tuo fianco, sul palco degli stati generali, degli invisibili, della Lega Braccianti e di tutte le altre sigle farlocche che ti sei inventato da quando hai deciso di lasciare il sindacato». Il clima di terrore instaurato dalle squadre ingaggiate dal deputato dei Verdi ha fatto scappare via via tutti quelli che hanno provato a «dare un contributo».
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Tanta fuffa e poca sostanza nella nota a conclusione del faccia a faccia tra l’onorevole con gli stivali e i vertici del partito. Nicola Fratoianni in rotta con Angelo Bonelli. Una fonte: «I nostri guai sono appena all’inizio».L’ex socio della Lega Braccianti attacca: abbiamo consegnato a Fanpage la denuncia sui 250.000 euro spariti, ma non è mai stata pubblicata. Il caso dei «mazzieri» arruolati.Lo speciale contiene due articoli. «Lo conosciamo bene, Soumahoro. Stava nelle Usb, è andato via perché voleva fare carriera in politica. Ci ha provato invano col Pd, poi Verdi e Sinistra italiana hanno abboccato»: così un esponente autorevole della sinistra radicale racconta alla Verità che tutte le potenziali grane che Aboubakar Soumahoro portava con sé erano stranote. Ieri, alla fine del secondo tempo dell’incontro con i vertici di Alleanza Verdi-Sinistra, Soumahoro si è autosospeso dal gruppo parlamentare rossoverde: «Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro», spiegano attraverso una nota Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Luana Zanella, i due leader dell’alleanza e la capogruppo di Avs alla Camera, «per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato. Aboubakar Soumahoro ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo», aggiunge il comunicato, «nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra. Rispettiamo questa scelta che seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci», aggiungono Bonelli, Fratoianni e Zanella, «che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra». Ombroso, per non dire incavolato come una iena, è certamente Nicola Fratoianni, che si trova a dover fronteggiare il crollo di credibilità del suo partito per una scelta di Bonelli. Ricordiamo, infatti, che al momento della presentazione delle candidature, lo scorso agosto, Verdi e Sinistra italiana si divisero equamente i seggi «blindati», e ognuno dei due soci di questa aggregazione politica scelse una figura che potesse rappresentare un valore aggiunto in termini di immagine. Fratoianni puntò su Ilaria Cucchi, Bonelli su Soumahoro: «Ho il piacere di annunciare», proclamò tutto contento Bonelli lo scorso 10 agosto, «che ha accettato di candidarsi con la nostra alleanza Aboubakar Soumahoro. Sono molto emozionato, è una figura importante che da tanti anni difende gli invisibili. Immaginate, immaginiamo, se a guidare questo paese fosse una persona come Aboubakar». Ci abbiamo provato, a immaginare Aboubakar presidente del Consiglio, e diciamo che la visione non è stata esattamente paradisiaca. Detto ciò, non certo per infierire su un partitino già devastato da quello che sta succedendo, è nostro dovere registrare che nella parte rossa del partito rossoverde, ovvero Sinistra italiana, un po’ di malumore nei confronti dei compagni di avventura verdi si respira, quantomeno per la leggerezza della candidatura: «Fratoianni», dice alla Verità una fonte molto bene informata dei fatti, «è preoccupato per quello che ancora dovrà accadere, molto preoccupato. Qui ne viene fuori una nuova ogni ora. Il problema non è giudiziario, ma politico e di immagine: per la sinistra italiana è il momento più buio da molti anni». Non solo: Fratoianni non avrebbe assolutamente digerito l’atteggiamento di Soumahoro, che a un certo punto, in piena bufera mediatica, ha scelto di non rispondere più al telefono ai suoi stessi dirigenti di partito. Chi l’altro ieri era presente alla Camera dei deputati non ha potuto non notare come Fratoianni e Soumahoro si siano spesso incrociati, abbiano sostato