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Scandalo Bibbiano, Congresso mondiale Famiglie: «Bene Fontana, attenzione anche ai patrocini. Che dice Spadafora?»

Scandalo Bibbiano, Congresso mondiale Famiglie: «Bene Fontana, attenzione anche ai patrocini. Che dice Spadafora?»
Ansa

«Accogliamo con sollievo il sì alla procedura accelerata per la proposta di una commissione d'inchiesta sulle case famiglia sostenuta dal ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Ma non basta. Qualcuno ora ci deve spiegare come mai i convegni dell'Associazione Hansel e Gretel erano patrocinati da enti pubblici con tanta leggerezza. Occorre correggere certi criteri di assegnazione del patrocinio, concessi dalle istituzioni con estrema facilità ad associazioni legate anche al mondo Lgbt» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia e del Congresso mondiale delle Famiglie.

«Nello specifico, per esempio, il convegno "Nuovi strumenti per aiutare i bambini e gli adulti nella cura e nel cambiamento", era patrocinato dal Comune di Torino» - incalzano Brandi e Coghe - «guidato dal sindaco grillino e 'arcobaleno' Chiara Appendino. Il convegno era finalizzato 'ad inquadrare l'intelligenza emotiva come strumento volto a limare le discriminazioni, proponendo una politica all'ascolto e all'astensione del giudizio (…)'". Ora basta con l'indottrinamento dei bambini la cui intimità e affettività non va incanalata da nessuno».

Poi un'altra domanda: «Ricordiamo che contro il Congresso di Verona, che parlava di aiuti alle famiglie, il sottosegretario Vincenzo Spadafora partì con un attacco senza precedenti e irrispettoso nei confronti dei partecipanti alla nostra Kermesse, persone con figli al seguito che chiedevano sostegno e tutele. Ha da dire qualcosa, come collega di partito alla Appendino dopo lo scandalo di Bibbiano?».

«Prima di tutto la protezione dei minori e delle famiglie. L'importante è che emergano le contraddizioni e le ombre di un sistema che è apparso in tutta la sua pericolosità».

Ecco in che modo Salim El Koudri è diventato cittadino italiano
Ansa
L’aspirante stragista ha preso il passaporto grazie al padre. E pure se fosse accusato di terrorismo non potrebbe perderlo.

Se non sarà per sua scelta, Salim El Koudri, il cittadino italo-marocchino che sabato ha tentato una strage a Modena, non perderà la cittadinanza italiana, acquisita nel 2009 in contemporanea con il padre Mohammed. «È italiano come me e lei», conferma un autorevole esponente della maggioranza. Questa è la legge anche per chi commette reati gravissimi e un’eventuale modifica della norma non potrà essere retroattiva, per non divenire incostituzionale. In Italia chi ha acquisito la cittadinanza da minorenne ed è figlio di un cittadino italiano, anche naturalizzato, resta italiano per sempre.

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«Pazzo per forza» è il dogma della sinistra
Nel riquadro a sinistra, Salim El Koudri (Ansa)
Prima ancora che le indagini partissero, i media progressisti avevano già sentenziato: Salim El Koudri non è uno straniero e ha dato di matto. Perché solo così non crolla la narrazione secondo cui l’immigrazione è ricchezza e la cittadinanza vuol dire integrazione.

Come si costruisce una narrazione? Esattamente così.

Partiamo dal nudo fatto. In un pomeriggio di primavera come tanti, un uomo si lancia su una inerme folla di sconosciuti con l’auto, ne travolge molti ferendoli gravemente, poi esce dalla vettura e mena fendenti con un coltello con lama da 20 centimetri che si è portato da casa, colpendo chi gli si avvicina.

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Due persone hanno perso le gambe. Ma per tanti la vittima è il macellaio
(Ansa)
In molti hanno etichettato quanto avvenuto in Emilia come frutto di «disagio psichico». A chi non la pensa così viene rinfacciato di essere suprematista e propagandare odio. Per far sparire il diritto a un’opinione diversa.

Con impettita sicumera, una certa stampa italiana ha già sentenziato che l’episodio di Modena è solo un caso di disagio psichiatrico. Colpa della società egoista che non «accoglie» come si deve.

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Meloni fa accordi da capogiro con Modi e l’Ue la ricatta per la firma del Mes
Giorgia Meloni e Narendra Modi (Ansa)
Il premier di Nuova Delhi sigla a Roma intese su Difesa, aerospazio, componenti, tessili, agroalimentare e turismo.

Si può definire avanguardia della comunicazione politica il video postato sui social dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima del bilaterale con il primo ministro indiano, Narendra Modi.

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