- Tanta fuffa e poca sostanza nella nota a conclusione del faccia a faccia tra l’onorevole con gli stivali e i vertici del partito. Nicola Fratoianni in rotta con Angelo Bonelli. Una fonte: «I nostri guai sono appena all’inizio».
- L’ex socio della Lega Braccianti attacca: abbiamo consegnato a Fanpage la denuncia sui 250.000 euro spariti, ma non è mai stata pubblicata. Il caso dei «mazzieri» arruolati.
Lo speciale contiene due articoli.
«Lo conosciamo bene, Soumahoro. Stava nelle Usb, è andato via perché voleva fare carriera in politica. Ci ha provato invano col Pd, poi Verdi e Sinistra italiana hanno abboccato»: così un esponente autorevole della sinistra radicale racconta alla Verità che tutte le potenziali grane che Aboubakar Soumahoro portava con sé erano stranote.
Ieri, alla fine del secondo tempo dell’incontro con i vertici di Alleanza Verdi-Sinistra, Soumahoro si è autosospeso dal gruppo parlamentare rossoverde: «Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro», spiegano attraverso una nota Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Luana Zanella, i due leader dell’alleanza e la capogruppo di Avs alla Camera, «per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato. Aboubakar Soumahoro ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo», aggiunge il comunicato, «nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra. Rispettiamo questa scelta che seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci», aggiungono Bonelli, Fratoianni e Zanella, «che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra».
Ombroso, per non dire incavolato come una iena, è certamente Nicola Fratoianni, che si trova a dover fronteggiare il crollo di credibilità del suo partito per una scelta di Bonelli. Ricordiamo, infatti, che al momento della presentazione delle candidature, lo scorso agosto, Verdi e Sinistra italiana si divisero equamente i seggi «blindati», e ognuno dei due soci di questa aggregazione politica scelse una figura che potesse rappresentare un valore aggiunto in termini di immagine. Fratoianni puntò su Ilaria Cucchi, Bonelli su Soumahoro: «Ho il piacere di annunciare», proclamò tutto contento Bonelli lo scorso 10 agosto, «che ha accettato di candidarsi con la nostra alleanza Aboubakar Soumahoro. Sono molto emozionato, è una figura importante che da tanti anni difende gli invisibili. Immaginate, immaginiamo, se a guidare questo paese fosse una persona come Aboubakar». Ci abbiamo provato, a immaginare Aboubakar presidente del Consiglio, e diciamo che la visione non è stata esattamente paradisiaca.
Detto ciò, non certo per infierire su un partitino già devastato da quello che sta succedendo, è nostro dovere registrare che nella parte rossa del partito rossoverde, ovvero Sinistra italiana, un po’ di malumore nei confronti dei compagni di avventura verdi si respira, quantomeno per la leggerezza della candidatura: «Fratoianni», dice alla Verità una fonte molto bene informata dei fatti, «è preoccupato per quello che ancora dovrà accadere, molto preoccupato. Qui ne viene fuori una nuova ogni ora. Il problema non è giudiziario, ma politico e di immagine: per la sinistra italiana è il momento più buio da molti anni». Non solo: Fratoianni non avrebbe assolutamente digerito l’atteggiamento di Soumahoro, che a un certo punto, in piena bufera mediatica, ha scelto di non rispondere più al telefono ai suoi stessi dirigenti di partito.
Chi l’altro ieri era presente alla Camera dei deputati non ha potuto non notare come Fratoianni e Soumahoro si siano spesso incrociati, abbiano sostato a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, senza mai rivolgersi la parola. Al tempo stesso, a quanto ci risulta, l’incontro dei vertici rossoverdi con Soumahoro, andato in scena in due tempi, l’altro ieri sera e ieri pomeriggio, è stato tutt’altro che sereno. A Soumahoro è stato contestato anche il surreale video pubblicato sui social, con lui in lacrime, o almeno così sembra, che dice «voi mi volete morto», non si capisce rivolto a chi.
I soliti maligni sussurrano che l’autosospensione potrebbe essere stata, per usare un eufemismo, suggerita a Soumahoro da Bonelli e soprattutto da Fratoianni, convinti che le rivelazioni sulle coop di famiglia siano tutt’altro che finite. «Con Aboubakar», dice Bonelli all’Adnkronos, «abbiamo avuto un chiarimento lungo e profondo, non una formalità, e abbiamo ascoltato con attenzione cosa aveva da dire. Soumahoro, lo ribadisco, non è indagato ma c’è una questione politica che doveva essere valutata insieme. Ora, diamogli il tempo di contestare i fatti e rispondere anche ai giornalisti». Soumahoro, a questo punto, passerà nel gruppo misto. Poi ci sono diverse ipotesi: o ci resterà fino alla fine della legislatura, o rientrerà in Avs, oppure si accaserà in un altro partito. Quale? La Verità ha sondato gli umori di due formazioni della sinistra, anche quelle estremamente minoritarie, per sapere se c’è la possibilità di «imbarcare» Soumahoro per avere un rappresentante in parlamento. Le risposte sono state un «ma no!» e un «ma neanche per idea». Bando all’ipocrisia: nella variegata galassia della sinistra radicale, la figuraccia rimediata da Verdi e Sinistra italiana è stata accolta con composta ma sincera soddisfazione.
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