a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, senza mai rivolgersi la parola. Al tempo stesso, a quanto ci risulta, l’incontro dei vertici rossoverdi con Soumahoro, andato in scena in due tempi, l’altro ieri sera e ieri pomeriggio, è stato tutt’altro che sereno. A Soumahoro è stato contestato anche il surreale video pubblicato sui social, con lui in lacrime, o almeno così sembra, che dice «voi mi volete morto», non si capisce rivolto a chi. I soliti maligni sussurrano che l’autosospensione potrebbe essere stata, per usare un eufemismo, suggerita a Soumahoro da Bonelli e soprattutto da Fratoianni, convinti che le rivelazioni sulle coop di famiglia siano tutt’altro che finite. «Con Aboubakar», dice Bonelli all’Adnkronos, «abbiamo avuto un chiarimento lungo e profondo, non una formalità, e abbiamo ascoltato con attenzione cosa aveva da dire. Soumahoro, lo ribadisco, non è indagato ma c’è una questione politica che doveva essere valutata insieme. Ora, diamogli il tempo di contestare i fatti e rispondere anche ai giornalisti». Soumahoro, a questo punto, passerà nel gruppo misto. Poi ci sono diverse ipotesi: o ci resterà fino alla fine della legislatura, o rientrerà in Avs, oppure si accaserà in un altro partito. Quale? La Verità ha sondato gli umori di due formazioni della sinistra, anche quelle estremamente minoritarie, per sapere se c’è la possibilità di «imbarcare» Soumahoro per avere un rappresentante in parlamento. Le risposte sono state un «ma no!» e un «ma neanche per idea». Bando all’ipocrisia: nella variegata galassia della sinistra radicale, la figuraccia rimediata da Verdi e Sinistra italiana è stata accolta con composta ma sincera soddisfazione.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/soumahoro-frantumi-alleanza-verdi-si-2658780288.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="fanpage-ha-oscurato-lo-scandalo" data-post-id="2658780288" data-published-at="1669332382" data-use-pagination="False"> «“Fanpage” ha oscurato lo scandalo» Michel Rukundo, cognato di Aboubakar Soumahoro, da noi intervistato, ha tenuto a precisare che «Repubblica non è una testata amica». La stessa cosa la pensano i primi ribelli della Lega Braccianti Sambare Soumaila e Alfa Berry che misero in evidenza imbarazzanti incongruenze sui conti della loro organizzazione. Quando parla con noi, Sambare si sfoga. «Lasciate tutti quei problemi del passato, ora io ho un altro guaio a Torretta che devo risolvere, ho bisogno dei giornalisti per risolvere quel problema... non solo quello di Aboubakar. Lasciate quello da parte, ora fa il politico. In passato ho denunciato, hanno bloccato tutti la mia intervista, mo’ la stanno usando contro di lui e ogni minuto mi chiamano da tutto il mondo tutti i giornalisti per Aboubakar». Che intervista hanno bloccato?«Quella su Aboubakar che avevo fatto sulla raccolta fondi...». Quando l’aveva fatta?«Parecchio tempo fa con Fanpage». E non è stata pubblicata?«Non è stata pubblicata, hanno preso tutte le cose per pubblicarla ma il direttore ha detto di dover verificare e lì è finita, nessuno ha più fatto niente». «Arrivata questa candidatura di Aboubakar, sono venuti da me… io ho chiesto... e nessuno ha fatto… ora tornate perché Aboubakar si è candidato? Non ho niente da dire. Pubblicate quella vecchia che avete… andate da Fanpage e avrete tutte le cose». Ma la sua lettera originale dov’è?«Ce l’ha Fanpage l’originale perché sono venuti con la nostra fiducia e abbiamo consegnato tutto quello che avevamo». Ma Repubblica l’ha pubblicata… «A Repubblica l’ha data Fanpage. Non l’hanno presa da me. Io non ho più dato nessuna carta a nessuno». Fanpage con Repubblica passando da Formigli e Bianchi con Propaganda Live hanno creato e difeso il deputato con gli stivali. Se da una parte non fanno sconti alla «Lobby Nera» piuttosto che alla premier Giorgia Meloni, dall’altra, prima di scrivere due righe su Soumahoro, hanno dovuto aspettare che scoppiassero le polemiche di questi giorni. La lettera