Sei del Pd? Allora puoi odiare i rom - La Verità
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Sei del Pd? Allora puoi odiare i rom

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Il «Corriere della Sera» intervista un militante democratico di Torre Maura. In strada gridava di bruciare i nomadi, però è di sinistra, dunque «non è razzista, solo stanco».
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«In Italia viva saremo almeno 40». Senza contare le quinte colonne...

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Ai fedelissimi che seguiranno Matteo Renzi andranno sommati quelli che restano nel Pd: rottura definitiva o tattica per controllare meglio i vecchi compagni? Lui si vanta: «Ho fatto una machiavellica operazione di Palazzo».
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Renzi si fa un partito per le poltrone. Ma ha fretta, perché perde seguaci

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Oggi il Rottamatore anticipa la scissione e crea propri gruppi parlamentari al fine di partecipare alle nomine. Molti fra i fedelissimi, a partire da Luca Lotti, non sono convinti: lui rischia l'isolamento e prova a forzare i tempi.
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La scissione di Renzi? Il Pd sospetta il bluff

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L'addio, minacciato ma sempre rimandato con le scuse più varie, finora è stato usato dal Rottamatore per accaparrarsi poltrone. Nicola Zingaretti, dopo aver diviso le truppe del Bullo dando il ministero della Difesa a Lorenzo Guerini, vuole fargli mettere le carte in tavola.
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Il Pd prova a dire una cosa di sinistra ma gli esce solo l’elogio del bavaglio

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Da Laura Boldrini a Valeria Fedeli, vivo entusiasmo per la censura di Facebook contro Casapound e Forza Nuova: «È difesa della Costituzione». Ma applicare la Carta è compito dei giudici, non di multinazionali private.
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È guerra per il commissario Ue. Gentiloni, Letta e il fantasma di Renzi

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I democratici spingono due filo francesi per blandire Emmanuel Macron. Il Bullo, che li ha in uggia entrambi, li saboterà con suoi nomi (vedi Sandro Gozi) o lanciando sé stesso. Parigi piazza l'ex valletta di Romano Prodi e Mario Monti.
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A cose fatte Renzi esce allo scoperto e si piazza al timone dell’accrocchio

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  • Per tutta la giornata, mentre Nicola Zingaretti mette la firma su un patto suicida per il Pd, il Bullo rimarca il proprio ruolo per evitare le elezioni e lancia un segnale: questo esecutivo durerà finché servirà a lui.
  • Carlo Calenda rassegna le dimissioni dalla direzione del Partito democratico. Anche Matteo Richetti si iscrive al gruppo degli scontenti: «Voto contro, è un'invocazione a ragionare».

Lo speciale contiene due articoli.

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Il governo delle poltrone viventi

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Il papocchio è quasi ufficiale e sul campo c'è la prima vittima. È il segretario dem, messo nel sacco dal Bullo, vero regista del matrimonio contro natura. Il Giglio magico si è assicurato le poltrone, il governatore l'inutilità.
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Ha fatto fallire una coop di pomodori. E aspira a Agricoltura e Sviluppo

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Paola De Micheli, da imprenditrice, vanta il crac milionario di una ditta di conserve e i democratici la spingono per ben due ministeri. Ma sono coerenti: piazzarono Valeria Fedeli, senza laurea, all'Istruzione.
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Il Pd si gioca la finta rissa coi grillini per finire la resa dei conti in casa

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Le trattative si sono arenate, per poi ripartire e concludersi in serata. Il nodo della contesa non erano i veti del M5s bensì le scintille interne nella corsa alle poltrone, con le pretese dei renziani Ettore Rosato e Andrea Orlando.