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2022-09-16
Sky Glass, la nuova smart tv lanciata da Sky
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Sky Glass, votata al risparmio energetico e disponibile già da oggi, è una creatura ibrida, costruita a mezza via fra tutto ciò che già esiste: fra uno smartphone, una televisione, fra un tablet e uno di quegli ammennicoli – come Alexa e Chromecast – sui quali sembra dover erigersi un giorno il futuro. La fantascienza. Lo schermo è piatto, grande. La soundbar Dolby Atmos integrata. Sono sei gli speaker, un miliardo i colori dell’alta definizione, la 4K Ultra Hd Quantum Dot. La cornice non è nera, però. Non solo. Sky Glass, disponibile in tre dimensioni (43", 55" e65"), le più richieste dagli acquirenti italiani, è stata realizzata in cinque colori, ciascuno abbinato al proprio telecomando. Così, accanto al nero di rito, delle televisioni «qualunque», sono comparsi il rosa e il verde e il blue, il bianco. La televisione, quel bene di massa che in ogni salotto troneggia, è diventato un pezzo d’arredo. Un oggetto di design. Accessibile, però, perché il metodo di pagamento è quello dello smartphone: lo stesso sistema di micro-rate che ha reso popolari prodotti altrimenti inaccessibili.
Sky Glass, la prima smart tv targata Sky, è acquistabile con quarantotto rate mensili comprese fra gli 11,90 e i 23,90 euro, oltre ad un anticipo a partire dai 125 euro. «È per tutti», dunque, «Per la famiglia», ha spiegato Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, tratteggiando una rivoluzione che non è solo estetica. Sky Glass, una gamma di prezzi compresa fra i 697 e i 1293 euro, è stata studiata appositamente per semplificare un mondo intricato, il cui grado di complessità sembra destinato a crescere. L’offerta televisiva, con l’avvento delle piattaforme streaming, si è frammentata. Le applicazioni sono diventate innumerevoli, infinite le possibilità di visione, i titoli nascosti all’interno di library criptiche. Si è avuto troppo, e nel troppo si è finito per perdersi. Per perdere tempo, serate, per perdere pure la pazienza dietro una scelta tanto ardua, a volte, da non potersi compiere. «La rivoluzione dello streaming ha inaugurato un’età dell’oro per i contenuti, ma ha anche reso più complicata la vita delle persone, che spesso passano più tempo a cercare un programma che a goderselo. Sky Glass nasce proprio per semplificare tutto questo e offrire un’esperienza di visione semplice e appagante», ha proseguito Duilio nel corso della conferenza stampa, lanciando una televisione che, per la prima volta e grazie solo ad una connessione Internet, è in grado di integrare i contenuti: quelli di Sky, dei principali canali nazionali in chiaro e quelli dei player globali come Netflix, Disney+, Prime Video, Dazn, Raiplay, Mediaset Infinity, Apple Tv+, Discovery+, Peacock, Youtube. Usarla è semplice. Esiste un telecomando. Poi, il controllo vocale. «Ciao Sky», è la frase da pronunciare perché la tv si accenda. Oltre, può essere racchiusa la richiesta dello spettatore. «Cerca i film con Nicole Kidman. Cerca le serie tv italiane, gli episodi di Gossip Girl». Qualunque cosa, e la televisione agirà da sé, mostrando sullo schermo i contenuti desiderati. Tutti quelli esistenti, individuati fra le app integrate. Sarà compito del singolo, poi, decidere a quale delle app abbonarsi, quale utilizzare. Sky Glass prevede un solo obbligo, la sottoscrizione – se già non si è clienti – di un abbonamento Sky. Il Gruppo, che a disposizione ha messo anche la possibilità attraverso Sky Stream di aggiungere al proprio abbonamento il servizio Sky Multiscreen, godendo l’esperienza di Sky Glass su una qualsiasi altra tv compatibile, ha inaugurato il pacchetto Intrattenimento Plus, che comprende Sky Tv e Netflix, a partire da 19,90 euro al mese per i primi 18 mesi. Lasso di tempo oltre il quale chi lo desideri potrà decidere di interrompere l’abbonamento Sky. Allora, Sky Glass continuerà a funzionare come una smart tv convenzionale, dotata di un numero di app, di digitale terrestre e provvista di ingressi Hdmi, tre in totale.