dei ribelli, in sintesi, contiene una domanda alla quale il deputato tutta anema ’e core non ha ancora risposto: «Dove sono finiti i 250.000 euro raccolti per il Covid?». Tutto ha avuto inizio nel 2019 quando nel Foggiano arriva lui, Aboubakar Soumahoro. Ha intuito di avere carisma e di avere un seguito importante. Lo stipendio del sindacato Usb è dignitoso ma non basta. Suocera e compagna già sono ricche dal 2011 e lui non può essere da meno. Da dipendente è diventato «padrone». Per fare incetta di iscritti, sottraendoli alla Usb che fino a poco tempo prima lo stipendiava, si è affidato a Soumaila Sambare e Alfa Berry. Il primo è un omone alto e robusto che sembra essere uscito dal film Spiriti nelle tenebre. Lui, dentro Torretta Antonacci, se la comanda. Dopo due anni, siamo nel 2021, Soumaila si accorge che Soumahoro è troppo ambizioso e, secondo lui, non aiuta i braccianti ma li usa per i suoi personali tornaconti. Lui e Berry vengono ignorati da tutti ma decidono di scrivere una lettera aperta, quella da loro consegnata a Fanpage nella speranza di vederla pubblicata e far capire che il deputato con gli stivali, in realtà, fosse un grande bluff. I due rappresentano centinaia di braccianti e sono arrabbiati. «Ti abbiamo lasciato fare, dire, raccontare, declamare, rappresentare da almeno due anni, ma adesso basta. Non sei più il benvenuto tra di noi». Ci vanno giù pesanti. Lo accusano di aver messo su squadre di «picchiatori». «Devi organizzare una squadra di una dozzina di abitanti da Borgo Mezzanone, pagati 50 euro ciascuno per mettere zizzania e casino tra noi. Siamo sempre stati al tuo fianco, sul palco degli stati generali, degli invisibili, della Lega Braccianti e di tutte le altre sigle farlocche che ti sei inventato da quando hai deciso di lasciare il sindacato». Il clima di terrore instaurato dalle squadre ingaggiate dal deputato dei Verdi ha fatto scappare via via tutti quelli che hanno provato a «dare un contributo».
Monica Montefalcone (Ansa)
Ieri le squadre di soccorso nell’arcipelago hanno recuperato il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti. Ancora disperse, invece, le altre quattro vittime di quello che le autorità locali hanno definito il più grave incidente subacqueo nella storia del Paese. Le immersioni di soccorso, considerate di per sé ad alto rischio, sono state interrotte per il maltempo dopo l’una di ieri e riprenderanno oggi.
Dopo il ritrovamento del corpo di Benedetti, il presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, ha espresso su X «le nostre più sentite condoglianze a Sergio Mattarella e al popolo italiano per il tragico incidente». «Siamo profondamente addolorati per questa tragedia», ha detto Muizzu, «e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie del cittadino italiano deceduto, ai quattro italiani dispersi e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo evento. La ricerca dei quattro subacquei ancora dispersi rimane la nostra massima priorità e il governo delle Maldive ringrazia l’Italia per il supporto fornito alle vaste operazioni di recupero in corso».
Sui dettagli delle ricerche è intervenuto portavoce del governo, Mohamed Hussain Shareef, che ha dichiarato che le autorità hanno delimitato l’area di ricerca e che riprenderanno le operazioni non appena le condizioni meteorologiche miglioreranno. Si ritiene che le vittime siano intrappolate all’interno di una grotta a una profondità di 62 metri. «Le condizioni meteorologiche non sono ideali per le immersioni e il mare è molto agitato. Abbiamo inviato nella zona la nostra nave più grande della Guardia costiera e anche i diplomatici italiani sono sul posto», ha dichiarato Shareef. Ha aggiunto che ai turisti non è consentito immergersi al di sotto dei 30 metri. «Verrà avviata un’indagine separata per accertare come questi subacquei siano finiti al di sotto della profondità consentita, ma al momento la nostra priorità è la ricerca e il salvataggio», ha concluso Shareef.
