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Sempio è un pazzo o un innocente senza paura

Sempio è un pazzo o un innocente senza paura
Andrea Sempio (Ansa)
Mesi fa, a «Dieci minuti», intervistai Andrea. I suoi avvocati non vollero sapere le domande prima e lui rispose a tutto con naturalezza disarmante e privo di esitazioni. Una tale fermezza può essere dettata solo dalla follia o dalla totale consapevolezza di non aver colpe.

Nicola Porro aveva deciso di lasciare per una quindicina di giorni. Nelle riunioni di redazione preparatorie dei giorni precedenti si cercava un tema per iniziare l’avventura con un ospite tale da compensare di suo la mia inesperienza. Sapendo della competenza sul tema Garlasco di uno degli autori, il collega Stefano Zurlo, lo implorai di tentare una missione impossibile, quella di avere in studio Andrea Sempio che, salvo un precedente e fugace passaggio da Bruno Vespa, non si era mai concesso a un confronto televisivo. Di Sempio era nota la sua ritrosia all’apparire pubblicamente, cosa comprensibile alla luce del fatto che buona parte dell’informazione stava mettendo le fondamenta per costruire un nuovo mostro da dare in pasto all’opinione pubblica.

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Sempio, il capo degli investigatori: «Sulle intercettazioni sono un asino»
Silvio Sapone (Ansa)
Il carabiniere, sentito dai pm nel 2025 nel procedimento di corruzione nei confronti di Mario Venditti, ammette: «Le microspie solo su una delle auto di Andrea Sempio? Non me ne intendo. Per me i fascicoli sono tutti uguali».

Chi ama la cronaca nera e le serie crime sa che gli omicidi più efferati e mediatici vengono affidati ai migliori investigatori su piazza. Ma dieci anni fa, a Pavia quando è arrivato il momento di riaprire le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi dovevano avere finito gli specialisti. Niente Squadra mobile della Polizia, niente Nucleo investigativo dei carabinieri, niente Scientifica, né Ris. I magistrati devono avere pensato che per verificare la fondatezza dei nuovi indizi raccolti dalla difesa di Alberto Stasi (elementi che oggi rappresentano l’architrave dell’ultima inchiesta pavese) sarebbero bastati i carabinieri distaccati in Procura, un gruppo di militari con storie molto diverse (c’erano anche ex forestali), più simili a dei cancellieri che a dei detective (senza offesa per nessuno).

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Con indagini fatte così l’assassino non si trova
Il sopralluogo della scientifica dei Carabinieri nella casa di Chiara Poggi (Ansa)

In tv mi capita di partecipare a dibattiti sul delitto di Chiara Poggi in cui i giornalisti si schierano da una parte o dall’altra, quasi che il giallo di Garlasco sia una sorta di derby, con le opposte tifoserie in campo. Io non so se Andrea Sempio sia colpevole, come sostiene la Procura di Pavia: mi limito a osservare che contro di lui sono stati raccolti molti indizi, più di quanti ne siano stati trovati a carico di Alberto Stasi, il quale però è stato con questi elementi condannato a 16 anni di carcere, e su questo forse varrebbe la pena che i tanti Sherlock Holmes da salotto televisivo facessero qualche riflessione.

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The Core, il club dei ricchi vale 1 euro. Caso in Procura
La società che prometteva di aprire una sede a Milano venduta a un prezzo simbolico. Esposto dei soci per riavere le quote.

La vicenda The Core Milano sbarca alla Procura di Milano. Lo studio Pizzoccaro di Brescia ha presentato un esposto promosso da diversi soci del club privato americano che per anni ha promesso di aprire in corso Matteotti 14, nel cuore della città, senza mai riuscirci.

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Garlasco, la frase choc a Porta a Porta: «Nella sfera sessuale di tutti c’è lo stupro»
Concita Borrelli

Bufera sulla giornalista Concita Borrelli dopo le parole pronunciate su Rai1 durante Porta a Porta. Pd all’attacco della Rai e di Bruno Vespa, mentre il Garante privacy richiama i media contro la «morbosa spettacolarizzazione» della vicenda.

Del caso Garlasco, con tutta sincerità, non ne possiamo più. A parte lo schifo per una vicenda che si trascina da vent’anni e che paventa un terribile errore giudiziario. A parte lo strazio di due genitori che ancora non trovano giustizia per l’assassinio della loro figlia. A parte una magistratura schizofrenica che dopo due assoluzioni condanna un ragazzo a vent’anni salvo poi chiederne, a fine pena, la revisione del processo.

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