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È stata presentata oggi Sky Glass, una televisione che, per la prima volta e grazie solo a una connessione Internet, è in grado di integrare i contenuti: non solo quelli di Sky, ma anche quelli dei principali canali nazionali in chiaro e quelli dei player globali come Netflix, Disney+, Prime Video, Dazn, Raiplay, Mediaset Infinity, Apple Tv+, Discovery+, Peacock, Youtube. Sky Glass, votata al risparmio energetico e disponibile già da oggi, è una creatura ibrida, costruita a mezza via fra tutto ciò che già esiste: fra uno smartphone, una televisione, fra un tablet e uno di quegli ammennicoli – come Alexa e Chromecast – sui quali sembra dover erigersi un giorno il futuro. La fantascienza. Lo schermo è piatto, grande. La soundbar Dolby Atmos integrata. Sono sei gli speaker, un miliardo i colori dell’alta definizione, la 4K Ultra Hd Quantum Dot. La cornice non è nera, però. Non solo. Sky Glass, disponibile in tre dimensioni (43", 55" e65"), le più richieste dagli acquirenti italiani, è stata realizzata in cinque colori, ciascuno abbinato al proprio telecomando. Così, accanto al nero di rito, delle televisioni «qualunque», sono comparsi il rosa e il verde e il blue, il bianco. La televisione, quel bene di massa che in ogni salotto troneggia, è diventato un pezzo d’arredo. Un oggetto di design. Accessibile, però, perché il metodo di pagamento è quello dello smartphone: lo stesso sistema di micro-rate che ha reso popolari prodotti altrimenti inaccessibili.Sky Glass, la prima smart tv targata Sky, è acquistabile con quarantotto rate mensili comprese fra gli 11,90 e i 23,90 euro, oltre ad un anticipo a partire dai 125 euro. «È per tutti», dunque, «Per la famiglia», ha spiegato Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, tratteggiando una rivoluzione che non è solo estetica. Sky Glass, una gamma di prezzi compresa fra i 697 e i 1293 euro, è stata studiata appositamente per semplificare un mondo intricato, il cui grado di complessità sembra destinato a crescere. L’offerta televisiva, con l’avvento delle piattaforme streaming, si è frammentata. Le applicazioni sono diventate innumerevoli, infinite le possibilità di visione, i titoli nascosti all’interno di library criptiche. Si è avuto troppo, e nel troppo si è finito per perdersi. Per perdere tempo, serate, per perdere pure la pazienza dietro una scelta tanto ardua, a volte, da non potersi compiere. «La rivoluzione dello streaming ha inaugurato un’età dell’oro per i contenuti, ma ha anche reso più complicata la vita delle persone, che spesso passano più tempo a cercare un programma che a goderselo. Sky Glass nasce proprio per semplificare tutto questo e offrire un’esperienza di visione semplice e appagante», ha proseguito Duilio nel corso della conferenza stampa, lanciando una televisione che, per la prima volta e grazie solo ad una connessione Internet, è in grado di integrare i contenuti: quelli di Sky, dei principali canali nazionali in chiaro e quelli dei player globali come Netflix, Disney+, Prime Video, Dazn, Raiplay, Mediaset Infinity, Apple Tv+, Discovery+, Peacock, Youtube. Usarla è semplice. Esiste un telecomando. Poi, il controllo vocale. «Ciao Sky», è la frase da pronunciare perché la tv si accenda. Oltre, può essere racchiusa la richiesta dello spettatore. «Cerca i film con Nicole Kidman. Cerca le serie tv italiane, gli episodi di Gossip Girl». Qualunque cosa, e la televisione agirà da sé, mostrando sullo schermo i contenuti desiderati. Tutti quelli esistenti, individuati fra le app integrate. Sarà compito del singolo, poi, decidere a quale delle app abbonarsi, quale utilizzare. Sky Glass prevede un solo obbligo, la sottoscrizione – se già non si è clienti – di un abbonamento Sky. Il Gruppo, che a disposizione ha messo anche la possibilità attraverso Sky Stream di aggiungere al proprio abbonamento il servizio Sky Multiscreen, godendo l’esperienza di Sky Glass su una qualsiasi altra tv compatibile, ha inaugurato il pacchetto Intrattenimento Plus, che comprende Sky Tv e Netflix, a partire da 19,90 euro al mese per i primi 18 mesi. Lasso di tempo oltre il quale chi lo desideri potrà decidere di interrompere l’abbonamento Sky. Allora, Sky Glass continuerà a funzionare come una smart tv convenzionale, dotata di un numero di app, di digitale terrestre e provvista di ingressi Hdmi, tre in totale.
Il presidente libanese Joseph Aoun (Getty Images)
È bastato poco, una semplice parola tradotta male, per scatenare l’ennesima strumentalizzazione. Questa volta ci ha pensato la stampa francese a mettere zizzania tra Giorgia Meloni e un altro leader internazionale. Un leader di partito: Marine Le Pen. Interrogata sulla sua vicenda giudiziaria, Meloni aveva risposto di non credere a tutto quello che legge. Frase tradotta così: «Non credo a tutto quello che dice». A chiarire tutto ci ha pensato Marion Maréchal Le Pen, la nipote e leader di Identité liberté, che in un post rilanciato poi da Meloni, ha scritto: «Quando la tv Bfm trasforma il “non credo a tutto quello che leggo (sulla stampa) su Marine Le Pen” di Giorgia Meloni in “non credo a tutto quello che dice Marine Le Pen”. Come si può sentire» allegando anche il video dell’intervista, «dopo aver ricordato che “aveva rispetto per Le Pen”, Meloni sottolineava che non bisognava fidarsi di quello che una certa stampa “autorevole” diffonde sul campo nazionale. E Bfm le ha immediatamente dimostrato che aveva ragione a diffidare». Anche Vincenzo Sofo, ex parlamentare europeo di FdI e marito di Maréchal, ha denunciato in un commento la «notizia falsa basata su una traduzione errata».