Intanto, anche la Procura di Roma ha fatto sapere che aprirà un fascicolo di indagine in relazione al decesso di cinque cittadini italiani durante un’immersione nel mare delle Maldive. Formalmente i pm capitolini attendono la comunicazione del consolato e, a quel punto, affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi. «Il tempo ieri (giovedì, ndr) al momento dell’immersione era bello, il mare non era perturbato e la visibilità ottima», ha raccontato all’Ansa una delle persone a bordo della safari boat Duke of York da cui si sono tuffati i cinque italiani morti durante l’immersione alle grotte di Alimathà. «Non abbiamo idea di cosa possa essere successo in quegli antri», ha aggiunto, «è presto per fare ipotesi. Bisogna ancora recuperare quattro corpi. Stiamo bene ma sotto choc».
«Io non so cosa sia successo là sotto. Ma è davvero strano che siano morti in cinque. Mia moglie ha fatto 5.000 immersioni. È una esperta, sa cosa fare anche in caso di difficoltà»: Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone, ha appena finito di parlare con l’ambasciata. La figlia Giorgia si doveva laureare tra un mese, laurea triennale di Ingegneria biomedica. Quando ieri ha ricevuto la telefonata dall’ambasciata «mi sono crollate le gambe. E da lì non mi sono fermato un attimo. Ho dovuto dirlo a mio figlio, al fidanzato di Giorgia, ai miei suoceri che abitano poco lontano da qui». Il marito spera che ritrovino i corpi anche perché «di solito Monica quando si immergeva aveva una GoPro. Non so se l’avesse anche l’altro giorno. Se la trovano magari da lì si potrà capire cosa è successo».
In una nota, la Farnesina ha rassicurato sulle condizioni degli altri 20 italiani a bordo del Duke of York che hanno partecipato alla spedizione insieme ai cinque connazionali deceduti. L’ambasciata d’Italia a Colombo sta offrendo loro assistenza e ha preso contatto con la Mezzaluna rossa che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire primo soccorso psicologico per gli italiani ancora a bordo del battello tra cui non si registrano feriti.
Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se i soccorritori potranno raggiungere la barca, che intanto si è spostata in cerca di un approdo sicuro, in attesa dl miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malè. La sede diplomatica è anche in contatto con il gruppo Dan, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei. Dan ha in programma di coordinarsi con le autorità locali per dare supporto sia alle operazioni di recupero delle salme, sia per il rimpatrio delle stesse.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue da vicino situazione connazionali alle Maldive e ha dato indicazioni all’ambasciata e al consolato di tenersi in stretto contatto con le autorità locali. L’isola Alimathà, il luogo delle Maldive dove sono morti i cinque italiani, fa parte dell’atollo di Vaavu, a circa un’ora di motoscafo o 20 minuti di idrovolante dalla capitale Malè.
L’ambasciatore Italiano alle Maldive, Damiano Francovigh, intervistato dalla trasmissione di Rete 4 Diario del giorno, ha spiegato: «La grotta consiste in tre ambienti successivi: sono riusciti (i soccorritori, ndr) a raggiungere i primi due ma non il terzo. Nei primi due non sono riusciti a intravedere i corpi dei connazionali. Anche domani (oggi, ndr) cercheranno di fare un’ulteriore immersione, hanno garantito che domani dovrebbero riuscire a raggiungere l’ultimo degli ambienti quindi verosimilmente vedere i corpi dei nostri connazionali».
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Impossibile quindi? Non proprio. Ed è qui che entra in gioco, anche se sarebbe meglio dire in scena, la nuova Sv Ultra, che rappresenta l’apice del lusso e della distinzione Range Rover, fondendo con eleganza finiture di altissimo livello con tecnologie audio uniche al mondo, per arricchire il legame tra comfort, benessere ed esperienza d’ascolto.
