I nostri lettori hanno un cuore d’oro: 417.000 euro raccolti per il militare
Oggi è l’ultimo giorno per aderire alla sottoscrizione aperta dalla Verità. I contributi a sostegno del vicebrigadiere Emanuele Marroccella sono stati continui, una generosità davvero grande quella dimostrata dai tantissimi lettori che hanno fatto versamenti sul conto corrente dedicato, e di cui ancora vedrete l’Iban per l’intera giornata di sabato 17 gennaio.
Ieri sera la somma raccolta era di 417.000 euro, più che triplicata rispetto alla provvisionale di 125.000 euro imposta dal tribunale di Roma al carabiniere. Denaro che deve essere versato subito alle parti civili, ovvero ai familiari del siriano Jamal Badawi, 56 anni, quattro fogli di espulsione mai eseguiti, cui Marroccella aveva sparato mentre il pregiudicato cercava di fuggire durante un tentativo di furto, dopo aver ferito Lorenzo Grasso, collega della radiomobile di Roma.
«In questo momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa solidarietà inaspettata mi dà tanta forza. Voglio ringraziare di vero cuore tutti, a partire dal direttore della Verità, Maurizio Belpietro, per il calore umano ricevuto e per come state aiutandoci rispondendo alla sottoscrizione che è stata lanciata da queste pagine», sono state le parole di gratitudine di Marroccella.
«Tutti cittadini italiani dovrebbero scendere in piazza, per manifestare per il carabiniere che venga assolto, e non risarcire le famiglie del criminale. Si dovrebbe risarcire il carabiniere che ha fatto il suo dovere», è uno dei numerosi post con i quali si continua a commentare sui social network la condanna a tre anni per «eccesso colposo nell’uso legittimo di armi», senza le attenuanti generiche, inflitta al carabiniere dal tribunale di Roma.
Una sentenza durissima, inasprita rispetto alla pena a due anni e sei mesi chiesta dalla Procura. Il giudice ha disposto per il carabiniere pure l’interdizione dai pubblici uffici della durata di cinque anni e la provvisionale di 15.000 euro per ogni figlio della vittima e 5.000 euro per ogni fratello.
Nei prossimi giorni La Verità consegnerà a Emanuele Marroccella, 44 anni, carabiniere della radiomobile di Roma, originario di Napoli e residente ad Ardea, una moglie e due figli di 14 e 12 anni, l’importo di 125.000 euro richiesto. Sull’edizione di martedì 20 gennaio comunicheremo la cifra complessiva raccolta e diremo esattamente come saranno gestite le eccedenze. Anticipiamo che sarà costituito un fondo vincolato da destinare a casi simili da noi ritenuti meritevoli, sui quali informeremo al centesimo i lettori.
Oltre che sui social, continuano le prese di distanza dalla sentenza e dal provvedimento che consente a un giudice, su richiesta delle parti civili, di condannare un imputato al pagamento di una provvisionale, sempre immediatamente esecutiva. Nel caso di Marroccella, dopo aver difeso da un delinquente il collega e la pattuglia all’esterno, facendo «un uso legittimo delle armi perché un pubblico ufficiale non ha scelta, deve intervenire», come hanno sostenuto durante il procedimento gli avvocati Paolo Gallinelli e Lorenzo Rutolo che presenteranno appello, il carabiniere deve anche pagare di tasca sua i parenti del pregiudicato.
«Un carabiniere, un uomo dello Stato che spara dopo l’aggressione a un collega da parte di un pregiudicato e viene punito dallo Stato - al di là delle circostanze e dei tecnicismi - è un’assurdità totale. È una follia», ha dichiarato ieri alla Verità lo scrittore e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani. Per il giudice sarebbe stata «una reazione non proporzionata», ma la proporzionalità va misurata non in astratto, bensì alla luce del contesto specifico.
La stessa Corte di Cassazione ha affermato con sentenza del febbraio 2011 che «la valutazione della condotta dell’operatore di polizia deve essere compiuta avendo riguardo alle concrete circostanze in cui l’azione si svolge e alla percezione immediata del pericolo da parte dell’agente, non potendosi pretendere, a posteriori, una ricostruzione fredda e distaccata».






