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Il «Villaggio sanatoriale» di Sondalo. Un viaggio tra medicina e architettura

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Il «Villaggio sanatoriale» di Sondalo. Un viaggio tra medicina e architettura
Il complesso del «Villaggio sanatoriale» di Sondalo nel 1940 (Fondo Castiglioni/Giani - Archivio Ospedale di Sondalo)

Ancora attivo oggi come ospedale «Eugenio Morelli», è stato il sanatorio più grande d'Europa. Realizzato tra il 1932 e il 1946, fu la sintesi dell' architettura modernista unita a soluzioni costruttive e tecniche all'avanguardia per ospitare migliaia di pazienti tra boschi, terrazze e giardini. La storia e le immagini di un ospedale «abbracciato» alla montagna.

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«I cittadini dovranno decidere se questa riforma a loro piace oppure no. Non è una riforma per il centrodestra o per il centrosinistra, è una riforma per gli Italiani». «Vogliamo garantire a tutti un processo più giusto affinché non ci siano più disavventure». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri a margine del Pre-summit del Ppe.

Gli «eroi» del Covid divenuti medici militanti
(Ansa)
Nel 2020, «Time» metteva in copertina un anestesista dell’ospedale di Ravenna. Oggi, nella stessa struttura, otto dottori sono accusati di aver firmato certificati tarocchi per ideologia. E di aver lasciato liberi stranieri malati (loro, che maledivano i no vax).

Come risulta sfocata la copertina che la prestigiosa rivista Time dedicò agli «eroi in prima linea» nella lotta al coronavirus. Non tanto per il tempo trascorso, era l’aprile del 2020, ma perché altra deontologia sembra dettare il comportamento di certi camici bianchi dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, rispetto agli «angeli» in prima linea contro la pandemia.

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Benedetto XVI, la Cina, «Star Wars». Di cosa si è davvero parlato con Thiel
Peter Thiel (Ansa)
Durante l’evento romano con il miliardario, si sono alternati riferimenti ai grandi teologi con citazioni pop da libri manga. Sullo sfondo, la lotta contro un futuro governo mondiale dei «filantropi» edificato sulla paura.
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Dai cinema storici alle «case igloo» di Milano: il genio creativo di Mario Cavallè
Le «case igloo» di Milano del 1946. Nel riquadro, Mario Cavallè (Getty Images)

Nato povero, riuscì a studiare durante la Grande Guerra prendendo due lauree. Applicò i principi ingegneristici all'estro artistico specializzandosi nella costruzione di sale cinematografiche. Sue le famose «case igloo» di Milano.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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