Quest’auto, nella storia di Range Rover, rappresenta un vero e proprio primato visto che si tratta dell’auto più lussuosa e tecnologicamente avanzata di sempre realizzata da questa casa automobilistica. La gamma di tecnologie audio coinvolgenti della Range Rover Sv Ultra, infatti, include il rivoluzionario sistema Sv Electrostatic Sound, che trasforma l’abitacolo in una sala da concerto, affiancato dai Body and Soul Seats (Bass) e dal Sensory Haptic Floor.
Uno dei tanti punti forti di quest’auto è il design. La carrozzeria della Range Rover SV Ultra è disponibile in una vasta scelta di colori e introduce il Titan Silver, esclusivo della Sv Ultra, grazie alla sua formulazione dedicata. Come spiega la casa automobilistica, «questa nuova tinta incarna una rappresentazione sofisticata dell’autentico metallo in forma liquida». Ma come si realizza questo colore così particolare? Il Titan Silver utilizza fini lamelle di alluminio reale e una tecnologia avanzata dei pigmenti per creare una superficie luminosa e altamente riflettente, con una qualità iridescente e simile a uno specchio. Il risultato? Una finitura che si distingue per la sua unicità e la sua lavorazione meticolosa. Gli accenti Satin Platinum Atlas e Silver Chrome valorizzano poi la finitura esterna Titan Silver, esaltando la griglia e la grafica laterale, mentre i cerchi in lega da 23" sono rifiniti con inserti Satin Platinum e nuovi coprimozzi Range Rover.
C’è poi l’interno, dove la Sv Ultra svela un nuovo ed esclusivo abitacolo bicolore nelle tonalità chiare in Ultrafabrics™ Orchid White e Cinder Grey, che coniuga l’innovazione avanzata dei materiali con un’atmosfera serena e improntata al design. I sedili presentano per la prima volta un intricato nuovo motivo a mosaico lavorato al laser, applicato sulle sezioni superiori sagomate e ripreso negli inserti e negli schienali per creare un trattamento superficiale unitario e altamente dettagliato.
Un nuovo intarsio in palma di rattan introduce nell’abitacolo una texture delicata e una profondità materica attraverso la sua naturale armonia strutturale. Grazie poi a una tecnica brevettata che ne preserva le caratteristiche naturali, la venatura unica dell’intarsio è valorizzata da una tinta Orchid White che ne esalta la texture a poro aperto e la forma lineare. La sua struttura cellulare tubolare consente tagli precisi in sezione trasversale che assorbono il colorante, creando una tonalità calda derivata dalle resine naturali del materiale. Per la SV Ultra, l’intarsio è rifinito in una tonalità più chiara per conferire un aspetto più contemporaneo. Si estende sotto il singolo touchscreen e prosegue nell’abitacolo fino al Club Table elettrico nella parte posteriore, nonché allo sportello motorizzato del vano refrigerante integrato.
La caratteristica finitura in ceramica bianco lucido di Range Rover SV prosegue il tema chiaro, affiancata da altoparlanti SV Orchid Pearl abbinati al colore, cinture di sicurezza Orchid White e pedane con marchio SV Ultra.
Un nuovo cuscino decorativo allungato incorpora il tessile Kvadrat remix, un’alternativa alla pelle realizzata con un mix durevole di lana e poliestere riciclato, che offre una forma morbida e contemporanea accuratamente ottimizzata per il comfort.
Phoebe Lindsay, Range Rover Materiality Manager, ha dichiarato: «Sv Ultra rappresenta la nostra interpretazione più modernista della materialità, coniugando linee pulite con una palette neutra attentamente bilanciata e un uso disciplinato dei materiali naturali. La scelta di Ultrafabrics™ rispetto alla pelle è stata intenzionale: la sua morbidezza ingegnerizzata consente il raffinato motivo lavorato al laser e la complessa perforazione che caratterizzano l’interno. L’intarsio in palma di rattan introduce nell’abitacolo un’espressione materica completamente nuova, con il suo poro aperto naturale e il rivestimento chiaro che aumentano la luminosità visiva e rafforzano un senso di design calmo e coerente».