Unico neo di un vertice che ha oggettivamente riscosso molto successo nei due Paesi e oltre. Il primo a beneficiarne e a riconoscerlo è il leader libanese Joseph Aoun che ha accolto con favore gli sforzi di Francia e Italia per la creazione di una coalizione multinazionale che succeda alle forze Unifil, missione che terminerà il suo mandato a fine anno. L’iniziativa, annunciata nella conferenza stampa post vertice dal presidente francese Emmanuel Macron e dal presidente del Consiglio Meloni, è «una sincera espressione dell’impegno internazionale a sostegno della sovranità e della stabilità del Libano» ha commentato Anoun.
In Italia non mancano le polemiche. «Nel bilaterale Francia - Italia, è nuovamente stata sottolineata la necessità di un nuovo protagonismo europeo dentro la crisi internazionale che stiamo vivendo. Sono di due giorni fa le dichiarazioni del segretario generale della Nato Rutte. Parole che, se pur ufficialmente chiarite, non possono essere archiviate come “parole a caso”. Forse è utile che su quanto sta avvenendo ci possa essere un confronto di fronte al Paese», ha commentato Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd in Senato che ha aggiunto chiedendo nuovamente che Meloni riferisca in Parlamento: «Per questo torniamo a chiedere con forza che su tutta questa vicenda il governo, se possibile anche nella persona della stessa presidente del Consiglio, chiarisca la propria posizione: dai rapporti europei, alle parole di Rutte, alla guerra di Israele e Usa all’Iran. Crediamo che questo sia, ancor più che nel passato, il momento giusto perché Meloni scelga di stare dalla parte dell’Europa, senza più remore o retropensieri e senza più titubanze». E se Boccia ha letto in questo incontro titubanze da parte del premier, il presidente dei senatori della Lega Massimiliano Romeo legge il contrario: «Ho piena fiducia nella premier che ha dimostrato di saperci fare in politica estera». «È giusto che l’Europa si rafforzi» ha aggiunto convinto però che debba anche mantenersi il rapporto con gli Stati Uniti nonostante gli «incidenti» con Trump.
A proposito di Trump, il presidente americano ieri ha minacciato l’introduzione di nuovi dazi nei confronti di «qualsiasi Paese» intenda imporre la digital tax. «Sarà immediatamente soggetto a un dazio del 100% su tutte le merci spedite negli Stati Uniti d’America. Tale dazio prevarrà sugli accordi commerciali stipulati con il Paese in questione, indipendentemente dal fatto che siano stati attuati, firmati o meno. Inoltre, il dazio del 100% sarà immediatamente applicato qualora tali Paesi procedano con l’introduzione dell’imposta domanda». Bruxelles ha replicato, sostenendo che le sue minacce sono ingiustificate e quindi, se attuate, la Commissione Ue risponderà.
L’ennesima sparata del tycoon che arriva nelle stesse ore in cui a Washington sembrerebbe essere arrivata l’intesa tra Israele e Libano, rifiutata però da Hezbollah perché indebolirebbe la l’unità il Paese, per un cessate il fuoco dopo quattro giorni di trattativa. Roma però si è subito congratulato per il risultato: «Il Governo italiano accoglie con favore l’annuncio di un accordo quadro tra Libano e Israele, grazie alla mediazione Usa». Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha pubblicato un messaggio su X scritto in farsi in cui spiega che «il comandante della Forza Quds iraniana, Qaani, ha recentemente lanciato numerose minacce contro Israele. In ogni caso, se l’Iran attacca Israele, sarà il suo più grande errore. Né Hormuz né il fuoco sui civili lo aiuteranno. Nulla ci fermerà. Le nostre forze sono pronte a portare a termine la missione».
Su Hormuz non si riesce a risolvere l’impasse. I Guardiani della rivoluzione islamica ieri hanno smentito le dichiarazioni di alcuni funzionari statunitensi secondo cui sarebbe stato istituito un canale diretto tra Teheran e Washington sul tema dello Stretto di Hormuz. «Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà. Lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti». Non proprio una bella notizia considerata la violazione del cessate il fuoco nello Stretto da parte degli iraniani condannata e denunciata così da Trump: «La Repubblica islamica dell’Iran ha lanciato almeno quattro droni d’attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Ovviamente, si tratta di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco».
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