Infine, la Range Rover Sv Ultra porta alla perfezione acustica dei migliori posti di una sala da concerto, introducendo per la prima volta in assoluto la tecnologia audio elettrostatica ad alta fedeltà a bordo di un veicolo. Il nuovo sistema SV Electrostatic Sound (disponibile come optional esclusivamente sui modelli SV) garantisce che ogni nota armoniosa e ogni dettaglio nitido pongano l’occupante al cuore di ogni performance, riproducendo la musica fedelmente come l’artista aveva concepito.
La Range Rover Sv Ultra sarà disponibile con una scelta tra la motorizzazione ibrida plug-in P550e e il V8 P540”. Una versione completamente elettrica arriverà entro la fine dell’anno.
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iStock
Alla fiera di Rho del 19 e 20 maggio Compagnia delle Opere presenterà l’Innovation Hub, area dedicata al confronto tra aziende e professionisti sull’uso concreto dell’intelligenza artificiale. Al centro del dibattito etica, scuola, lavoro e gestione aziendale.
Compagnia delle Opere torna all’AI Week di Rho Fiera, il grande evento europeo dedicato all’intelligenza artificiale in programma il 19 e 20 maggio, e lo fa portando al centro della manifestazione un nuovo spazio dedicato alle aziende. Si chiama Innovation Hub ed è un’area di oltre 200 metri quadrati pensata per favorire l’incontro tra imprese, professionisti e innovatori attraverso casi concreti, confronto operativo e networking.
All’interno dell’hub saranno presenti 23 aziende associate a Cdo, chiamate a raccontare esperienze e applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale nei diversi settori produttivi. Attesi in fiera anche circa 500 associati, segno di una partecipazione che l’associazione interpreta come la costruzione di un ecosistema capace di accompagnare le imprese nella trasformazione tecnologica.
L’AI Week, giunta alla settima edizione, ogni anno richiama migliaia di imprenditori, manager e professionisti, oltre a centinaia di speaker internazionali, attraverso incontri, masterclass e sessioni formative dedicate ai nuovi scenari dell’intelligenza artificiale. Nel programma promosso da Cdo troveranno spazio anche alcuni dei temi oggi più discussi nel dibattito pubblico. Una delle direttrici principali riguarderà il rapporto tra etica e intelligenza artificiale, con l’intervento di Padre Natale Brescianini, mentre un altro focus sarà dedicato al ruolo dell’AI nelle piccole e medie imprese italiane grazie al contributo di Emanuele Frontoni, presidente di Cdo Marche Sud e co-director del VRAI Lab. «L’intelligenza artificiale rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo, perché non ci chiede soltanto di imparare a utilizzare nuove tecnologie, ma ci interroga sul modo in cui comprendiamo l’esperienza umana, il lavoro, la conoscenza e il futuro della società», ha dichiarato Andrea Dellabianca, presidente nazionale di Compagnia delle Opere. «Ogni giorno emergono opportunità straordinarie insieme a interrogativi profondi: per questo è necessario costruire luoghi di confronto in cui imprese, professionisti, ricercatori ed esperti possano condividere competenze, esperienze e soluzioni concrete».
Tra gli appuntamenti previsti ci sarà anche un approfondimento sul rapporto tra scuola e intelligenza artificiale dal titolo «Essere uomini nell’Era dell’IA: la Scuola come laboratorio di libertà e conoscenza». Al centro dell’incontro il ruolo della tecnologia nella didattica, nei sistemi di valutazione e nei percorsi di inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali. Un confronto che partirà dall’idea che l’intelligenza artificiale possa affiancare il lavoro dell’insegnante senza sostituirlo, rafforzando il pensiero critico e la relazione educativa.
Spazio poi ai cambiamenti che l’AI sta introducendo nella gestione aziendale, nelle risorse umane e nel settore immobiliare, fino al rapporto tra innovazione tecnologica e transizione ecologica. Non mancherà infine una riflessione sul mondo del non profit con l’evento Agent Coding for Good, dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aumentare l’efficacia e l’impatto delle organizzazioni sociali. «L’innovazione è davvero tale quando resta al servizio della persona e contribuisce a far crescere una comunità più consapevole», ha aggiunto Dellabianca. «Per questo Cdo vuole scommettere su spazi d’avanguardia come l’Innovation Hub: luoghi di dialogo, ma anche laboratori di pensiero e di ricerca».
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Regina Corradini D’Arienzo (Ansa)
Risorse a tassi agevolati e contributi a fondo perduto fino al 30% per contrastare il caro energia e il blocco dello Stretto di Hormuz. La misura, operativa dal 25 maggio, protegge le aziende esportatrici e le filiere strategiche dagli choc del conflitto nel Golfo Persico.
La diplomazia non ha ancora trovato una via d’uscita al conflitto con l’Iran e la crisi energetica legata al blocco del canale di Hormuz si aggrava.
Gli analisti stimano che anche a fronte di una risoluzione a breve, per rimettere in moto il meccanismo dei rapporti con quell’area a cominciare dagli approvvigionamenti, serviranno mesi. Alla luce di questo scenario la Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del gruppo Cdp (Cassa depositi e prestiti) lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese colpite dagli effetti del conflitto nel Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. Le risorse sono destinate alle aziende esportatrici e a quelle che, pur non vendendo direttamente direttamente all’estero i propri prodotti, fanno parte di filiere produttive strategiche. Cuore del pacchetto, attivato nell’ambito dello strumento «Transizione digitale ed ecologica», è la nuova linea «Energia per la competitività internazionale», concepita per offrire una risposta mirata per fronteggiare gli effetti della crisi sui costi energetici e sul fatturato, in modo da salvaguardare la solidità finanziaria e la capacità di continuare a investire all’estero delle imprese.
Potranno accedere al sostegno le realtà imprenditoriali che, nel primo trimestre o quadrimestre del 2026, abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, a causa del conflitto. Il sostegno avverrà attraverso la concessione di finanziamenti agevolati accompagnati da una quota a fondo perduto fino al 30% per le Pmi e fino al 20% per le altre imprese.
Le risorse sono finalizzate a essere utilizzate principalmente per operazioni di rafforzamento patrimoniale (fino al 90% del finanziamento) oppure per finanziamenti di soci, con possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate. L’anticipo può arrivare a coprire fino al 50% della somma richiesta mentre la durata del finanziamento sarà di otto anni. Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, cioè a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative affinché possano continuare ad operare e a investire. Si prevede un contributo a fondo perduto fino al 20%, l’esenzione dalla presentazione delle garanzie; poi finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale, l’incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota da destinare alla capitalizzazione delle controllate e l’innalzamento dell’anticipo fino al 50%. Infine l’estensione della durata dei finanziamenti fino a otto anni.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026. Per garantire una gestione ordinata delle richieste, nei primi cinque giorni di apertura della misura, sarà attivato un sistema di «coda virtuale» nel caso di accessi simultanei elevati alla piattaforma.
«Vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese che stanno affrontando gli effetti di un quadro internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal forte aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo. L’obiettivo è sostenere non solo le aziende esportatrici, ma anche tutte le filiere strategiche del Made in Italy, rafforzandone la capacità di continuare a investire e crescere sui mercati internazionali», ha affermato l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo.
Il Fondo monetario internazionale ha segnalato che, insieme al Regno Unito, l’Italia è fra i Paesi europei più esposti a causa della forte dipendenza dalle centrali a gas. Le importazioni italiane di beni energetici dal Medio Oriente nel 2025 hanno superato i 15 miliardi di euro. L’intervento di Simest quindi vuole accompagnare le imprese non solo nella gestione della fase emergenziale, ma anche nella gestione del periodo successivo, contribuendo al rafforzamento strutturale.